Giulio Andreotti tra misteri e citazioni: 94 anni vissuti intensamente

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Giulio Andreotti è morto: si è spento nella sua abitazione romana verso le 12.25, a 94 anni, compiuti lo scorso 14 gennaio. Ci abbandona così uno dei più importanti, discussi e longevi protagonisti della politica italiana.

Una vita all’insegna della politica

Senatore a vita, per 7 volte alla Presidenza del Consiglio, Giulio Andreotti ha ricoperto durante la sua lunga carriera politica numerosi incarichi di governo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi, tra cui, solo per citarne alcuni: ministro della Difesa (8 volte), ministro degli Esteri (5 volte), ministro delle Partecipazioni Statali (3 volte), ministro delle Finanze (2 volte), ministro del Tesoro, ministro dell’Interno e ministro dei Beni Culturali (1 volta).

Tra gli esponenti principali della Democrazia Cristiana, Andreotti entrò nella scena politica nel 1945, quando grazie ad Alcide De Gasperi divenne membro della Consulta Nazionale prima e dell’Assemblea Costituente poi.

Il Divo di Paolo Sorrentino

Sulla sua ambigua e controversa figura, Paolo Sorrentino fece un film nel 2008, «Il Divo», che vinse il Premio della Giuria a Cannes e ottenne numerosi riconoscimenti. Andreotti reagì al film affermando inizialmente:

E’ una mascalzonata, direi. Cerca di rivoltare la realtà facendomi parlare con persone che non ho mai conosciuto.

Poco più tardi ritirò il termine «mascalzonata».

Andreotti, il diavolo

Il Divo (coniato dal giornalista Mino Pecorelli) è uno tanti nomignoli che furono affibbiati al senatore: tra gli altri si ricordano Belzebù, Molok e Il Gobbo.

Per molti Andreotti è coinvolto direttamente o indirettamente in tutti i casi più eclatanti della Prima Repubblica: alcuni pentiti, tra cui Leonardo Messina e Giovanni Brusca fecero il suo nome, denunciando direttamente i rapporti con Cosa Nostra avuti dal politico e innescando diverse indagini sulle trattative tra Stato e Mafia.

Andreotti, l’uomo

Il suo coinvolgimento nei fatti più importanti del secondo Novecento italiano cozza con la sua immagine, pacata e tranquilla: i diversi nomi con cui lo hanno chiamato, infatti, deriverebbero proprio da questa dicotomia comportamentale. Così infatti lo descrisse Enzo Biagi:

Legge romanzi gialli, è tifoso della Roma e si compera l’abbonamento, frequenta le corse dei cavalli, è capace di passare un pomeriggio giocando a carte, e l’attrice che preferiva, in gioventù era la bionda Carole Lombard, colleziona campanelli e francobolli del 1870.

I migliori aforismi di Giulio Andreotti

Ecco alcune tra le sue massime più note:

In fondo, io sono postumo di me stesso.

A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.

Guerre puniche a parte, mi hanno accusato di tutto quello che è successo in Italia.

Il potere logora chi non ce l’ha.

La cattiveria dei buoni è pericolosissima.

Non basta avere ragione: bisogna avere qualcuno che te la dia.

Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto so che nell’aldilà non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì. Ma su questo ho le carte in regola.