La settimana economica nel mondo: sorprese inflazione e occupazione

Violetta Silvestri

5 Febbraio 2022 - 15:37

Un’altra settimana intensa di eventi e dati economici volge al termine: quale bilancio? In focus banche centrali, inflazione e sorprese sull’occupazione. Tutti i protagonisti dell’economia mondiale.

La settimana economica nel mondo: sorprese inflazione e occupazione

Cosa è successo questa settimana a livello economico globale?

I fatti e i dati salienti hanno nuovamente messo in evidenza i punti critici di questo storico e delicato momento per la ripresa mondiale.

L’economia statunitense ha aggiunto molti più posti di lavoro del previsto, aumentando la pressione sulla Federal Reserve per alzare i tassi di interesse e le banche centrali di Regno Unito, Brasile e Repubblica Ceca hanno incrementato i tassi.

In Europa, l’inflazione ha raggiunto nuovi record, ma la BCE non ha cambiato la sua politica monetaria.

Nel dettaglio di seguito, i principali segnali economici della settimana.

Sorpresa prezzi e occupazione: cosa è successo in UE e negli USA

Dati sorprendenti nei 7 giorni scorsi.

Il mercato del lavoro USA ha mostrato una forza inaspettata a gennaio, nonostante le infezioni in impennata. L’aumento dei salari ha aggiunto una maggiore pressione sulla Federal Reserve per aumentare i tassi di interesse.

Il 50% dei proprietari di piccole imprese statunitensi ha dichiarato di aver aumentato i compensi a gennaio, registrando un record.

Sorprese, non gradite, anche in Eurozona. L’inflazione nell’area dell’euro ha inaspettatamente accelerato, superando le aspettative di più in almeno due decenni e alimentando le scommesse che la BCE possa aumentare i tassi di interesse prima del previsto. In realtà, Lagarde ha mantenuto una certa cautela al riguardo nella conferenza stampa del 3 febbraio.

I prezzi al consumo sono aumentati del 5,1% rispetto a un anno fa a gennaio, oltre ogni stima.

Il mondo vacilla tra recessione e banche aggressive

Da sottolineare, in questa settimana, anche alcuni movimenti dai mercati emergenti.

Il Messico è diventata la seconda grande economia latinoamericana a cadere in recessione l’anno scorso, poiché lo stress della catena di approvvigionamento e la mancanza di stimoli fiscali hanno danneggiato l’attività. Le due maggiori economie dell’America Latina sono ora in stallo, con la contrazione del Brasile sia nel secondo che nel terzo trimestre del 2021.

I banchieri centrali di Regno Unito, Brasile, Repubblica Ceca, Armenia, Lesotho e Repubblica Dominicana hanno alzato i tassi di interesse questa settimana, dopo che i colleghi del Sud America e dell’Europa orientale hanno iniziato l’anno con un rialzo degli oneri finanziari per mitigare l’aumento dell’inflazione.

Nel frattempo, la BCE ha solo accennato a un’inflazione preoccupante e l’Australia ha annullato il suo programma di acquisto di obbligazioni.

Da evidenziare, infine, che l’inflazione turca ha sfiorato il 50% e i prezzi globali dei prodotti alimentari sono balzati verso un record il mese scorso, aumentando ulteriormente il costo della vita per i consumatori.

L’indice dei prezzi delle Nazioni Unite è cresciuto dell’1,1% a gennaio, spinto verso l’alto da oli vegetali e latticini più costosi.

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