Casa in affitto con muffa, cosa fare in caso di umidità?

Ilena D’Errico

15 Luglio 2023 - 19:10

Cosa fare se nella casa in affitto c’è la muffa a causa dell’umidità? Ecco quali sono i doveri del proprietario di casa e quelli dell’inquilino.

Casa in affitto con muffa, cosa fare in caso di umidità?

Il locatore è obbligato per legge a consegnare all’inquilino l’immobile in buono stato, idoneo a essere utilizzato per lo scopo abitativo. Di conseguenza, eventuali problemi correlati alla casa in affitto, ad esempio la muffa dovuta all’umidità, necessitano dell’intervento del padrone di casa. L’inquilino ha a disposizione diversi mezzi di tutela in questi casi, tra cui anche la riduzione del canone di affitto, ma le possibilità cambiano a seconda delle circostanze specifiche.

Bisogna innanzitutto valutare eventuali responsabilità dell’affittuario, dato che anch’egli ha degli obblighi contrattuali – in particolare riguardo alla manutenzione ordinaria – e le azioni intraprese dal proprietario. Anche il momento in cui l’inquilino si accorge della muffa può avere rilevanza, vediamo quindi cosa fare in questi casi.

Muffa nella casa in affitto, i doveri del proprietario

Il proprietario di casa ha il dovere di consegnare la casa all’inquilino in stato idoneo all’uso abitativo e a mantenerla tale eseguendo tutti i lavori di manutenzione straordinaria necessari. Pertanto, quando l’insorgenza della muffa è dovuta alla sua negligenza, è tenuto a pagare i lavori per il ripristino dell’abitazione.

A prescindere dal momento di insorgenza della muffa, se già alla conclusione del contratto oppure in un momento successivo, l’inquilino ha poi a disposizione alcuni mezzi di tutela, laddove la casa sia inadatta ad abitarvi. In particolare, secondo gli articoli 1578 e 1581 del Codice civile, è possibile richiedere:

  • La risoluzione del contratto di affitto, senza termini di preavviso;
  • una riduzione del canone di locazione.

La scelta è possibile soltanto fra queste due alternative, mentre non è possibile obbligare il proprietario di casa a eseguire i lavori di manutenzione straordinaria necessari. Rimangono però a carico del padrone di casa tutte le spese necessarie, ad esempio dovute ai danni provocati dalla muffa. Resta, poi, la possibilità di rifarsi sul condominio, laddove la causa sia imputabile ad aree comuni dello stesso.

Risoluzione del contratto per la muffa nella casa in affitto

La possibilità di terminare l’affitto, senza alcun preavviso o penale, è garantita all’inquilino soltanto nel caso in cui la muffa renda inutilizzabile l’appartamento per viverci (anche con riflesso sulla salute) e nel caso in cui il padrone di casa non provvedesse immediatamente ad avviare i lavori necessari.

Se, nonostante il rifiuto di eliminare la muffa, il proprietario di casa rifiuta di concedere la risoluzione del contratto è possibile avviare una causa civile così che sia la sentenza a determinare la fine dell’affitto, oltre a eventuali doveri patrimoniali fra le parti.

Diminuzione del canone di affitto per la muffa in casa

L’alternativa alla risoluzione del contratto concessa all’inquilino per la muffa è la diminuzione del canone di affitto, che anche in questo caso deve essere accordato con il locatore o determinato da una sentenza del giudice civile.

La possibilità di ottenere la risoluzione del contratto o la diminuzione dell’affitto, tuttavia, è concessa soltanto quando l’inquilino aveva già notato il problema della muffa o comunque aveva possibilità di accorgersene prima di concludere il contratto. Con questa condizione, la legge tutela i locatori da eventuali strategie poco oneste degli inquilini per pagare meno.

Dato che, comunque, il diritto alla salute è costituzionalmente garantito, a prescindere dalle condizioni è possibile chiedere la risoluzione del contratto quando l’utilizzo della casa con umidità sia pericolosa per la salute del nucleo che vi abita.

Quando l’inquilino ha diritto al risarcimento danni per l’umidità in casa

L’affittuario può anche avere diritto a ottenere un risarcimento da parte del padrone di casa per tutti i danni comportati dalla muffa in casa, sia riguardo all’appartamento e alla mobilia che in relazione alla salute degli inquilini.

Non è però previsto il risarcimento danni quando il locatore si attiva immediatamente per risolvere il problema della muffa e riportare la casa in affitto in condizioni idonee all’abitazione da parte degli inquilini. Le spese per questi lavori sono comunque a carico del locatore.

Quando è l’inquilino a doversi occupare della muffa

Nonostante tutti i doveri del proprietario di casa di preservare la funzionalità dell’immobile, la responsabilità per l’umidità e la muffa nella casa in affitto potrebbe ricadere anche sull’inquilino. Quest’ultimo ha infatti il dovere di provvedere a tutte le opere di manutenzione ordinaria, trattando il bene con cura per riconsegnarlo nello stesso stato in cui l’ha ricevuto.

Nell’ipotesi in cui l’umidità e la muffa siano causate dall’incuria dell’affittuario, allora, non sarà possibile avanzare alcuna pretesa, ma sarà necessario provvedere personalmente ai lavori necessari. Oltretutto, laddove dovessero essere riportati danni strutturali all’immobile o comunque inerenti alle opere di manutenzione straordinaria, sarà sempre l’inquilino a doversene far carico, in misura della sua responsabilità. Non si esclude, poi, a seconda dell’entità, la possibilità di dovere un risarcimento danni al proprietario di casa per i danni causati all’immobile.

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