Whirlpool, l’azienda che incassa 27 milioni di euro dallo Stato italiano e delocalizza in Polonia

Elisabetta Scuncio Carnevale

04/06/2019

Il rischio è che la Whirlpool chiuda lo stabilimento di Napoli, delocalizzi all’estero e lasci a casa oltre 400 persone

Whirlpool, l’azienda che incassa 27 milioni di euro dallo Stato italiano e delocalizza in Polonia

Dal 2014 ad oggi la Whirlpool avrebbe ricevuto dallo Stato italiano 27 milioni di euro di fondi pubblici. Lo ha riferito il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso del tavolo svoltosi al Mise per evitare la paventata chiusura delo stabilimento di Napoli.

Di Maio si sente preso in giro dalla multinazionale di elettrodomestici che, solo qualche mese fa, annunciava a governo, sindacati e lavoratori un piano di rilancio industriale che oltre a confermare l’attuale presenza sul territorio, prometteva un ulteriore incremento della capacità produttiva.

Whirlpool, a rischio lo stabilimento di Napoli nonostante milioni di fondi pubblici

La fabbrica Whirlpool di Napoli, che produce lavatrici a carica frontale di alta gamma, rischia di chiudere i battenti e si teme una delocalizzazione in Polonia. Il sito impiega oltre 400 dipendenti che rischiano di restare a casa.

La vertenza della multinazionale di elettrodomestici è sbarcata, questa mattina, sul tavolo del Mise, mandando il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, su tutte le furie.

Il management che, soltanto nello scorso mese di ottobre, prometteva per il sito produttivo partenopeo non solo la conferma della sua missione produttiva, ma significativi investimenti su lavatrici ed estetiche, contestualmente al lancio di nuovi prodotti. ora fa un passo indietro, rimangiandosi l’accordo quadro con il governo che prevedeva un totale di investimenti pari a circa 17 milioni di euro, tra prodotto, processo, ricerca e sviluppo.

“Lo Stato si farà rispettare. Si sono firmati accordi ben precisi, state creando un precedente gravissimo”,

ha commentato Di Maio rivolgendosi all’ad di Whirlpool, Luigi La Murgia.

Secondo quanto riferito all’Ansa da fonti del Mise, il ministro avrebbe usato toni forti:

“Non si prende per il cxxx lo Stato italiano. Non con me, non con questo governo”.

A replicare al leader dei 5 Stelle sarebbe stato lo stesso amministratore:

“Non vogliamo chiudere ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Oggi una soluzione non l’abbiamo”,

avrebbe ammesso La Murgia. Il tavolo, intanto, è stato aggiornato alla prossima settimana. Il Mise vuole concedere all’azienda altro tempo per considerare strade alternative che garantiscano al salvaguardia dei posti di lavoro.

Lo scorso ottobre, la multinazionale americana aveva presentato all’esecutivo un piano di rilancio da 250 milioni di euro per il triennio 2019 – 2021, con investimenti in tutti gli stabilimenti del territorio italiano.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, allo scopo di supportare la realizzazione degli impegni previsti, aveva garantito - dal canto suo - il sostegno al piano industriale con l’utilizzo di tutti gli strumenti di natura conservativa, atti a salvaguardare i livelli occupazionali, fino al 2020. Un accordo che, a distanza di pochi mesi, sa di beffa, come sostiene lo stesso Di Maio.

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