TARES: come funziona e quanto pesa. La prima rata slitta ad aprile

di | 27 Dicembre 2012 - 12:31


Nel 2013 fa il suo ingresso la nuova tassa prevista dal decreto Salva-Italia che sostituirà la Tarsu e la Tia. La Tares interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti, ma peserà in modo particolare sulle famiglie numerose e sulle imprese. Il pagamento delle quattro rate annuali, che doveva iniziare a gennaio 2013, slitta, secondo un emendamento alle legge di stabilità, ad aprile.

Come funziona

La Tares rispetterà due nuovi parametri che ne aggraveranno il peso sulle tasche dei contribuenti. In primis la Tares dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai comuni, che oggi si ferma in media al 79% con picchi massini che toccano il 91%. A questo si aggiunge il fatto che la Tares dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.
Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno dall’aumento di 30-40 centesimi al metro quadro. In sostanza, il corrispettivo per i servizi indivisibili porterà un incremento stimato di circa il 14% per una famiglia di tre componenti, ma in caso d’adozione dell’aliquota massima può arrivare anche al 19%.

Slitta la prima rata

Il pagamento della prima rata della Tares, previsto secondo la legge che l’ha introdotta a gennaio 2013, slitterà invece ad aprile. Così ha stabilito un emendamento alla legge di stabilità del governo Monti che ha concesso qualche mese in più per il primo pagamento. Inizialmente la Tares si baserà sulle superfici dichiarate per la Tarsu o la Tia. La Tares avrà la sua base imponibile, pari all’80% della superficie catastale dell’immobile, quando verrà attivata l’interazione dei dati tra catasto e comuni. In sostanza, le prime tre rate si baseranno sugli importi pagati come Tarsu e Tia nell’anno passato a cui si sommano i 30 (o 40) centesimi al metro per i servizi indivisibili. Come accade per l’Imu, anche per la Tarer il saldo di dicembre potrebbe essere più salato in base a ciò che stabiliranno le amministrazioni comunali.

Quanto ci costa

L’incremento della tassa Tares rispetto a quelle che vigevano precedentemente sta di certo nei fatti. I parametri sopra descritti su cui si basa la Tares ne aggraveranno il peso sull’economia della famiglie italiane, soprattutto quelle più numerose.
Oltre all’incremento di 30-40 centesimi per il finanziamento dei servizi indivisibili che peserà su tutti in maniera indiscriminata, si aggiunge il cambiamento legato alla redistribuzione del carico in base alla tipologia di nucleo familiare. Dallo studio sulla Tares effettuato da Samir Traini economista di Ref Ricerche emerge che “alla luce dei criteri di redistribuzione, l’aggravio sarà più significativo all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare: le famiglie di 5 e più componenti subiranno un incremento medio di quasi il 30 per cento. Al contrario, le famiglie poco numerose potrebbero registrare un beneficio e quelle costituite da un solo componente potrebbero risparmiare circa il 3 per cento”.

Secondo la Uil fino ad oggi si è parlato troppo poco della Tares e dell’impatto molto pesante che avrà sulle spese della famiglie italiane. A detta del sindacato, infatti, la Tares finirà per pesare anche più dell’ Imu versato per la prima casa. Una famiglia media che ha pagato 275 euro di Imu, dovrà versarne 305 di Tares a fronte dei vecchi 225 euro di Tarsu. Si tratta del 37,5% di spesa in più, circa 80 euro a famiglia. Se l’Imu si è rivelato un stangata pesante per i contribuenti, assicura la Uil, la Tares del 2013 non sarà da meno.

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