Imu: esenzione per gli immobili degli enti non commerciali

di | 29 Maggio 2012 - 15:22


Una delle questioni relative all’Imu riguarda il meccanismo di esenzione per gli immobili degli enti non commerciali.

Il meccanismo di esenzione

L’esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali riguarda solo quei luoghi dove vengono eseguite solamente attività non commerciali. Se l’immobile in questione prevede invece un’utilizzazione mista, ovvero una parte riservata all’esercizio commerciale e la restante riservata a un’attività no profit, l’esenzione è limitata relativamente alla parte di immobile finalizzata all’esercitazione di attività non commerciale. Per quanto riguarda la parte restante dell’immobile, invece, dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, sarà necessaria l’effettuazione della variazione catastale. La rendita catastale produce effetti fiscali a partire dal 1° gennaio 2013.

Quindi, se in un immobile si praticano attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive con finalità commerciale, l’ente no profit dovrà pagare l’Imu. Tuttavia le suddette attività possono avere finalità anche non commerciali.
In breve, gli unici beneficiari, dunque, sono i soggetti di cui si parla alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 73 del Tuir (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), ovvero gli enti non commerciali, e dunque non a scopo di lucro. Pertanto rimangono fuori enti commerciali e cooperative che praticano tali attività. La qualifica di Onlus non è un requisito essenziale per usufruire dell’esenzione Imu: i parametri per cui le Onlus siano esenti, infatti, devono corrispondere ai requisiti sopraccitati (enti no profit che esercitano in un immobile attività non commerciali), sono dunque escluse società cooperative, cooperative sociali e consorzi.

Le attività coinvolte

- Assistenziali: viene posto un limite alla remunerazione delle prestazioni eseguite, ma si assicura che tali prestazioni non portino profitti; le prestazioni, dunque, dovranno essere gratuite oppure simboliche. L’attività non deve chiudere il proprio bilancio con un risultato superiore al pareggio;

- Culturali: l’esenzione riguarda le attività culturali, come musei, anche a pagamento, ma la presenza di esercizi commerciali come, ad esempio, librerie e caffetterie è un parametro che elimina l’esenzione. Tra le attività culturali rientrano anche le sale cinematografiche a circuito religioso, quelle che proiettano film d’essai e film d’interesse culturale o film che abbiano avuto un attestato di qualità o siano stati presenti a festival e sia a essi riconosciuto un’importanza a livello nazionale e internazionale, oltre a film per ragazzi. Per quanto riguarda i teatri, invece l’esenzione riguarda solamente quelle in cui esercitano compagnie teatrali non professionali;

- Didattiche: i requisiti per l’esenzione sono: la paritarietà dell’istituto, la non discriminazione degli alunni e il pareggio di bilancio o, eventualmente, il reinvestimento degli utili nell’attività;

- Previdenziali: non vi è esenzione per gli uffici amministrativi e tecnici degli enti che esercitano tali attività;

- Religiose e di culto: l’esenzione viene riconosciuta per quegli immobili in cui si svolgono attività riservate all’esercizio del culto, all’educazione cristiana e alla formazione religiosa;

- Ricettive: i criteri riguardano rette estremamente basse, molto al di sotto del limite del mercato e coinvolgono prevalentemente ricettività turistica non alberghiera e ricettività sociale, speciale e di sostegno;

- Ricreative: l’immobile in cui si svolgono tali attività dovranno essere utilizzate dai circoli ricreativi e da esse esclusivamente svolte;

- Sanitarie: l’esenzione è prevista esclusivamente per le strutture accreditate, contrattualizzate o convenzionate dalla Regione;

- Sportive: l’esenzione riguarda esclusivamente quegli immobili in cui vengono svolte attività sportive che rientrano nelle discipline riconosciute dal Coni, a patto che siano svolte da associazioni sportive senza scopo di lucro, affiliate alle federazione sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva. Esclusi dall’esenzione sono: i palazzetti dello sport, i campi e gli impianti sportivi, le strutture in cui l’attività svolta è relativa prettamente all’affitto degli spazi.

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