Obbligazioni subordinate: cosa sono, come funzionano e perché sono rischiose. Guida

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Obbligazioni subordinate: cosa sono, come funzionano e perché sono rischiose. Guida
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Obbligazioni subordinate: cosa sono e come funzionano. Di seguito tutte le info per chiarire i dubbi sull’argomento obbligazioni

Cosa sono le obbligazioni subordinate? Quali rischi si corrono sottoscrivendole?Il mercato obbligazionario è in costante crescita e sono molti i piccoli investitori che ogni giorni ci si avvicinano. La speranza è quella di riuscire ad avere degli introiti dalle obbligazioni che si sono comprate e di poter investire in modo adeguato i risparmi.

Il problema rimane però il rischio che si corre quando la banca, come nel caso di Mps nel 2016 o Banca Marche nel 2014 falliscono e si deve attuare la conversione dei bond.
Quindi prima di considerare questo tipo di investimento, fate molta attenzione alle clausole e soprattutto alla stabilità della banca.

Se il vostro desiderio è quindi quello di investire in obbligazioni vi converrà informarvi sulle varie possibilità di titoli che avete a disposizione. Di seguito potrete conoscere meglio le obbligazioni subordinate, un particolare tipo di investimento che piace a molti Italiani.

Prima di scoprire i rischi e il tasso di redditività sarà meglio comprendere cosa sono queste “obbligazioni subordinate” e come funzionano.
Prima di effettuare un qualsiasi tipo di investimento, anche piccolo, è buona regola conoscere bene lo strumento con cui si vuole operare.

Di seguito illustriamo un vedemecum con le caratteristiche delle obbligazioni subordinate, sotto i riflettori in queste ultime settimane in quanto uno degli strumenti che, per il loro alto grado di rischio e secondo la gerarchia del bail in, che è entrato in vigore dal 2016.

Obbligazioni subordinate: cosa sono?

Le obbligazioni subordinate sono un particolare tipo di investimento le cui cedole, in caso di fallimento o di problemi della società, dipendono dalla soddisfazione degli altri creditori.
Dipendono quindi dagli investitori che non sono subordinati.

In termini di rendimento e di rischio, le obbligazioni subordinate si pongono in una posizione intermedia tra le obbligazioni tradizionali e i titoli azionari.
Le obbligazioni subordinate sono quei titoli che, in caso di inadempienza di pagamento da parte della società emittente, verranno rimborsate per ultime, dopo che saranno soddisfatti gli obbligazionisti ordinari o senior.

Un rischio che per alcuni investitori è forse molto alto e che non deve essere corso nel caso in cui non si conoscessero bene le caratteristiche del rimborso.

Obbligazioni subordinate perché sono rischiose?

Come tutte le obbligazioni (in inglese bond) sono dei titoli di debito emessi che consentono a chi li compra di diventarne creditore e di acquisire il diritto del rimborso del capitale investito più un interesse o cedola periodica.

A differenza delle obbligazioni ordinarie, le subordinate hanno un alto grado di rischio poiché in caso di fallimento di una banca, i possessori di bond subordinati, avranno il diritto di essere risarciti solo dopo altre tipologie di creditori come i dipendenti, i correntisti o i sottoscrittori dei bond ordinari.

In alcuni casi l’investitore può subire perdite irrecuperabili. Secondo le nuove norme europee con l’introduzione del Bail in, che dal 1° gennaio 2016 è diventato operativo, dopo le azioni sono proprio le obbligazioni subordinate a concorrere al salvataggio di una banca in grave dissesto finanziario.

Obbligazioni subordinate: livello di rischio e redditività

Chi decide di investire in obbligazioni subordinate è sottoposto ad un livello di rischio superiore rispetto a chi investe in obbligazioni ordinarie. Ma a maggior rischio corrisponde una maggior possibilità di guadagno.

Le obbligazioni subordinate infatti, sono caratterizzate da una maggiore redditività, rappresentata da un tasso di interesse maggiorato o da un rendimento più alto rispetto alle obbligazioni ordinarie della stessa durata.

Un’occasione che in molti non vogliono farsi scappare, dati i bassi rendimenti che spesso si ottengono con questo tipo di investimenti.
Come sempre però un rendimento maggiore è strettamente legato alla possibilità di perdere tutto o gran parte del nostro investimento.

In caso di fallimento o di liquidazione dell’azienda le obbligazioni subordinate vengono risarcite per ultime. Per primi sono rimborsati i titolari di obbligazioni ordinarie, e successivamente, ammesso che la società non abbia esaurito la liquidità, sono risarciti i titolari di obbligazioni subordinate.

Questa più alta propensione al rischio rispetto alle altre tipologie di obbligazioni, è il motivo per il quale queste obbligazioni sono caratterizzate da una maggiore redditività.
La possibilità che le azioni non vengano rimborsate è piuttosto alta, soprattutto se il creditore non ha più soldi per ripagare le cedole.

