Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale per l’Italia non sono rosee. Oggi l’Fmi ha fatto sapere che prevede due (...) CONTINUA A LEGGERE...
Il Financial Times apre oggi con un focus sull’eurozona e le banche italiane. Secondo un rapporto della banca d’affari (...) CONTINUA A LEGGERE...
Il Financial Times apre oggi con un focus sull’eurozona e le banche italiane. Secondo un rapporto della banca d’affari Morgan Stanley, riportato dal quotidiano britannico, le banche italiane sarebbero quelle che più hanno usufruito, finora, dei fondi lanciati dalla Bce.
Il meccanismo triennale di fondi emesso dalla Banca Centrale Europea lo scorso dicembre, con prestiti al tasso agevolato dell’1%, ha già concesso alle banche italiane 50 miliardi di euro, coprendo così il 90% delle esigenze di finanziamento complessivo degli istituiti di credito italiani per l’anno in corso. Guardando da vicino la classifica delle banche italiane in merito all’utilizzo dei fondi Bce, il rapporto di Morgan Stanley ha dichiarato che Unicredit ha già preso 12,5 miliardi di euro, seguita subito dopo da Intesa San Paolo con 12 miliardi e Monte dei Paschi di Siena con 10 miliardi. I dati del rapporto Morgan Stanley, rileva il Financial Times, sottolineano ancora una volta la centralità dell’intervento delle banche nei meccanismi di emergenza finanziaria di alcuni paesi europei. Gli italiani dovranno essere grati a Mario Draghi, precisa il quotidiano brittanico, che ha voluto il fondo salva-stati subito dopo la sua nomina a capo della Banca Centrale Europea.
Le banche italiane sarebbero seguite dalla concorrente europea Royal Bank of Scotland che ha invece impegato, tramite la propria sussidiaria olandese, 5 miliardi di euro di quelli a lei destinati dal fondo triennale della Bce. L’istituto scozzese avrebbe così utilizzato, secondo le stime degli analisti di Morgan Stanley, un quarto del funding europeo destinatogli. Le banche spagnole, invece, avrebbero già usufruito di 25 miliardi di euro, ovvero l’equivalente di circa un terzo del loro fondo complessivo.
Secondo gli analisti, il totale di 489 miliardi di euro raccolti da circa 500 banche europee a dicembre sarebbe già a lavoro. I depositi di emergenza con la Bce sarebbero infatti scesi da un picco iniziale di 450 miliardi di euro all’inizio dell’anno ai 395 miliardi di euro dell’ultima stima. A questo va aggiunto che il prestito triennale ha incrementato di 193,4 miliardi di euro l’ammontare di liquidità fornito dalla Bce.
Il 28 febbraio la Banca Centrale Europea ha convocato una nuova asta per l’immissione di un altro funding triennale. Parlando da Abu Dhabi giovedì scorso, il presidente della Bce Mario Draghi ha fatto sapere che, sebbene il nuovo prestito non raggiungerà le cifre di quello precedente, sarà ancora una volta molto alto. Dal canto loro, gli analisti di Morgan Stanley prevedono che il funding ammonterà a circa 400 miliardi di dollari. Oggi la Bce ha fatto sapere di aver ricevute richieste di prestito da circa 523 istituti bancari e che la richiesta da parte delle banche italiane all’asta della Bce di oggi ammonta a 110 miliardi di euro.
La linea di Mario Draghi, sostenitore di un forte intervento delle istituzioni europee nella risoluzione della crisi del credito, è in pieno corso e, sebbene sia ancora presto per esprimere un giudizio, ci sono buoni margini per credere che l’Europa possa tener testa al debito come alle minacce di downgrade da parte delle agenzie di rating.
Riceverai nella tua casella una rassegna quotidiana dei migliori articoli.