Statali, stretta sui licenziamenti disciplinari. Ecco le novità

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Statali, stretta sui licenziamenti disciplinari. Ecco le novità

Statali, integrate le ipotesi che daranno luogo al licenziamento disciplinare dei dipendenti pubblici. Ecco le novità.

Prende sempre più forma la riforma della Pubblica Amministrazione e iniziano a delinearsi le novità che interesseranno i dipendenti pubblici.
Dopo le ultime notizie riguardanti il rinnovo dei contratti degli statali e l’aumento degli stipendi, le ultime novità per i dipendenti pubblici riguardano invece il licenziamento disciplinare.
Sarebbero infatti state integrate tre nuove ipotesi di licenziamento che vanno ad aggiungersi alle sei già codificate dalla legislazione vigente.
Di seguito tutte le novità.

Statali, nuove ipotesi licenziamento disciplinare. Ecco le novità
Le nuove ipotesi di licenziamento disciplinare che riguarderanno gli statali e che andranno ad aggiungersi alle ipotesi già codificate sono le seguenti:

  • essersi macchiato di colpevole di gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento;
  • aver commesso, con dolo o colpa grave, l’infrazione di cui all’articolo 55-sexies, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001, che si verifica nei confronti del responsabile nei casi di mancato esercizio o di decadenza dell’azione disciplinare dovuti all’omissione od al ritardo ingiustificato degli atti del procedimento disciplinare ovvero a valutazioni manifestatamente irragionevoli dell’insussistenza dell’illecito a fronte di condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare;
  • la reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione lavorativa che abbia determinato l’irrogazione della sospensione dal servizio per un periodo superiore a un anno nell’arco di un biennio e l’insufficiente rendimento, dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell’amministrazione di appartenenza, e rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell’arco dell’ultimo triennio.

Ciò significa che il dipendente pubblico potrà essere punito con il licenziamento anche a causa del suo scarso rendimento qualora lo stesso sia stato già oggetto di sanzione disciplinare conservativa nell’arco dei due anni precedenti, o a causa della reiterata valutazione negativa della performance lavorativa nell’arco dell’ultimo triennio.

Statali, licenziamento: sanzioni rafforzate in caso di flagranza
Altra novità che riguarderà dipendenti pubblici e statali è quella delle sanzioni rafforzate. Tutte le condotte che daranno luogo a licenziamento, infatti, ove accertate in flagranza porteranno a una serie di conseguenze atte a rafforzare la sanzione.
Il dipendente colto in flagranza, infatti, andrà incontro alla sospensione immediata dal servizio senza stipendio, senza obbligo di preventiva audizione dell’interessato, subirà un procedimento disciplinare accelerato, incorrerà nella responsabilità dirigenziale nel caso di mancata attivazione del procedimento disciplinare e nella responsabilità per danno d’immagine per la Pa, il cui importo non potrà essere inferiore a sei mensilità dell’ultimo stipendio in godimento.

Statali, licenziamento: aggiunta di altre ipotesi?
Ma le novità per quanto riguarda le sanzioni per gli statali non riguardano solo il licenziamento disciplinare. E’ stato infatti stabilito che i contratti collettivi nazionali possano individuare ulteriori condotte e sanzioni disciplinari facendo riferimento alle ipotesi di ripetute e ingiustificate assenze dal servizio in continuità con le giornate festive di riposo settimanale, nonché nei casi di assenze ingiustificate collettive riferite a periodi nei quali è necessario garantire continuità dell’erogazione dei servizi all’utenza.