Obbligazioni subordinate: caratteristiche

Come già detto sopra le obbligazioni subordinate sono degli strumenti finanziari molto rischiosi, già questa consapevolezza dovrebbe farci riflettere. Se non si hanno le giuste competenze o conoscenze, mettere da parte questo tipo di investimento “sofisticato” che a fronte di alti rendimenti come rovescio della medaglia ha alti rischi che potremmo pagare, è proprio il caso di dirlo, “a caro prezzo.”

Tuttavia per chi invece ha, oltre ad una discreta conoscenza, una buona propensione al rischio è utile sapere alcune importanti caratteristiche che contraddistinguono le obbligazioni subordinate:

1) Sono strumenti molto complessi

Sono strumenti “intrinsecamente” molto complessi per la natura stesso del rendimento legato all’alto grado di rischio. Non sempre si evince il grado di rischio a cui si è esposti dalla relativa documentazione.

Per capire bene il loro funzionamento bisogna conoscere bene le logiche di funzionamento delle banche centrali e degli intermediari creditizi. Ad esempio, nel caso di bond subordinati Tier 3, (che vedremo più avanti) il rimborso del capitale alla scadenza dello strumento deve essere autorizzato dalla banca centrale da cui dipende l’emittente.

2) Non hanno sempre una data certa di rimborso del capitale: “extension risk”

Molte obbligazioni subordinate non hanno una vera e propria scadenza dal momento che la scadenza a volte non esiste oppure è troppo lontana. Quando non è esplicitata la scadenza, è prevista una procedura chiamata call, che consente alle società emittenti un’opzione di rimborso anticipato a partire da una certa data.

Negli ultimi anni si è diffusa la pratica dell’extension risk ossia dell’incertezza sull’effettiva scadenza dell’investimento che rende difficile stimare il suo rendimento.

3) La maggior parte dei bond subordinati sono “illiquidi”

Spesso questi tipi di bond sono illiquidi, questo significa che i risparmiatori che hanno difficoltà a rivenderli nel momento del bisogno.
Un problema che non si deve in nessun caso sottovalutare!

4) Hanno un alto grado di rischio difficile da diversificare

Il rischio di credito è molto alto. In caso di dissesto o di fallimento l’investitore può perdere il 100% del capitale investito.
Infatti il rischio che comporta questo tipo di strumento è molto simile a quello di un portafoglio azionario.

Obbligazioni subordinate: le tipologie

Con le ultime regole di Basilea 3 sui requisiti minimi di capitale le tipologie di obbligazioni subordinate sono diventate due Tier 1 e Tier 2. Precedentemente le tipologie erano 4 e poiché sono ancora in circolazione, in quanto presenti nei portafogli di molti risparmiatori ne spieghiamo brevemente le tipologie:

  • Obbligazioni subordinate Tier 1: sono le più rischiose e in caso di insolvenza si rischia il 100% del capitale. Spesso non sono previste scadenze e in particolari situazioni l’emittente può posticipare o addirittura cancellare una cedola.
  • Obbligazioni subordinate Upper Tier 2: Dopo i bond tier 1 sono quelli più rischiosi. Nei casi più particolari l’emittente può decidere di posticipare una cedola ma non cancellarla. Non è sempre prevista una scadenza finale tuttavia quasi mai si rischia di perdere il capitale.
  • Obbligazioni subordinate Lower Tier 2: Rientrano tra i bond più comuni. Spesso hanno una durata decennale e gli interessi vengono sospesi solo in gravi casi di insolvenza. Hanno una scadenza fissa oppure prevedono una clausola di rimborso anticipato alla prima data consentita che la banca ha l’obbligo di praticare
  • Obbligazioni subordinateTier 3: Sono i bond meno rischiosi e meno remunerativi in quanto non considerati dalle banche quale parte del capitale di vigilanza. Hanno una scadenza breve che va dai 2 ai 4 anni

Obbligazioni subordinate: società emittenti

Il tasso di rischio è legato anche alla qualità della società emittente; è ovvio che se la società rappresenta una realtà economica piccola o di recente debutto nel settore obbligazionario, le obbligazioni subordinate saranno più rischiose, e di conseguenza anche più remunerative.

Quindi prima di comprare delle obbligazioni subordinate vi consigliamo di conoscere attentamente la società nella quale si sta investendo e in che modo opera. Scoprite soprattutto quel è il sentiment degli investitori verso quella società e fate in modo di capire quali sono le reali possibilità che essa fallisca.

Le principali emittenti di questo tipo di obbligazioni sono le banche, queste infatti ricorrono spesso a tali titoli perché rientrano nel computo del patrimonio supplementare delle banche, consentendo così di accrescere il patrimonio di vigilanza senza ricorrere ad aumenti di capitale.