Dal Vangelo secondo la Fed, ecco per voi la moltiplicazione dei doppi posti di lavoro

Mauro Bottarelli

6 Agosto 2022 - 13:00

I non-farm payrolls battono le attese con un robusto +528.000 e deprimono Wall Street in vista di nuovi rialzi dei tassi. Ma se la contabilità creativa può illudere, il mercato immobiliare non mente

Dal Vangelo secondo la Fed, ecco per voi la moltiplicazione dei doppi posti di lavoro

Corre il mercato del lavoro Usa nel mese di luglio: il dato dei non-farm payrolls ha battute tutte le attese con un robusto +528.000, numero che ha portato il tasso di disoccupazione al 3,5%. E Wall Street a una pausa dal rally, depressa dalla conseguenza implicita di una simile conferma da Main Street: il ciclo rialzista dei tassi può proseguire, tanto che immediatamente dopo la pubblicazione del dato, i futures tornavano a prezzare l’ipotesi di altri 75 punti base di rialzo per il board di settembre.

Ma chi pensava che gli indici azionari e i rendimenti dei bond avrebbero generato un terremoto, ha visto i suoi timori confortati nel giro di poco. Tanto che solo il Nasdaq ha chiuso nettamente in negativo, non potendo per un giorno usufruire del solito short squeeze sulle Big Tech, mentre il Dow Jones ha archiviato l’ultima seduta in positivo e lo Standard&Poor’s 500 ha limitato il rosso a uno 0,16%. E cosa ha fatto cambiare mood al mercato, nonostante quelle 528.000 unità piovute dal cielo come una doccia gelata sugli indicatori macro delle ultime settimana, gli stessi che sembravano confermare un rallentamento per l’unico supporto alla politica da falco di Jerome Powell?

La natura evangelica di quel dato, troppo mistica per convincere dei pragmatici fino all’iconoclastia come gli investitori. E questi due grafici

Comparazione fra i risultati dei due sondaggi interni del Bureau of Labor Statistics Comparazione fra i risultati dei due sondaggi interni del Bureau of Labor Statistics Fonte: BLS/Zerohedge
Comparazione di aumenti e cali degli occupati per tipologia contrattuale di lavoro Comparazione di aumenti e cali degli occupati per tipologia contrattuale di lavoro Fonte: BLS/Zerohedge

mostrano quale sia il busillis di fondo: le cifre non tornano. Anzi, è l’intero trend occupazionale Usa e la sua narrativa a mostrare qualcosa di interrotto verso la fine del mese di marzo. Occorre infatti sapere che il Bureau of Labor Statistics (BLS), l’ente governativo che traccia le dinamiche del lavoro ed elabora il dato dei non-farm payrolls, basa le sue stime preliminari e in tempo reale su due sondaggi interni, l’Establishment e l’Household. La differenza sta già nel nome: il primo fa riferimento ad aziende del settore privato non agricolo (fabbriche ma anche uffici e negozi al dettaglio), mentre il secondo è parte del Current Population Survey e, di fatto, interpella privati cittadini.

Come si può notare, dal marzo scorso la linea rossa dell’Household Survey relativamente al tasso di occupazione è entrata in modalità encefalogramma piatto, mentre quella dell’Establishment è continuata a crescere, generando un gap sempre in allargamento e che nella tracciatura pubblicata ieri ha raggiunto quota 1,5 milioni di discrepanza. E il secondo grafico rende ancora più chiara la natura di quella incoerenza di fondo: a fronte di perdita di posti di lavoro sia part-time che full-time, l’America ha vissuto una vera e propria esplosione di multiple jobholders. Ovvero, cittadini che per vivere fanno almeno due lavori.

In sé, un dato di duplice lettura. Se da una lato confermerebbe la natura euforica del mercato del lavoro statunitense, in grado di garantire un’offerta pressoché illimitata di opportunità, dall’altro cristallizza non solo il peso crescente dell’inflazione sul potere d’acquisto ma anche la criticità di base del doping salariale generato nei mesi dei piani di sostegno pandemico e poi ritirato di colpo, lasciando molti redditi (e spese) in balia di un drastico ritorno alla realtà. Da qui, l’esplosione contemporanea del credito revolving. Tradotto, l’utilizzo di massa delle carte di credito per arrivare a fine mese.

Ed ecco che questo terzo grafico

Andamento del numero di occupati con contratti di lavoro multipli e full time Andamento del numero di occupati con contratti di lavoro multipli e full time Fonte: BLS/Zerohedge

pare offrirci una prima motivazione del ritrovato ottimismo di Wall Street, dopo la sbandata iniziale seguita alla pubblicazione dei non-farm payrolls: il numero di cittadini che potrebbe contare su impieghi multipli e che vedano di natura full-time sia il primario che il secondario ha toccato il record assoluto. Difficilmente credibile. E ancor meno leggibile come sintomo di un mercato del lavoro sano. Insomma, a occhio e croce il BLS da marzo in poi - casualmente da quando la narrativa della Fed sulla transitorietà dell’inflazione ha cominciato a perdere vigore - si è concentrato unicamente nell’elaborazione dei dati provenienti dall’Establishment Survey, di fatto designando a tavolino e in base a una contabilità creativa una dinamica occupazionale da record. Proprio quella di cui la stessa Fed aveva più bisogno, dovendo giustificare un piano di rialzo spedito e quasi senza precedenti a fronte di prospettive macro pre-recessive.

Insomma, ciò che va bene per le titolazioni a effetto dei media, difficilmente può abbindolare un mercato che ormai da settimana vive sul chi va là, costretto a fare i conti con variabili geopolitiche che invece che ridimensionarsi sembrano moltiplicarsi e aggravarsi ogni giorno. Infine, questo grafico

Comparazione fra prezzo medio degli immobili e numero di immobili disponibili nella contea di Ada, Idaho Comparazione fra prezzo medio degli immobili e numero di immobili disponibili nella contea di Ada, Idaho Fonte: Wall Street Journal

conferma lo scetticismo degli investitori non tanto e non solo sulla bontà delle statistiche del BLS, quanto sulla reale volontà/possibilità della Fed di proseguire verso l’obiettivo di Fed Funds al 3,5% entro fine anno. Nel corso della pandemia, il canarino nella miniera del boom immobiliare è stata la cittadina di Boise in Idaho, sperduto agglomerato urbano e umano che ha vissuto un vero e proprio boom demografico dovuto ai lavoratori forestieri. Bene, la scorsa settimana Boise ha visto i prezzi medi del 61% degli immobili disponibili subire un taglio e divenire la prima di questa classifica dello sconto immobiliare su 97 aree statunitensi mappate.

Di più, nel mese di giugno e su base annua, il numero di immobili sul mercato ha segnato un aumento del 179% in base a dati ufficiali della Boise Regional Realtors. Insomma, l’ennesima e ciclica bolla immobiliare Usa sta vivendo il suo epilogo. E lo spillo che lo ha generato è stata la politica di rialzi sprint della Fed. Davvero si potrà proseguire, rischiando che uno sgonfiamento finora controllato si tramuti in esplosione? Wall Street pare scommettere di no.

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