Legge di stabilità 2013: tra pensioni e legge 104, penalizzate fasce più deboli

di | 16 Ottobre 2012 - 15:59

Nonostante si dica da più parti che la legge di stabilità 2013 è stata pensata per agevolare le fasce più deboli, a una lettura più approfondita proprio non sembrerebbe. Basterebbe dare un’occhiata alla legge 104 (sulla quale potrebbe esserci un ripensamento da parte del governo), o alla tassazione sulle pensioni di invalidità (anche qui è possibile una retromarcia) e di guerra, ma anche alla riduzione dell’Irpef che di certo agevola i ceti più alti a livello economico.

Legge 104

La retromarcia del governo sulle tassazioni pensate, tuttavia, sembra rivelarsi solo quando si avvicina minacciosa l’ombra dell’anticostituzionalità. E’ il caso, ad esempio, della legge 104, ovvero quel particolare decreto che consente ai dipendenti pubblici di godere dei permessi per assistere i familiari disabili. Nella prima bozza compariva il taglio del 50% delle indennità relative ai tre giorni di permesso riconosciuti dalla legge e la cancellazione delle agevolazioni per i familiari disabili diversi dai coniugi o i figli; nel testo definitivo questa norma sembra essere fortunatamente sparita, con la pace di chi ha già espresso la propria indignazione in merito.

Pensioni

Più controverso il capitolo relativo alle pensioni: mentre salta la tassabilità delle pensioni di anzianità e invalidità per i redditi che superino quota 15mila euro, resterà in vigore la tassabilità delle pensioni di guerra. Le modifiche apportate rispetto alla bozza originaria si sono realizzate anche a causa delle forti penalizzazioni delle fasce più deboli, penalizzazioni che comunque sembrano fortemente restare. Ciò può essere calcolato in base al "gioco delle tre carte" del governo, che prevede la riduzione di 1 punto percentuale dell’Irpef, e allo stesso tempo l’aumento di 1 punto percentuale dell’Iva. Secondo le principali associazioni di categoria, ciò condurrà a una frenata degli acquisti, dato l’aumento del prezzo dei beni di consumo e lo stallo degli stipendi, a cui dunque conseguirà un forte indebolimento del potere d’acquisto, e un maggiore aggravio fiscale: alla fine lo Stato porterà nelle proprie casse 1,5 miliardo di euro circa. Chi sperava nella ripresa, dunque, può cominciare a disperare.

Esodati

Resta invariato lo stanziamento di 100 milioni di euro destinato agli esodati, che verranno prelevati dall’apposito fondo Letta.

Sconti fiscali

Il testo definitivo della legge di stabilità 2013, inoltre, ha decretato la retroattività al 2012 dei tagli alle detrazioni fiscali, con effetti di cassa nelle dichiarazioni del 2013.
Nessuna marcia indietro, dunque, per quanto riguarda il capitolo degli sconti fiscali. La modifica della retroattività avrebbe comportato infatti una modifica sostanziale relativa al calo della seconda aliquota Irpef, che avrebbe a sua volta stravolto in toto la legge di stabilità. Allo stesso tempo il governo ha tenuto a precisare, rispondendo alle critiche, che si tratta solamente di una "falsa retroattività", poiché avrà effetto solo nel 2013.

Ricerca

Per ciò che concerne la ricerca, entro il 31 gennaio 2013, sarà stabilito un riordino di tutti gli enti pubblici di ricerca. A decretare la revisione e le modalità del riordino sarà una consulta formata dai presidenti degli stessi enti di ricerca. La revisione dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2013 al Ministero dell’Istruzione. Gli enti coinvolti sono:

- Consiglio nazionale delle ricerche;

- Istituto nazionale di fisica nucleare;

- Istituto nazionale di astrofisica;

- Agenzia spaziale italiana;

- Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia;

- Istituto nazionale di oceanografia;

- Istituto nazionale di ricerca metrologica;

- Stazione zoologica "Anton Dohr";

- Istituto nazionale di studi germanici;

- Centro studi e ricerche "Enrico Fermi";

- Istituto nazionale di alta matematica;

- Museo storico della Fisica.

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