Debiti del coniuge, come difendersi e quali differenze tra comunione e separazione dei beni

Ilena D’Errico

25 Aprile 2023 - 18:49

Tra la comunione e la separazione dei beni esistono differenze importanti, che assumono particolare rilievo quando uno dei coniugi contrae dei debiti. Ecco di cosa si tratta e come difendersi.

Debiti del coniuge, come difendersi e quali differenze tra comunione e separazione dei beni

I debiti personali del coniuge possono influire in modo più o meno pesante sul coniuge non debitore. A fare una grande differenza è il regime patrimoniale scelto, se la comunione o la separazione dei beni. Posto che, a prescindere dalla scelta del regime patrimoniale, il coniuge non debitore non può essere obbligato a pagare ci sono comunque diverse conseguenze che possono danneggiarlo. Per questo è preferibile fare scelte ragionate, tenendo conto delle differenze fra i due regimi patrimoniali per difendersi al meglio.

Comunione dei beni e debiti del coniuge

Con la comunione dei beni le ricchezze dei coniugi sono per l’appunto messe in comune e di conseguenza i beni sono appartenenti a entrambi per il 50%. Nella comunione dei beni rientrano:

  • I beni acquistati durante il matrimonio da uno o entrambi i coniugi;
  • i frutti derivanti dai beni comuni;
  • i proventi delle attività professionali dei coniugi;
  • le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi i coniugi;
  • gli utili e gli incrementi per aziende appartenenti a uno solo dei coniugi prima del matrimonio e poi gestite da entrambi.

Sono invece esclusi dalla comunione dei beni:

  • I beni di cui il coniuge era solo proprietario prima del matrimonio;
  • i beni acquistati da un solo coniuge durante il matrimonio per successione o donazione;
  • i beni di uso strettamente personale e/o destinati all’esercizio della professione.

In ogni caso, la regola vuole che a dover rispondere del debito personalmente acceso da uno dei coniugi è soltanto il debitore, mentre l’altro coniuge non ha alcuna responsabilità in merito. Allo stesso tempo, è evidente come le procedure di recupero crediti possano danneggiare anche il coniuge non debitore riguardo ai beni attaccabili. Sono pignorabili e vendibili, infatti, anche i beni in comunione dei beni, provocando di fatto un disagio al coniuge non debitore. Quest’ultimo deve perciò sopportare la perdita del bene, anche se ha diritto al 50% (pari alla sua proprietà) del ricavato della vendita del bene.

Bisogna però considerare che con la vendita giudiziaria gli immobili subiscono un netto deprezzamento, non potendo mai ricompensare il coniuge non debitore (e in effetti nemmeno il creditore) con la metà del valore reale del bene. L’unica possibile alternativa sarebbe che il coniuge non debitore “comprasse” l’altra metà della casa pagandone il corrispettivo al creditore, cosa che ovviamente può risultare impraticabile per diversi punti.

A prescindere da ciò, esistono casi decisamente peggiori per le ripercussioni sulla coppia, si tratta delle situazioni in cui il coniuge apparentemente non debitore ha invece una vera e propria responsabilità che va oltre il semplice danno subito per le azioni creditizie sui beni comuni. La responsabilità ricade su entrambi i coniugi quando:

  • Il coniuge ha contratto il debito con procura dell’altro coniuge;
  • si ritiene che il debitore abbia agito anche in nome del coniuge, per il principio dell’affidamento ragionevole dei terzi.

In questi casi entrambi i coniugi sono obbligati al pagamento del debito e subiscono le conseguenze dell’inadempimento, peraltro a prescindere dal tipo di regime patrimoniale.

Come difendersi dai debiti del coniuge con la separazione dei beni

Di quanto visto per la comunione dei beni, vale tutto il contrario quando i coniugi hanno scelto la separazione. Con quest’ultimo regime patrimoniale, che deve essere scelto esplicitamente, i patrimoni e i beni dei coniugi rimangono separati, anche se acquistati durante il matrimonio.

È ovvio che le ripercussioni sui beni del debitore ricadono anche sull’altro coniuge, per esempio se è il coniuge debitore a essere proprietario della casa di famiglia. Allo stesso tempo questo rischio è evitabile per quanto riguarda tutti i beni intestati e acquistati al coniuge non debitore. Per difendersi dai debiti reciproci i coniugi devono quindi scegliere necessariamente la separazione dei beni e avere cura di contrattare in modo chiaramente separato, così che non possa configurarsi la responsabilità di entrambi.

Bisogna allo stesso tempo ricordare che non è possibile cambiare regime o intestazione dei beni da tutelare dopo aver contratto il debito, perché in questo caso il debitore potrebbe esercitare l’azione revocatoria. La strategia migliore e precauzionale è quindi quella di scegliere la separazione dei beni al momento del matrimonio o comunque provvedere a cambiare il regime prima di contrarre obbligazioni.

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