Comitato di conciliazione: cos’è e come funziona la novità voluta da Lega e M5S

Alessandro Cipolla

18 Maggio 2018 - 12:12

Nel programma di governo firmato Lega e 5 Stelle è previsto un Comitato di conciliazione: ecco come funziona e quali saranno le sue funzioni.

Comitato di conciliazione: cos’è e come funziona la novità voluta da Lega e M5S

Dopo una serrata trattativa è stato ufficializzato il programma di governo targato Lega e Movimento 5 Stelle. Nel fine settimana il testo verrà sottoposto al doppio giudizio dell’elettorato di entrambi i partiti, per essere poi presentato lunedì al Quirinale.

Oltre ai punti che erano già presenti nei programmi elettorali della Lega e dei 5 Stelle, che sono stati sintetizzati in questo contratto condiviso, la grande novità è senza dubbio la creazione del Comitato di conciliazione. Vediamo allora di cosa si tratta e quali sarebbero le sue funzioni.

Il Comitato di conciliazione voluto da Lega e 5 Stelle

Nel programma di governo ormai definito, il primo paragrafo è stato intitolato “Il funzionamento del Governo e dei Gruppi Parlamentari”. Oltre all’impegno di cooperazione di cui Lega e Movimento 5 Stelle si fanno carico, si parla poi del Comitato di conciliazione.

Ecco come viene presentata questa importante novità nel testo redatto a quattro mani dai due partiti.

Qualora nel corso dell’azione di governo emergano diversità per quanto concerne l’interpretazione e l’applicazione del presente accordo, le parti si impegnano a discuterne con massima sollecitudine e nel rispetto dei principi di buona fede e leale cooperazione. Nel caso in cui le diversità persistano, verrà convocato un Comitato di conciliazione.

Quando ce ne sarà bisogno quindi, anche in caso di problematiche che esulano dai punti presenti nel programma, il Comitato si riunirà per raggiungere un’intesa nei tempi utili (inizialmente era previsto uno stop di dieci giorni).

Nella prima stesura si parlava di una maggioranza di due terzi necessaria per deliberare, e di un Comitato così composto:

  • Il Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Il capo politico del MoVimento 5 Stelle e il Segretario federale della Lega
  • I Presidenti di gruppo parlamentare di Camera e Senato delle due forze politiche
  • Il Ministro competente per materia

Nel testo definitivo invece è scomparso il riferimento alla maggioranza dei due terzi, mentre anche la composizione viene rimandata a un accordo tra le parti quindi al momento non è dato sapere chi ve ne farà parte.

Inoltre sempre il Comitato in questione sarà competente, dopo aver da quanto si legge analizzato con attenzione i rapporti tra costi e benefici, nell’esprimersi in merito alle grandi opere pubbliche non menzionate nel programma.

Le critiche

La paventata istituzione del Comitato di conciliazione ha subito sollevato diversi dubbi e tante critiche. Esponenti del Movimento 5 Stelle si sono subito affrettati a gettare acqua sul fuoco, sottolineando come alla fine si tratti di un organismo molto simile al già esistente Consiglio di gabinetto.

La paura maggiore da parte dei critici è che in questo modo venga del tutto svuotata di significato la funzione del Parlamento, che potrebbe essere relegato a un ruolo di mero ratificatore delle decisioni prese dal Comitato.

Alcuni hanno parlato anche di un “organismo para-istituzionale” che non avrebbe precedenti nella storia recente del nostro paese, tanto da invocare un intervento del Presidente Sergio Mattarella a cui spetta sempre l’ultima parola.

I dubbi nascono soprattutto dal fatto che tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno firmato un contratto prima delle elezioni dove, pena elevate multe, si impone il vincolo di mandato e la conformità alla linea ufficiale del partito.

In pratica il timore è che la maggioranza parlamentare che sostiene il governo non possa avere in futuro i mezzi o la volontà per poter opporsi a una decisione paracadutata dal Comitato di conciliazione, un organismo questo che se verrà istituito potrebbe cambiare il modo con cui viene governato il paese.

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