Reddito di cittadinanza, nessun passo indietro: ecco cosa ha appena dichiarato Giorgia Meloni

Simone Micocci

07/02/2023

Dopo il via libera al reddito minimo il governo Meloni confermerà il Reddito di cittadinanza? Assolutamente no, come confermato dalla Presidente del Consiglio in un recente intervento.

È una Giorgia Meloni senza freni quella che è intervenuta alla kermesse di centrodestra che si è tenuta presso l’Auditorium della Conciliazione: tra i temi di discussione la cancellazione del Reddito di cittadinanza, per la quale recentemente era paventata l’ipotesi di un ripensamento da parte del governo.

Nei giorni scorsi, infatti, il governo Meloni ha dato il via libera alla raccomandazione Ue sul reddito minimo, dove appunto viene posta l’attenzione sulla necessità di non lasciare da sole le famiglie che vivono in una condizione di povertà. Un via libera che sembra andare in contrasto con la decisione del governo di cancellare il Reddito di cittadinanza a partire dal 2024 ed è per questo che c’è chi ha sperato in un ripensamento e di conseguenza in una conferma della misura di sostegno anche per il prossimo anno.

A spegnere le ultime speranze rimaste è stata la Presidente del Consiglio, che proprio non ne vuole sapere di continuare con il Reddito di cittadinanza per un altro anno. A inizio 2024 ci sarà l’abrogazione e la sostituzione con una misura differente, che avrà come obiettivo quello di tutelare le sole famiglie - e persone - fragili.

Reddito di cittadinanza, la Meloni non ci ripensa: ecco cosa ha detto

Dopo aver rivendicato quanto fatto per il mondo del lavoro nell’ultimo anno - dallo sgravio contributivo agli incentivi per l’assunzione - Giorgia Meloni ha confermato la sua intenzione di cancellare il Reddito di cittadinanza a inizio 2024, come tra l’altro messo nero su bianco nell’ultima legge di Bilancio.

Dalla fine di quest’anno chi può lavorare lavora”. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazione: coloro che sono nella condizione di poter lavorare non potranno più contare su un sostegno da parte dello Stato: l’unica via per uscire dallo stato di povertà sarà trovare un nuovo impiego.

Un piano molto ambizioso visto che si parla di persone spesso disoccupate da anni, senza titoli né competenze, senza dimenticare poi le difficoltà che da qualche anno ormai caratterizzano il mondo del lavoro dove trovare un impiego stabile - specialmente per chi ha un profilo non particolarmente appetibile alle aziende - risulta sempre più complicato.

Tuttavia, Giorgia Meloni assicura che “verrà fatto tutto il possibile per mettere queste persone nella condizione di poter lavorare, favorendo la crescita e incentivando le nuove assunzioni”.

E poi risponde a tutti coloro che in questi mesi hanno attaccato il suo Governo per la decisione presa:

Ho sentito dire da percettori del Reddito che “La Meloni vuole mandarmi a rubare”. Ebbene, tra il Rdc e rubare c’è prima l’opzione di andare a lavorare.

Nessun ripensamento quindi, con il piano di cancellare il Reddito di cittadinanza che va avanti e si svilupperà su un duplice binario:

  • da una parte, fare in modo che coloro che perdono il Reddito perché sono nella condizione di poter lavorare possano trovare un nuovo impiego il prima possibile;
  • dall’altra, pensare a una nuova misura di sostegno alla povertà per le persone fragili, le quali con l’addio al Rdc resteranno senza tutele.

Sì, quindi, al reddito minimo - come raccomandato dall’Unione Europea, ma solamente per alcune persone.

Perché l’obiettivo di Giorgia Meloni è molto ambizioso

Che la soluzione alla povertà sia il lavoro è ovvio a tutti: ma con questo non significa che sia semplice costruire un sistema che possa offrire un impiego a tutte le persone disoccupate occupabili, specialmente in un lasso di tempo così breve come quello fissato dal governo.

Il problema è che nella maggior parte dei casi i percettori di Rdc non soddisfano i requisiti richiesti dalle aziende che assumono. D’altronde, è vero che spesso le aziende non trovano personale, ma in tal caso si tratta di profili con particolari specializzazioni, come ad esempio tecnici manutentori, specialisti della logistica, assistenza It, esperti della cybersecurity.

Vero che in questi anni sono mancati lavoratori nel settore stagionale, e che in parte la colpa potrebbe essere stata del Reddito di cittadinanza, ma in che modo un lavoro di tre o quattro mesi potrebbe essere sufficiente per andare avanti tutto l’anno?

Il governo dichiara di voler potenziare la formazione, ma sarà sufficiente per far sì che chi oggi non ha neppure il diploma possa acquisire improvvisamente le competenze tanto ricercate dalle aziende? E soprattutto: per la durata di questo percorso, come potranno andare avanti le famiglie se nel frattempo gli viene tolto l’aiuto di Stato?

E ancora, Meloni assicura che ci saranno incentivi per l’occupazione, come se fino a oggi non ci fossero stati. È da anni che l’Italia punta sui bonus occupazionali per spingere le assunzioni, investendo miliardi di euro ogni anno: i risultati non sono quelli sperati, quindi non c’è la certezza che potenziando questo strumento si possa trovare un lavoro a quelle 900 mila persone (secondo gli ultimi dati Anpal) che sono in grado di farlo.

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