Uniper drena gli stoccaggi per conservare liquidità: «Lehman weekend» per il 23-24?

Mauro Bottarelli

16 Luglio 2022 - 13:00

Da lunedì scorso, la utility tedesca - in attesa di salvataggio statale - utilizza il gas delle riserve per evitare di svenarsi sul mercato spot. Ma il board avvisa: insolvenza è questione di giorni

Uniper drena gli stoccaggi per conservare liquidità: «Lehman weekend» per il 23-24?

La settimana che sta per cominciare potrebbe davvero rivelarsi quella spartiacque. Non solo per l’Italia e il futuro politico del governo in carica, bensì per l’intera Europa. E il rischio è quello di prestare eccessiva attenzione al board Bce, chiamato al primo rialzo dei tassi e al disvelamento del mistero taumaturgico dello scudo anti-spread, mentre all’orizzonte si staglia il profilo un Lehman weekend per la Germania il 23 e 24 luglio.

La sequenza di eventi catalizzanti è in effetti da togliere il fiato. Mercoledì 20 le comunicazioni di Mario Draghi alle Camere, mentre a Francoforte inizia la due giorni della Bce. Il giorno seguente, mentre il mercato attenderà il comunicato dell’Eurotower e le conferenza stampa di Christine Lagarde, ad Amsterdam i futures sul gas naturale europeo cominceranno a operare seriamente in modalità di barometro rispetto al D-day del giorno seguente: il 22 luglio, dopo i dieci giorni di manutenzione e la querelle sulla turbina ostaggio del Canada, Nordstream ricomincerà a pompare gas russo in Europa, ponendo fine a questa dinamica letale?

Andamento del flusso di gas russo verso l'Europa via Nordstream Andamento del flusso di gas russo verso l’Europa via Nordstream Fonte: Bloomberg/Zerohedge

In tal senso, i segnali appaiono misti. Da un lato, Gazprom ha alzato la posta, ventilando l’impossibilità a garantire un ritorno all’operatività normale. Dall’altro, questa settimana i prezzi del Dutch sono sì saliti ma senza mai esplodere e sfondare quota psicologica di 200 euro per MWh. Come dire, si spera in una mediazione.

E se l’intera Europa pare in attesa con il fiato sospeso, la Germania già oggi vive in apnea. E con le dita incrociate. Perché quanto plasticamente mostrato da questa seconda immagine

Andamento del livello di stoccaggio di gas naturale in Germania Andamento del livello di stoccaggio di gas naturale in Germania Fonte: Bloomberg

equivale a una sentenza di condanna senza appello. Per stessa ammissione del vice-presidente del Consiglio di sorveglianza di Uniper, Harald Seegatz, a detta del quale da lunedì scorso la utility tedesca - in predicato di salvataggio statale da 10 miliardi di euro - starebbe drenando dagli stoccaggi interni per evitare di svenarsi sullo spot market e salvare più liquidità possibile, pur mantenendo operativo il servizio. E il grafico parla chiaro, certificato dai dati appena diffusi dalla Gas Infrastructure Europe: dal 60% di riempimento di domenica 10 luglio, venerdì 15 le riserve erano scese al 58%. Il tutto ricordando che, stante il livello energivoro della sua industria, la Germania ha come break-even di riempimento da raggiungere entro il 1 novembre quello del 90% del totale e non l’80% come il resto dell’eurozona.

Insomma, un cortocircuito decisamente pericoloso. Da un lato, Uniper deve evitare di far ricorso alla già svuotata cassa per acquistare gas sul mercato a 180 euro per MWh, dall’altro andando avanti di questo passo Berlino rischia di compromettere il riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno. Praticamente, un azzardo mortale, stante i piani di emergenza e razionamento già attivati in alcuni ambiti del mondo dell’impresa e della società civile. Ma a confermare la delicatezza senza precedenti del momento, ci ha pensato ancora Seegatz, il quale ha chiaramente confermato come questo alternarsi di scelte forzate avrà un termine comunque breve. E’ chiaro che in questa condizione, Uniper non può aspettare settimane ma necessita di un sostegno entro pochi giorni, perché è entro quell’arco temporale che può materializzarsi un’insolvenza. Se si perde ulteriore tempo, questo può tradursi in un evento con impatto enorme sull’azienda e sui suoi dipendenti. Il governo ha dichiarato che intende evitare un simile epilogo ma la realtà è che non abbiamo più un minuto da perdere, le sue parole in un’intervista con Bloomberg.

Insomma, la settimana che sta per aprirsi rischia di configurarsi come quella della tempesta perfetta per l’Europa. E se il governo tedesco non farà qualcosa immediatamente per rassicurare il mercato, l’effetto palla di neve che rotolando a valle diviene valanga appare assicurato. Come d’altronde evocato in tempi non sospetti dal ministro dell’Economia tedesco, Robert Habeck, il quale già tre settimane fa parlò chiaramente del rischio sistemico di una Lehman energetica. Attenzione quindi a concentrarsi troppo sui comunicati della Bce e sul loro presunto potere taumaturgico, perché se il governo tedesco continuerà a prendere tempo rispetto al salvataggio - stante anche il confronto con quello finlandese, essendo Uniper controllata a maggioranza da Fortum Oyj - e Nordstream non garantisse già dal 22 luglio un ritorno alla normalità pre-manutenzione, il prossimo weekend potrebbe ricalcare quello del 13-14 settembre 2008. Quando alla Fed di New York si decise di sacrificare Lehman per salvare il sistema. Qui, però, potrebbe accadere il contrario.

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