Un governo senza tasse è davvero possibile? Lite Conte-Di Maio

Alessandro Cipolla

23/09/2019

Luigi Di Maio ha stoppato l’ipotesi della tassa sulle merendine, mentre il decreto Clima si è impantanato sull’aumento del prezzo del gasolio. Mandare avanti un governo no-tax è però una semplice illusione.

Un governo senza tasse è davvero possibile? Lite Conte-Di Maio

In politica c’è un mondo immaginario e costellato di buone intenzioni, quello delle campagne elettorali, e un mondo reale che ogni governo è chiamato ad affrontare quando deve realizzare la propria manovra economica.

Se il governo Lega-M5S durante i suoi quindici mesi di vita ci ha promesso un 2019 “bellissimo” per l’Italia (i risultati però sono stati una pressione fiscale aumentata e un Pil crollato), si sperava che questo nuovo Conte bis avrebbe portato in dote all’esecutivo una certa dose di realismo.

E invece i toni da campagna elettorale permanente, viste anche le imminenti elezioni regionali, continuano a imperare pure con i giallorossi: per Luigi Di Maio la parola d’ordine è quella di non creare nessuna nuova tassa, tanto da sconfessare Giuseppe Conte e il suo ministro Lorenzo Fioramonti.

Come fare a “evitare nuovi balzelli” Di Maio però non ce lo spiega, così come non dice dove si troveranno i soldi per evitare l’aumento dell’Iva, finanziare l’esoso decreto Clima e le misure sul lavoro da lui chieste, come il salario minimo e il taglio del cuneo fiscale tutto a vantaggio dei lavoratori.

Il rischio è che anche con il Conte bis possa ripetersi lo schema già visto con il governo Lega-5 Stelle: ogni singolo provvedimento bloccato dalla paura di scontentare qualcuno, quando invece chi legifera dovrebbe, per il bene del Paese, prendersi la responsabilità di approvare misure che inizialmente possono sembrare impopolari.

Di Maio e la lite nei 5 Stelle

Nel gennaio 2003 quando entrò in vigore la legge antifumo, nota anche come legge Sirchia, ci fu una sorta di rivolta dei fumatori a questa normativa che vietava le sigarette in luoghi pubblici come i bar e ristoranti. Adesso, sedici anni dopo, nessuno si sognerebbe di mettere in discussione questa legge.

Pochi giorni fa tutti hanno plaudito al piano da 50 miliardi della Germania per il clima. Se verrà approvato dal Bundestag, il governo di Berlino si preparerà ad aumentare il costo di benzina e biglietti aerei, oltre a prevedere un prezzo fisso per le emissioni di anidride carbonica.

In Italia il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5S) ha proposto di tassare merendine, bevande gassate e voli aerei, e ha promesso asili nido gratuiti. Il tutto per risollevare con 4 miliardi di euro.

Una proposta, questa, che è stata avallata anche da Giuseppe Conte, ma che invece ha incontrato la ferma opposizione di Luigi Di Maio, il quale ha affermato come “noi abbiamo come obiettivo quello di abbassare le tasse, non di aumentarle”.

Stesse difficoltà per il decreto Clima che il riconfermato ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tecnico di area grillina, vorrebbe approvare al più presto, ma che ora si è impantanato per gli aumenti al costo del gasolio previsti per finanziare questa svolta green per il Paese.

Il leader del Movimento 5 Stelle è preoccupato dal modo in cui Matteo Salvini stia già sfruttando queste proposte, parlando di un governo che vuole “tassare le girelle” e pronto a mettere sul piede di guerra gli agricoltori e i 20 milioni di automobilisti che hanno macchine diesel (per misure del genere in Francia sono nati i Gilet Gialli…).

L’illusione di un governo no-tax

Da qualche parte, però, bisognerà trovare i soldi per l’impegnativa legge di Bilancio 2020 (serviranno circa 35 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva e fare le misure a sostegno dei lavoratori), e non si può ripetere il giochetto dello scorso anno in cui ci si è inventati una crescita sovrastimata per giustificare il deficit previsto.

Un governo no-tax non può esistere, e il Movimento 5 Stelle deve uscire dalla logica delle apparenze e badare di più ai fatti: insieme alla Lega i pentastellati hanno portato nel 2019 la pressione fiscale al 38%, per un aumento dello 0,3% rispetto al governo Gentiloni.

Di Maio le tasse le ha già alzate in passato, ma questa volta si spera che sceglierà meglio dove concentrare le risorse a disposizione. Solo così potrà mettere a tacere la propaganda di Salvini.

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