L’Ue scherza col gas e avvia una disputa legale su Nord Stream 2: Putin ci surgela?

Mauro Bottarelli

5 Ottobre 2021 - 20:17

Con il Dutch al record di oltre 111 euro al megawatt/ora e le riserve ai minimi da 15 anni, Bruxelles mette in stand-by l’avvio operativo della pipeline. E Mosca ha già dimezzato i flussi per ottobre

L’Ue scherza col gas e avvia una disputa legale su Nord Stream 2:  Putin ci surgela?

Quella di stuzzicare Vladimir Putin non è mossa particolarmente intelligente, a prescindere. Ma ci sono momenti storici in cui prendere di petto l’inquilino del Cremlino equivale a mettere in dubbio la virtù della madre di Mike Tyson. Con lui presente. Lamentarsi per il naso rotto, a quel punto, appare quantomeno fuori luogo.

L’Europa ha deciso di seguire questa strada. O almeno così appare, perché in un momento in cui la condizione relativa a valutazioni e approvvigionamento di gas naturale è quella rappresentata da queste tre immagini,

Andamento del prezzo dei futures del gas europeo (Dutch) Andamento del prezzo dei futures del gas europeo (Dutch) Fonte: Bloomberg
Equivalenza implicita del prezzo di un barile di petrolio all'attuale valutazione del gas Equivalenza implicita del prezzo di un barile di petrolio all’attuale valutazione del gas Bloomberg
Andamento storico delle riserve di gas europee Andamento storico delle riserve di gas europee Fonte: Gas Infrastructure Europe

ovvero un record assoluto appena sfondata a quota 111,79 euro per magawatt/ora, un’equivalenza implicita con il barile di petrolio a 230 dollari e con le riserve stoccate ai minimi da 15 anni, frapporre ostacoli alla partenza in operatività di Nord Stream 2 assume i risvolti del patologico.

Ma, purtroppo, anche dello strettamente connesso alla cronaca. I legislatori europei che stanno supervisionando termini e condizioni del contratto della pipeline russo-europea per conto dell’Europarlamento hanno infatti rilevato criticità che renderebbero l’accordo non conforme alla normativa Ue relativa al cosiddetto criterio di unbundling, ovvero la necessità che proprietari della struttura e fornitori del gas siano soggetti differenti e ben separati fra loro. L’obiettivo, in sé, appare anche nobile: assicurare un’equa competizione nel mercato e impedire alle aziende di ostacolare l’accesso dei concorrenti alle strutture. C’è però un problema: la Russia ha chiaramente anticipato la mossa di Bruxelles, parlando di ricorso strumentale a cavilli legali frapposti in modo da ostacolare la partenza operativa della pipeline.

E a farlo è stato non più tardi di domenica il vice-ministro degli Esteri russo, Alexander Grushko. E non in un’occasione a caso, bensì nel corso della presentazione ufficiale del primo step di riempimento di Nord Stream 2, in attesa del via libera dei legislatori tedeschi rispetto al piano di fornitura. Detto fatto, se Berlino ha dato via libera, Bruxelles ha alzato un muro. Forte, ovviamente, del vuoto di potere politico presente in questo periodo in Germania, dove sono in corso le prime consultazioni per la formazione del nuovo governo. Oltretutto, sotto scacco del ruolo tutt’altro che marginale dei Verdi negli equilibri che verranno.

Il problema è che la Russia ha capito da tempo come in seno all’Europa esistano forti resistenze che fanno riferimento a diktat atlantici esplicitati in era Trump del segretario di Stato, Pompeo e subito reiterati dall’attuale, Blinken. E se nell’ultima settimana Gazprom ha tagliato prima del 57% e poi del 77% i flussi di gas verso l’Europa sulla vecchia tratta Yamal-Europe, innescando il detonatore dell’esplosione del prezzo del gas naturale europeo, la questione ora rischia di precipitare. Non fosse altro per due ragioni. La prima, intuitiva: al netto dell’aumento dei costi già presente per l’industria a livello energetico, ora si avvicina la stagione fredda.

Secondo, se questa tabella

Simulazione a scenario dei flussi di gas russo verso l'Europa Simulazione a scenario dei flussi di gas russo verso l’Europa Fonte: Goldman Sachs

contenuta nell’ultimo studio di Goldman Sachs mostra come - anche un ripristino totale dei volumi di trasmissione del vecchio gasdotto - l’Europa riceverebbe un quantitativo insufficiente di LNG per affrontare l’inverno, i dati relativi alle prenotazioni di capacity da parte di Gazprom sulla linea Yamal-Europe per il mese di ottobre parlano di soli 31 milioni di metri cubi al giorno contro i 74 che tipicamente l’operatore russo invia nel Vecchio Continente in questo periodo dell’anno. Ovviamente, Gazprom può intervenire su base quotidiana con aumenti ma difficilmente lo farà, stante il siluro partito da Bruxelles proprio mentre si stavano scaldando i motori per l’esordio operativo di Nord Stream 2.

Se per caso il Cremlino dovesse decidere di rompere gli indugi e passare alla mano pesante con gli avvertimenti, il rischio è quello non solo di una vera e propria esplosione del prezzo del gas su livelli ingestibili ma, soprattutto, una crisi di approvvigionamento devastante per economie e popolazioni con l’approssimarsi della stagione fredda. E questo ultimo grafico

Breakdown per fonte della produzione di energia elettrica Ue-Uk Breakdown per fonte della produzione di energia elettrica Ue-Uk Fonte: Pictet/Bp

parla chiaro, in quanto a dipendenza da gas per la produzione itale di energia elettrica: se la Germania ancora punta forte sul carbone, anch’esso sempre più scarso e caro e la Francia può invece beneficiare dei prezzi concorrenziali garantiti dal nucleare, la dipendenza italiana da LNG è addirittura esiziale.

Dopo aver dedicato tempo e attenzione a Greta, il governo pensa di dire qualcosa al riguardo in sede europea o attende che il generale inverno faccia strame dei sogni di Pil cinese garantito dalla ripresa? Solitamente si dice scherzare con il fuoco, qui si sta scherzando con il gas. E, soprattutto, con Vladimir Putin. Praticamente, un suicidio.

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