Di Maio vuole tornare da Salvini? Ok alla sanatoria mai il M5S si spacca sui migranti

Alessandro Cipolla

13/05/2020

Dopo un lungo braccio di ferro il governo ha trovato l’intesa sulla regolarizzazione dei lavoratori stagionali stranieri: il Movimento 5 Stelle ne esce fuori però sempre spaccato, mentre c’è già chi parla di un Di Maio tentato di tornare da Salvini.

Di Maio vuole tornare da Salvini? Ok alla sanatoria mai il M5S si spacca sui migranti

Il governo soltanto in tarda serata ha trovato l’intesa sul permesso di soggiorno di 6 mesi per i lavoratori stranieri non regolarizzati, decisivo a riguardo è stato il rendere più stringenti i paletti nell’escludere dalla sanatoria chi ha avuto condanne in materia di caporalato e favoreggiamento dell’immigrazione illegale, con il decreto Rilancio che adesso può così finalmente essere licenziato.

Dopo una serie interminabili di rinvii, dovuti non solo alla questione dei lavoratori stranieri irregolari ma anche alle risorse per finanziare la cassa integrazione che non si trovavano, adesso il tanto atteso decreto ex Aprile può approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri.

Se la buona notizia per Palazzo Chigi è stata la fumata bianca definitiva, la spaccatura che si è registrata all’interno del Movimento 5 Stelle in questa lunga mediazione non sembrerebbe promettere nulla di buono per il governo.

Sotto accusa c’è il reggente Vito Crimi, reo di avere inizialmente dato il proprio disco verde a un testo sulla sanatoria che non era considerato sufficiente da buona parte dei 5 Stelle, che avrebbe così provocato le ire di Luigi Di Maio e in generale della parte più a destra del partito.

Una questione questa della sanatoria, che vedeva invece dall’altra parte tutto il centrosinistra e il premier compatti, che ha riportato alla luce vecchie ruggini e divisioni mai in fondo risolte tra i pentastellati, tanto che c’è chi parla di nuovo di un Luigi Di Maio tentato di tornare tra le braccia di Matteo Salvini.

Di Maio vuole tornare da Salvini?

Questo braccio di ferro sui migranti ci ha riportato per qualche giorno a un anno fa, quando il Paese era come bloccato dai continui veti incrociati tra il Movimento 5 Stelle e la Lega in quel periodo in piena campagna elettorale per le elezioni europee.

Il problema di fondo della sanatoria infatti parrebbe essere stato prettamente politico. Voci infatti parlano di diversi esponenti pentastellati preoccupati soprattutto di non prestare il fianco a eventuali attacchi del centrodestra.

In un momento in cui la Lega viene data dai sondaggi in crisi mentre il Movimento 5 Stelle sarebbe in ripresa, fornire un assist a Matteo Salvini per tornare a martellare sul tema immigrazione sarebbe un bel regalo all’ex ministro.

Più in generale all’interno dei parlamentari grillini sarebbe tornato a palesarsi un malcontento di fondo per la guida di Vito Crimi considerata troppo debole, ma l’emergenza coronavirus ha stoppato gli stati generali e la conseguente nomina del nuovo capo politico.

Con Alessandro Di Battista che per questo motivo deve ancora restare in panchina, tutti gli occhi dei malpancisti pentastellati nei confronti del governo giallorosso adesso sarebbero tornati a guardare Luigi Di Maio.

L’ex capo politico, dimessosi dalla guida dei 5 Stelle a inizio anno dopo la serie di scoppole elettorali arrivate tra europee e regionali, da quando è nato il Conte bis è stato di molto depotenziato finendo quasi in un angolo dopo che per più di un anno era stato uno dei due dominus del governo insieme a Salvini.

Non è un caso che adesso si starebbe riprendendo a parlare di una parte del Movimento pronta a staccarsi per tornare dalla Lega, anche se a questo punto appare poco plausibile l’ipotesi di un terzo governo in poco più di due anni.

Resta il fatto però che Luigi Di Maio viene descritto quasi come nostalgico dell’alleanza con Matteo Salvini, ma più che nell’immediato questa sinergia potrebbe tornare in voga quando si tornerà a parlare di elezioni, anche se questo vorrebbe dire inevitabilmente spaccare il Movimento 5 Stelle con una parte che andrebbe con il Carroccio e l’altra con il Partito Democratico.

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