Governo Draghi bis, chi lo vuole e perché non è impossibile

Stefano Rizzuti

14 Luglio 2022 - 20:07

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha annunciato le sue dimissioni che poi sono state respinte dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. Cosa succederà ora e può davvero nascere un Draghi bis?

Governo Draghi bis, chi lo vuole e perché non è impossibile

Le dimissioni annunciate dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, formalizzano la crisi di governo. E la domanda che ora si pongono in tanti è: cosa succederà? Si tornerà al voto o c’è ancora margine per formare un nuovo esecutivo e magari un governo Draghi bis?

Subito dopo l’annuncio del presidente del Consiglio c’è stato chi ha chiesto a Draghi di ripensarci o, quantomeno, di provare a far nascere una nuova maggioranza e quindi dare luce a un Draghi bis.

Allo stesso tempo il centrodestra sembra invece preferire la strada del ritorno al voto in tempi rapidi. Ma cosa potrà succedere davvero? E chi vuole che nasca un nuovo governo Draghi? Proviamo a capirlo.

I ministri che chiedono il Draghi bis

Tra i ministri sicuramente c’è chi non sembra contrario a un Draghi bis. Esponenti di governo come Renato Brunetta e Lorenzo Guerini sottolineano subito l’importanza strategica per l’Italia di una figura come Draghi. Altri, come Dario Franceschini, fanno notare come ci sia ancora margine perché la giornata decisiva potrebbe essere quella di mercoledì, quando Draghi riferirà alle Camere, e non oggi.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, invece avrebbe chiesto chiaramente a Draghi di ripensarci: “La scelta delle dimissioni apre ad una situazione molto difficile per il paese con molti dossier aperti. La nostra richiesta è di valutare, previa la debita chiarezza con le forze politiche, se ci sono le condizioni per un ripensamento”.

Chi vuole un Draghi bis: dal Pd a Renzi

A sostenere la speranza di un Draghi bis è sicuramente il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: “Noi lavoriamo per un Draghi-Bis da qui ai prossimi mesi per finire il lavoro su Pnrr, legge di Bilancio e situazione ucraina”.

Nutre qualche speranza anche il segretario del Pd Enrico Letta, che si augura che da qui a mercoledì possa cambiare qualcosa e Draghi possa ripensarci. Anche fonti del Pd hanno fatto sapere che i dem sono già al lavoro perché entro quella data si possa ricreare la maggioranza, permettendo così al governo Draghi (in questo caso anche con la stessa maggioranza, senza un bis) di ripartire.

Chi è contro il Draghi bis e vuole le elezioni

Non ha dubbi la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che vuole un ritorno immediato al voto: “È ora di dare libertà ai cittadini di votare. Dobbiamo chiedere al capo dello Stato che questo Parlamento venga sciolto”.

Anche la Lega si allinea con Fdi. In una nota sottolinea di essere stata “leale, costruttiva e generosa per un anno e mezzo, ma da settimane il presidente Draghi e l’Italia erano vittime dei troppi no del Movimento 5 Stelle e delle forzature ideologiche del Partito Democratico”. Per questo si chiede di mettere fine alla paralisi, aggiungendo che “nessuno deve aver paura di restituire la parola agli italiani”.

Draghi può davvero restare presidente del Consiglio?

Le parole di alcuni esponenti, dai ministri a Renzi e Letta, potrebbero aprire all’ipotesi di un Draghi bis, se non addirittura di una nuova ripartenza della stessa maggioranza attuale. Un’ipotesi effettivamente non impossibile, considerando che le dimissioni di Draghi non sono state accolte dal presidente della Repubblica che ha di fatto rinviato il presidente del Consiglio alle Camere (mercoledì) e congelato la crisi.

Questa scelta di Mattarella sembra in effetti aprire all’ipotesi di un Draghi bis, dando quantomeno tempo ai partiti per provare a trovare una mediazione e convincere Draghi a restare. Questo non garantisce, comunque, in alcun modo che ciò avvenga: non è scontata la fiducia del Movimento 5 Stelle né, tantomeno, quella della Lega che sembra avere una posizione molto più critica in queste ore verso un Draghi bis.

Un nuovo governo dell’ex governatore della Bce non è impossibile, ma neanche semplice da realizzare. Anche perché il discorso di Draghi ai ministri è stato duro e non sembra lasciare spazio a un ripensamento da parte del presidente del Consiglio.

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