Anticipo Tfr: si può richiedere due o più volte?

Claudio Garau

21 Luglio 2022 - 13:28

Il TFR matura nel rapporto di lavoro ed è formato dalla somma di accantonamenti annui di una quota di retribuzione rivalutata periodicamente. L’anticipo TFR può essere ottenuto più di una volta?

Anticipo Tfr: si può richiedere due o più volte?

Sei se un lavoratore alle dipendenze avrai sicuramente già sentito parlare del TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto. Esso consiste di fatto in una somma di denaro accantonata nel corso del tempo, alla quale hanno diritto i lavoratori subordinati del settore pubblico e privato.

Ebbene, devi sempre ricordare che il TFR può essere anticipato al lavoratore da parte del datore di lavoro, ma entro specifiche condizioni e limiti. Li vedremo di seguito, ma soprattutto risponderemo ad un interrogativo che non pochi lavoratori potrebbero porsi: l’anticipo TFR può essere sfruttato più di una volta presso lo stesso datore di lavoro? Scopriamolo insieme nel corso di questo articolo.

Trattamento di fine rapporto o TFR: che cos’è in breve

Prima di rispondere al quesito pratico appena esposto e chiarire dunque un punto che può interessare te e molti altri lavoratori subordinati, vediamo in sintesi che cosa si deve intendere per TFR. Il trattamento di fine rapporto rappresenta una prestazione economica assegnata ai lavoratori subordinati, a titolo di compenso o spettanza supplementare rispetto alla retribuzione ordinaria.

Di fatto il TFR è parte integrante della retribuzione lorda, ma non è disponibile in modo immediato. Devi piuttosto intenderlo come una sorta di salario differito, di cui è proprietario il singolo lavoratore ma è il datore di lavoro o azienda che lo trattiene e ne è responsabile.

Come accennato in apertura, al TFR hanno diritto tutti i lavoratori alle dipendenze sia del settore privato che pubblico, che abbiano firmato un contratto a tempo indeterminato. E ne hanno diritto altresì i lavoratori a tempo parziale. Tieni conto del fatto che l’importo del TFR non è fisso e predefinito, ma è correlato allo stipendio del lavoratore, che periodicamente matura una certa somma accantonata dal proprio datore di lavoro o azienda.

Di solito il TFR viene anche chiamato liquidazione, indicando appunto il pagamento del trattamento di fine rapporto da parte dell’azienda, nel momento in cui compie la liquidazione del TFR in base a quanto maturato dal lavoratore fino a quella data.

Accenniamo anche al fatto che la liquidazione del TFR prevede regole diverse a seconda che si tratti di settore pubblico o privato. Infatti, in relazione al settore di riferimento, vi sono tempistiche più o meno lunghe e in alcuni casi il TFR non arriva subito, ma viene liquidato anche dopo parecchi mesi.

Caratteristiche del trattamento di fine rapporto o TFR: le norme di riferimento

Come detto, il trattamento di fine rapporto consiste in una retribuzione differita prevista a favore del lavoratore subordinato per ogni mese di lavoro, poiché:

  • non è pagata subito,
  • ma piuttosto quando si interrompe il rapporto lavorativo con l’azienda.

Sappi che il TFR, originariamente chiamato ’indennità di anzianità’, ha la sua disciplina fondamentale nel Codice civile, in particolare all’art. 2120. Proprio in questa disposizione è spiegato il funzionamento del trattamento di fine rapporto e il calcolo per ottenerlo.

La legge n. 297 del 1982 ha modificato detto articolo del Codice, inserendo alcune regole sul calcolo e stabilendo che il TFR sia calcolato come sommatoria di accantonamenti annuali, rivalutati annualmente sulla scorta degli indici Istat.

In verità, anche la riforma del dicembre 2006 ha inciso in materia. Essa ha infatti previsto l’obbligo per il dipendente di scegliere se conservare il TFR nella sua forma di ’liquidazione’, oppure se assegnarlo alla costruzione di una pensione integrativa - versandolo ai fondi pensione.

Anticipo TFR: quando è possibile? I requisiti relativi al rapporto di lavoro

Una domanda legittima di ogni lavoratore subordinato è la seguente: la legge ammette la possibilità di anticipare il TFR o almeno una parte di esso? Pensiamo alle situazioni in cui il lavoratore deve fronteggiare le spese per l’acquisto della prima casa per se stesso o per i figli, ma pensiamo anche a spese mediche consistenti ed imminenti: ebbene, sappi che nel nostro paese - in presenza di determinati requisiti e condizioni - la legge prevede a favore del lavoratore il diritto di conseguire un’anticipazione del trattamento di fine rapporto.

