M5S, il gesto simbolico di Di Maio: annuncia le dimissioni e si toglie la cravatta

Mario D’Angelo

22/01/2020

Alla fine di un lungo discorso, in cui ha rivendicato i propri risultati e messo in guardia il suo successore dai nemici interni, Luigi Di Maio si è tolto la cravatta

M5S, il gesto simbolico di Di Maio: annuncia le dimissioni e si toglie la cravatta

Luigi Di Maio si toglie la cravatta. Parlando dal palco del tempio di Adriano a Roma, il capo politico del Movimento 5 Stelle ha presentato ufficialmente le proprie dimissioni. La mossa di Di Maio arriva poco prima del voto alle regionali in Emilia Romagna e Calabria, che si annunciano come una nuova debacle elettorale per il movimento fondato da Beppe Grillo.

M5S, Di Maio: “Io non mollo”

“In molti mi hanno scritto di non mollare. Io voglio dire una cosa, non mollerò mai il Movimento, il Movimento è la mia famiglia”, ha detto Di Maio all’esordio di un discorso d’addio. Le dimissioni sono arrivate quasi inaspettate, anticipate e poi smentite qualche giorno fa da indiscrezioni di stampa.

Di Maio, che rimane nella carica di ministro degli Esteri del Conte bis, ha parlato soprattutto in favore di chi verrà dopo di lui. Anche se, almeno fino a marzo, il Movimento rimarrà senza guida. Capo politico in pectore sarà, infatti, Vito Crimi, in qualità di membro anziano del comitato di garanzia.

“Vito e il team del futuro ci porteranno verso gli Stati Generali, in cui si discuterà del ‘cosa’. Solo dopo passeremo al ‘chi’”, ha spiegato l’ormai ex leader. Il toto-nomi, tuttavia, è già partito.

“Ho portato a termine il mio compito. Ma non è finita, davanti a noi abbiamo un percorso lungo che segnerà la storia politica nei prossimi decenni. Qualsiasi cosa accadrà mi fido di voi, di noi, di chi verrà dopo di me”.

Perché Di Maio si è dimesso

Proprio gli Stati Generali, ovvero la “rifondazione” del M5S, sono la ragione delle dimissioni di Di Maio, almeno secondo quanto affermato lui stesso. Il suo passo indietro, infatti, avrebbe l’obiettivo di “favorire il percorso” verso il nuovo assetto del M5S, in cui avranno un luogo importante i vari facilitatori tematici e regionali

Un’altra ragione, però, non può non essere l’emorragia di voti e senatori che ha subìto il Movimento nel corso dell’ultimo anno. E d’altronde proprio Di Maio ha messo in guardia il suo successore da “i peggiori nemici”, “quelli al nostro interno che contraddicono i valori per i quali si è lottato insieme”.

Di Maio ha concluso il discorso con dei ringraziamenti: “Ringrazio Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo che hanno creduto in me; Davide Casaleggio, che è stato ed è come un fratello maggiore. Ringrazio tutte le forze politiche, da cui ho imparato tanto; Virginia che mi è stata vicina in questo anno molto difficile”.

Infine, sul punto di commuoversi citando un episodio con Casaleggio padre, in un gesto simbolico si è tolto la cravatta. Un accessorio che è stato il suo modo di “onorare la serietà delle istituzioni”. “Ora ce l’avete tutti, ma all’inizio ero soltanto io a portarla”, ha redarguito i presenti.

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