L’Italia del lavoro negli ultimi dati Istat

Violetta Silvestri

1 Maggio 2021 - 15:46

Nel giorno dedicato al diritto al lavoro, uno sguardo alla situazione dell’occupazione in Italia. Cosa hanno svelato gli ultimi dati Istat?

L’Italia del lavoro negli ultimi dati Istat

L’Italia del lavoro: qual è la fotografia dell’occupazione in questo anno nero segnato dalla pandemia?

Gli ultimi aggiornamenti Istat di marzo 2021 hanno descritto la situazione difficile del nostro Paese per i lavoratori. Luci - poche - e ombre del presente e del futuro occupazionale italiano.

Donne e giovani continuano ad essere l’anello debole della catena dei diritti e delle opportunità di impiego.

Cosa ha rivelato l’Istat sull’Italia del lavoro?

I numeri sul lavoro in Italia a marzo 2021

Dalle parole ai numeri: se il primo maggio suscita importanti riflessioni e analisi sulle reali condizioni dei lavoratori, per capire di cosa stiamo parlando servono i numeri.

Quelli Istat di marzo 2021 hanno svelato in quale direzione sta andando l’occupazione nazionale in questi mesi neri colpiti dalla pandemia.

Innanzitutto, occorre sottolineare che, in confronto a febbraio 2021, il mese di marzo ha visto una crescita dell’occupazione, con disoccupati e inattivi in diminuzione. Nello specifico, si è registrato un +0,2%, pari a 34.000 lavoratori in più. Il tasso di occupazione è salito al 56,6% con un +0,1%.

Il dato incoraggiante, però, è stato subito offuscato da dettagli poco rincuoranti. Come spiegato dall’Istat:

“Prosegue anche a marzo la lieve crescita dell’occupazione registrata a febbraio. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, ultimo mese prima della pandemia, gli occupati sono quasi 900 mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di 2 punti percentuali”

Non solo, guardando nel dettaglio il singolo dato positivo di marzo 2021 rispetto al mese precedente, sono emersi risultati differenziati.

Lavoratori più fragili: si confermano donne e giovani

I lavoratori, nel mese, sono aumentati tra uomini, dipendenti a termine e autonomi. Ma nella fascia di età 35-49 anni e nelle categorie donne e dipendenti permanenti, gli occupati sono stati in calo.

Chi è in cerca di lavoro sta crescendo tra le donne e i giovani di 15-24 anni, tanto che il tasso di disoccupazione è sceso al 10,1% (-0,1 punti) e salito tra i giovani al 33,0% (+1,1 punti).

Tasso di occupazione a -1,1% in un anno

Il bilancio da inizio pandemia, febbraio 2020, ad oggi si è confermato drammatico per il mondo del lavoro in Italia.

L’Istat ha evidenziato che da febbraio 2020:

“L’occupazione è diminuita per tutti i gruppi di popolazione, ma il calo risulta più marcato tra i dipendenti a termine (-9,4%), gli autonomi (-6,6%) e i lavoratori più giovani (-6,5% tra gli under 35). Sempre rispetto a febbraio 2020, nonostante il numero di disoccupati risulti stabile, il tasso di disoccupazione aumenta di 0,4 punti e il numero di inattivi è ancora superiore di oltre 650 mila unità, con il tasso di inattività più alto di 2 punti”

Un passaggio chiave dei dati Istat ha indicato che le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione - registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a
gennaio 2021 - hanno determinato un crollo tendenziale dell’occupazione (-2,5% pari a -565mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-353mila) e autonomi (-212mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 1,1 punti percentuali.

Il primo trimestre 2021 ha visto calare il livello occupazionale di 1,1%, corrispondente a 254.000 unità rispetto al trimestre precedente.

Infine, rispetto a marzo dello scorso anno, le persone in cerca di lavoro sono balzate del +35,4%, pari a +652mila unità, a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio
dell’emergenza sanitaria.

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