Naspi, da quando si riduce l’importo dell’indennità di disoccupazione e di quanto

Simone Micocci

4 Ottobre 2023 - 13:08

L’importo della Naspi non è fisso nel tempo: a partire dal sesto mese (ottavo per gli over 55) si applica una decurtazione mensile del 3%.

Naspi, da quando si riduce l’importo dell’indennità di disoccupazione e di quanto

L’indennità di disoccupazione Naspi ha un importo pari al 75% dello stipendio medio percepito negli ultimi 4 anni fino a un massimo di 1.352,19 euro, mentre per la parte eccedente si prende solo il 25% con l’importo massimo che può arrivare a 1.470,99 euro (valori lordi aggiornati al 2023).

Queste le regole per il calcolo della Naspi: quindi se avete appena perso il lavoro e volete sapere quanto andrete a guadagnare di disoccupazione vi basterà prendere la calcolatrice e in pochi minuti riuscirete a farvi un’idea a riguardo.

Quel che tuttavia dovete considerare è che l’importo della Naspi si riduce con il passare del tempo: il legislatore, infatti, ha previsto un sistema di décalage che ne taglia l’importo ogni mese, con lo scopo di rendere meno attrattiva l’indennità di disoccupazione.

Perché la Naspi si riduce ogni mese

La Naspi è un sostegno che viene riconosciuto per la metà delle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni: ciò significa che può essere accreditata per un massimo di 24 mesi.

Un periodo molto lungo nel quale tuttavia il disoccupato dovrà attivarsi per la ricerca di un nuovo lavoro: anche con la Naspi, infatti, bisogna presentare la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, oltre a partecipare obbligatoriamente alle iniziative del programma Garanzia occupabilità lavoratori (Gol).

Tuttavia, c’è il rischio che la persona possa accomodarsi sulla Naspi non dedicandosi con impegno alle attività di orientamento e formazione previste dal programma Gol, ed è per questo che dopo i primi mesi di percezione l’importo viene tagliato mensilmente.

Da quando si riduce la Naspi

La decorrenza della decurtazione della Naspi varia a seconda dell’età del percettore. A partire dall’1 gennaio 2022, infatti, è stato introdotto un trattamento di maggior tutela per chi ha compiuto i 55 anni di età, nei confronti dei quali il meccanismo di décalage scatta dall’ottavo mese.

Nei confronti di tutti gli altri, invece, la Naspi si riduce a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione.

Di quanto si riduce la Naspi

La decurtazione mensile è del 3%, percentuale che viene applicata ogni mese sul nuovo importo.

Per capire meglio prendiamo come esempio una Naspi d’importo pari a 1.000 euro, percepita per un periodo di 24 mensilità. Come visto sopra nei primi 5 mesi l’importo resta fisso, mentre a partire dal sesto - ottavo per gli over 55 - si applica un taglio mensile del 3%.

Ne risulterà quindi un importo che dal sesto mese passerà a 970 euro, con una decurtazione di 30 euro, per poi scendere ancora a 940,90 euro nel settimo e a 912,79 euro nell’ottavo. E così via di mese in mese, con l’importo che allo scattare del 24 mese sarà molto differente rispetto a quello iniziale.

In quali altri casi si riduce la Naspi

Ma non c’è solo il taglio mensile da considerare. Come vuole normativa, infatti, l’importo dell’indennità si riduce anche:

  • mentre si prende la Naspi viene svolta un’attività in forma autonoma che genera un reddito inferiore a 4.800 euro. In tal caso l’indennità si riduce dell’80% dei redditi previsti, a patto però che il beneficiario comunichi all’Inps il reddito annuo presunto (utilizzando il modello Naspi Com) e che il committente sia diverso dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per il quale il soggetto ha prestato la propria attività lavorativa quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI;
  • quando il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti percependone così la Naspi ma mantiene l’altro, l’indennità di disoccupazione è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto dalla prosecuzione dell’attività lavorativa, fermo restando l’obbligo di comunicare all’Inps il suo svolgimento e il divieto di superare un reddito annuo lordo di 8.173,91 euro.
  • in caso di rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata.

La Naspi invece non si riduce, in quanto cumulabile con quanto percepito, in caso di svolgimento di prestazione di lavoro occasionale entro un limite di 5.000 euro per l’anno civile o in caso di svolgimento del servizio civile.

Argomenti

# Naspi

Iscriviti a Money.it