Reddito di cittadinanza, arrivano i tagli: con la riforma importi ridotti per (quasi) tutte le famiglie

Simone Micocci

18 Aprile 2023 - 10:46

Reddito di cittadinanza, con il passaggio a Gil e Gal importi ridotti per quasi tutte le famiglie. Ecco chi ci perde di più in confronto a oggi.

Reddito di cittadinanza, arrivano i tagli: con la riforma importi ridotti per (quasi) tutte le famiglie

Dimenticate gli importi attuali del Reddito di cittadinanza: nel 2024 con il passaggio a Gil (Garanzia d’inclusione) e a Gal (Garanzia per l’attivazione lavorativa) il sostegno per le famiglie si ridurrà, con poche eccezioni.

Dalla bozza del maxi Decreto lavoro, infatti, emerge la volontà del governo Meloni di tagliare gli importi del Reddito di cittadinanza introducendo per Gil e Gal delle regole di calcolo differenti. Le due misure però vanno trattate separatamente, in quanto a loro volta prevedono dei criteri di calcolo molto diversi.

A tal proposito, ricordiamo che avranno diritto alla Gil le famiglie che soddisfano determinati requisiti economici e hanno al loro interno almeno un minore, un disabile (o comunque persona con invalidità civile) o un over 60. Tutti gli altri nuclei potranno accedere alla Gal.

Vediamo a seconda dei casi come verrà calcolato il beneficio e facciamo un confronto con quanto spetta, alle stesse condizioni, oggi grazie al Reddito di cittadinanza.

Come viene calcolata la Garanzia d’inclusione

Tra le due, la Gil è la misura più simile al Reddito di cittadinanza. Si tratta anche in questo caso di un’integrazione al reddito: con la Gil, infatti, verrà riconosciuta la differenza d’importo necessaria per arrivare alla soglia minima individuata dalla normativa, pari a 6.000 euro per la persona sola (come il Reddito di cittadinanza) e da moltiplicare per il parametro di scala di equivalenza.

L’importo base è quindi di 500 euro al mese come per il Rdc: nessuna variazione, quindi, per le famiglie con unico componente, a patto appunto che si tratti di persona con disabilità o invalidità, oppure ultrasessantenne visto che altrimenti non potrebbero accedere alla Gil.

Ci sono però delle differenze per i nuclei più numerosi poiché vengono riviste le regole per il calcolo del parametro di scala di equivalenza, coefficiente da moltiplicare per la soglia base così da quantificare l’importo spettante.

Con il Rdc, infatti, il procedimento è semplice:

  • al richiedente viene assegnato un valore pari a 1;
  • per ogni componente maggiorenne viene assegnato un valore pari a 0,4;
  • per ogni componente minorenne, invece, si aggiunge uno 0,2;
  • in ogni caso il parametro di scala non può superare un valore pari a 2,1, che sale a 2,2 in presenza di componenti disabili.

Con la Gil, invece, il parametro di scala verrà così calcolato:

  • al richiedente continuerà ad essere assegnato un valore di 1
  • lo 0,4 si aggiunge solo per i componenti maggiorenni disabili, invalidi, oppure over 60, o comunque per coloro sui quali gravano carichi di cura (persone disabili gravi oppure minori di 3 anni);
  • per i minori si aggiunge invece uno 0,15 laddove di età inferiore a 3 anni, 0,10 per tutti gli altri;
  • il valore massimo è sempre di 2,1, aumentabile fino a 2,2 in presenza di persone con disabilità.

A questo punto non ci resta che fare un confronto tra i due sistemi di calcolo così da capire di quanto varierà l’importo del sostegno con il passaggio da Reddito di cittadinanza a Garanzia per l’inclusione.

Prendiamo come esempio una famiglia composta da due genitori e due figli minorenni di 7 e 8 anni. Nessuna disabilità in famiglia, né tantomeno carichi di cura. Avremo quindi che per il Reddito di cittadinanza l’importo è così calcolato:

  • parametro di equivalenza pari a 1,8
  • soglia base di 6.000 euro;
  • l’importo annuo è così pari a 10.800 euro, quindi 900 euro al mese.

Quindi, se il reddito familiare è di 400 euro, questi avranno diritto a 500 euro di Reddito di cittadinanza, mentre con reddito pari a zero spetterà loro l’intero importo di 900 euro mensili.

La Gil sarà però meno “generosa”. Il parametro di scala, infatti, sarà più basso in quanto non si tiene conto del secondo maggiorenne, poiché non sussistono le condizioni per il riconoscimento dello 0,4, mentre per i minorenni si applica per entrambi uno 0,10.

Ne risulta, così un parametro di scala pari a 1,2, con un’integrazione massima annua di 7.200 euro, 600 euro al mese. Una perdita, quindi, di 300 euro rispetto a oggi.

A essere penalizzate, quindi, saranno le famiglie con figli e quelle in cui non ci sono maggiorenni che soddisfano i requisiti per l’applicazione del suddetto 0,4, le quali dovranno mettere in conto una riduzione dell’entrata mensile fino a oggi riconosciuta.

E con la Garanzia per l’attivazione lavorativa?

A differenza del Rdc e della Gil, la Garanzia per l’attivazione lavorativa non sarà riconosciuta al nucleo familiare bensì ai singoli componenti. Al massimo, però, ne possono godere due persone, a patto che l’Isee risulti inferiore a 6.000 euro.

L’importo è di 350 euro per il primo richiedente, 175 euro per il secondo: stando a quanto si legge nella bozza di provvedimento, il valore è fisso in quanto non dipende dal reddito percepito.

Quindi, con la Garanzia per l’attivazione lavorativa il massimo che si può prendere ogni mese è 525 euro: a tal proposito, oggi una famiglia composta da due maggiorenni e reddito familiare pari a zero prende 700 euro di Reddito di cittadinanza, a cui si aggiunge anche il rimborso delle eventuali spese di affitto per ulteriori 280 euro al mese.

525 euro, quindi, rispetto ai 980 euro attuali, una netta differenza. Andrà meglio, però, alle famiglie che non hanno un reddito pari a zero e oggi prendono meno di 525 euro di Reddito di cittadinanza: tale somma, in presenza di almeno due componenti, sarà infatti sempre garantita.

Va detto comunque che la Gal avrà una durata ridotta rispetto al Reddito di cittadinanza: spetta infatti per soli 12 mesi, senza possibilità di rinnovo.

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