Cos’ha detto Giuseppe Conte sui talebani

Luna Luciano

20/08/2021

L’esigenza espressa da Conte di generare un dialogo costante con i talebani solleva polemiche e alza un polverone di botta e risposta sui social. Vediamo cos’ha detto veramente l’ex premier.

Cos’ha detto Giuseppe Conte sui talebani

Mentre in Afghanistan si vivono ore di tensione e sconvolgimento, in Italia è bufera per le parole del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, riguardo alla possibilità o meno di poter intraprendere un dialogo civile con il nuovo regime talebano.

Parole che hanno riscosso l’attenzione mediatica e che hanno sollevato grandi proteste nelle fila dei politici italiani, creando un botta e risposta che si è concluso per il momento sui social con un ultimo post di Conte.

Vediamo quindi cos’ha detto veramente Conte e in cosa consistono le polemiche.

Conte: dialogo costante con i talebani

La polemica è nata dal M5s e dalle parole pronunciate il 18 agosto dal leader a Ravello, durante la presentazione di un libro. Conte ha espresso la necessità di creare un dialogo serrato con il nuovo regime talebano dimostratosi “abbastanza distensivo”.

Parole non del tutto veritiere se si considerano i fatti degli ultimi giorni, quando alcuni talebani hanno sparato durante manifestazioni civili.

Le parole di Conte invitavano alla riflessione:

C’è da interrogarsi sul fatto che non è con le armi che risolveremo problemi così, per questo ci sarà bisogno di un dialogo costante con il nuovo regime.

Per queste ragioni - di natura del tutto diplomatica - secondo Conte sia la Russia che la Cina dovrebbero sedersi al tavolo con l’Occidente e coinvolgere la comunità internazionale per costruire un “dialogo serrato” con i talebani garantendo “la sicurezza di tutti”.

Sarebbe quindi il dialogo il mezzo tramite cui monitorare la situazione. L’ex presidente del Consiglio non si è limitato a queste dichiarazioni e ha poi sottolineato la necessità di costruire corridoi umanitariper tutti coloro che si sono più esposti per i diritti civili”.

A tal proposito ha reso noto l’impegno del M5s d’impiegare i soldi delle restituzioni per la creazione di corridoi umanitari per salvare gli afghani in fuga.

Le critiche: “Le parole di Conte sono un insulto

Sono in molti a essersi indignati per le dichiarazioni di Giuseppe Conte. Il primo a essersi opposto alle parole del leader è il collega Luigi di Maio, Ministro degli Esteri, che ha voluto frenare qualsiasi slancio collaborativo.

Di Maio, infatti, sembrerebbe essere per un linea più prudente: bisogna guardare i fatti e non le parole del governo del nuovo Emirato islamico. Esisterebbero per il Ministro alcune leve - seppur limitate - per poter esercitare una pressione sull’Afghanistan, come l’isolamento dalla comunità internazionale.

Dobbiamo mantenere una posizione ferma sul rispetto dei diritti umani e delle libertà, e trasmettere messaggi chiari tutti insieme.

Chi invece ha voluto rispondere in modo diretto alle parole di Conte sono stati alcuni esponenti di Italia Viva e Forza Italia secondo i quali il discorso sarebbe stato “irrispettoso delle sofferenze altrui”.

Gennaro Migliore (Italia Viva) ha voluto commentare le dichiarazioni del leader del M5S, definendo l’intervento come “un maldestro tentativo di compiacere quei Paesi che sono stati pronti a riconoscere subito e senza neanche troppo dispiacere il regime talebano”.

Della stessa opinione anche il deputato collega di partito, Luciano Nobili, che dipinge Conte come qualcuno disposto a credere alle «favole dei talebani buoni». Aspre sono state anche le parole di Vittorio Sgarbi che lo hanno definito «l’avvocato dei talebani».

Conte si difende: così si strumentalizza la politica

Il botta e risposta sui social è continuato fino a stasera quando, dopo ore di critiche, Giuseppe Conte ha deciso di difendersi, rispondendo alle accuse tramite un post su Facebook.

L’ex premier ha infatti voluto commentare quella che, secondo lui, non è altro che l’ennesima strumentalizzazione politica:

Di fronte al disastro umanitario [...] è vergognoso che in Italia ci sia chi gioca a strumentalizzare fatti e dichiarazioni per biechi fini di polemica politica.

La polemica proviene infatti dagli esponenti della stessa forza politica che ha “inneggiato al rinascimento arabo” e che - scrive nel suo post - “hanno difeso e definito privo di errori il lavoro svolto in Afghanistan fino a oggi”.

Il leader ha quindi voluto spostare l’attenzione sulla crisi umanitaria in corso, lasciando però senza risposta le critiche che lo vedevano al centro del dibattito.

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