Sappi che quest’ultima consiste di fatto in un diritto riconosciuto al lavoratore in virtù del quale puoi conseguire un anticipo corrispondente al 70% del valore del trattamento di fine rapporto. Tuttavia, al fine di poter godere dell’anticipazione del TFR, occorre rispettare alcune condizioni:

  • essere dipendenti assunti a tempo indeterminato, anche con contratto di lavoro part-time;
  • è necessario che il dipendente, alla data della richiesta, stia già lavorando da almeno 8 anni alle dipendenze dello stessa azienda o datore di lavoro;
  • la domanda per ottenere l’anticipo deve essere fatta nell’arco di tempo in cui il rapporto di lavoro è in essere, e non dopo.

Inoltre al datore di lavoro si applicano limiti che è tenuto a rispettare nelle erogazioni degli anticipi. Infatti l’azienda potrà versare l’anticipo ad una percentuale massima di lavoratori in organico.

Attenzione però: le regole sull’anticipo TFR valgono per i dipendenti del settore privato, in quanto i dipendenti del pubblico sono esclusi. Il motivo è semplice: nonostante la legge abbia esteso anche ai dipendenti pubblici l’anticipo in oggetto, non sono stati poi varati i provvedimenti attuativi che avrebbero dovuto dettagliare le concrete modalità di erogazione e i requisiti da avere.

Le condizioni relative al lavoratore che chiede l’anticipazione TFR

Inoltre l’anticipo TFR non può essere concesso per tutte le possibili necessità del lavoratore, ma espressamente per le seguenti previste dalla legge:

  • effettuazione di spese sanitarie straordinarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti e acclarati dalle competenti strutture pubbliche;
  • effettuazione delle spese per comprare la prima casa per sé o dei propri figli, a patto che l’acquisto sia documentato con atto notarile;
  • sostegno economico in caso di sfruttamento del cd. congedo parentale;
  • sostegno delle spese nell’ambito del periodo di congedo formativo.

Tuttavia come ci insegna la prassi in materia di rapporti di lavoro, anche in tema di anticipo TFR la legge indica che i contratti collettivi o i patti individuali possano includere ulteriori e migliori condizioni per il dipendente. Perciò possono essere previsti altri casi pratici in cui chiedere ed ottenere l’anticipazione del trattamento di fine rapporto.

Come richiedere l’anticipazione TFR?

Se sei interessato a richiedere l’anticipo TFR, sappi che dovrai attivarti in tal senso compilando una richiesta ad hoc e indirizzandola al tuo datore di lavoro. Nella domanda dovrai includere tutti le informazioni che consentono di identificarti (ad es. data di nascita, residenza, codice fiscale, ecc.) e dovrai chiarire i motivi della richiesta, tra quelli sopra indicati.

In considerazione delle norme in materia, comprenderai che la domanda non potrà non essere corredata da una documentazione giustificativa, che comprova la presenza delle condizioni per l’anticipo TFR. Se non la presenterai, verosimilmente non potrai contare su alcuna anticipazione.

Il lavoratore può ottenere l’anticipo TFR due o più volte?

Altro interrogativo che tu come lavoratore potresti porti è il seguente: posso chiedere l’anticipo del trattamento di fine rapporto più di una volta oppure no? Ovvero posso farlo per avere una somma immediatamente disponibile per le mie diverse necessità nel corso del tempo?

Ebbene, sappi che la risposta da dare è che, in linea generale, ciò non è possibile. Pertanto il lavoratore non può godere di questa anticipazione più volte nell’ambito di uno stesso rapporto di lavoro, in quanto la legge - ovvero l’art. 2120 del Codice Civile - dispone che l’anticipazione possa essere domandata ed ottenuta soltanto una volta per ogni rapporto di lavoro.

Attenzione però perché è pur vero che a favore del lavoratore esiste la possibilità di derogare alla regola generale. Tieni presente infatti che, anche in questo caso, i vari contratti collettivi nazionali (CCNL) possono indicare delle eccezioni migliorative per il lavoratore. In buona sostanza, ciò significa che può essere consentito un secondo ed ulteriore anticipo sul trattamento di fine rapporto.

Ecco perché farai bene a controllare che cosa dice il tuo CCNL, onde capire se hai effettivamente diritto ad una ulteriore anticipazione del trattamento di fine rapporto.

Ma non solo: anche nelle circostanze in cui il contratto collettivo non disponga nulla in proposito, tu come lavoratore potrai contare sulla possibilità che il tuo datore di lavoro ti conceda di fruire una seconda volta dell’anticipazione. Ma ricorda sempre che non è un tuo diritto, ma una eventuale concessione dell’azienda.

Concludendo, sgomberiamo il campo da possibili dubbi circa le ipotesi di carriere con più rapporti di lavoro alle dipendenze di datori diversi. In questi casi è comunque diritto del lavoratore richiedere di nuovo l’anticipo TFR, senza alcuna particolare limitazione.

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