Nuova patrimoniale, c’è il disegno di legge: come funziona

Simone Micocci

12 Giugno 2021 - 10:52

Sinistra Italiana ha depositato il disegno di legge per la nuova patrimoniale (Next Generation Tax). Saranno i più ricchi a pagare e molti italiani sembrano essere favorevoli.

Nuova patrimoniale, c’è il disegno di legge: come funziona

Periodicamente in Italia si torna a parlare di rischio patrimoniale, ossia quel provvedimento di tipo fiscale che consiste nell’applicazione di un’imposta sul patrimonio di un contribuente. La patrimoniale, quindi, non grava sui redditi da lavoro bensì sul capitale detenuto a titolo di beni mobili e immobili.

Ovviamente questa va a interessare in più ricchi, ai quali appunto si chiede un contributo” ulteriore per il sostegno delle finanze pubbliche.

Oggi torniamo a parlare di patrimoniale per raccontarvi del disegno di legge proposto da Sinistra Italiana, la quale - almeno secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano - sembra stia cercando l’appoggio del nuovo Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.

Una proposta che, come vedremo di seguito, sorprendemente sembra piacere anche a molti italiani. A differenza di quanto si potrebbe pensare, dunque, il termine “patrimoniale” non fa così paura come si crede.

La nuova patrimoniale di Sinistra italiana: come funziona

È stato appena depositato il disegno di legge sulla Next Generation Tax, ossia la patrimoniale firmata Sinistra Italiana. “Un disegno di legge d’iniziativa popolare”; così Nicola Frantoianni, segretario nazionale di SI, ha commentato la sua proposta di patrimoniale.

Nel dettaglio, si tratta di “un’imposta patrimoniale progressiva”, utile per “ridistribuire la ricchezza” e chiedere qualcosa in più - “ma davvero poco” - a chi ha tantissimo, per “darlo alla stragrande maggioranza che non ha più nulla, cominciando dalle giovani generazioni”.

Un’idea che - almeno stando a quanto emerso dai sondaggi - sembra piacere a circa la metà degli italiani. Ma vediamo, nel dettaglio, cosa prevede questa proposta:

  • cancellazione delle imposte patrimoniali esistenti, dall’IMU all’imposta di bollo sui dossier titoli e sui conti correnti;
  • riequilibrio del carico fiscale, facendo pagare di più a chi ha un patrimonio più elevato;
  • nel dettaglio, la proposta prevede che sopra ai 500 mila euro di patrimonio, e comunque fino al milione, si paga una tassa dello 0,2%. Sopra il milione di euro questa percentuale cresce, fino ad arrivare al 2% per chi ha un patrimonio superiore ai 50 milioni di euro;
  • le risorse verranno utilizzate per finanziare le misure di welfare, specialmente per i più giovani. Serviranno per “garantire più diritti, per gli asili nido, ma anche per pagare i libri di testo”.

Una “proposta di giustizia” secondo Frantoianni, ma cosa ne pensano gli italiani?

La patrimoniale non dispiace: cosa ci dicono i sondaggi

Sinistra Italiana ha nel contempo commissionato un sondaggio sulla patrimoniale. Se ne è occupato l’istituto di statistica SWG, e il risultato conferma che comunque l’idea della patrimoniale suggerita da Sinistra Italiana non dispiace agli italiani.

Come spiegato da Frantoianni, il “70% degli italiani è d’accordo con la proposta di patrimoniale”, almeno stando ai risultati dell’indagine SWG:

Gli italiani ora hanno capito che la ricchezza non è scomparsa negli ultimi anni, semplicemente è stata distribuita in modo diseguale.

Vediamo cosa ci dice il sondaggio che - è bene sottolineare - ha coinvolto un campione di persone di 1.200 persone:

  • il 64% è favorevole a un’aliquota progressiva sopra i patrimoni da 500 mila euro;
  • 62% favorevole all’applicazione della patrimoniale sopra i 500 mila euro;
  • 61% vorrebbe che la patrimoniale andasse a sostituire tutte le imposte oggi esistenti, a partire dall’IMU.

Complessivamente, però, solo il 47% è d’accordo al 100% sulla proposta di patrimoniale suggerita da Sinistra Italiana; il 30% è contrario, l’altro 20% non sa.

Tra i favorevoli ci sono perlopiù gli elettori del Centrosinistra, ma anche del Movimento 5 Stelle, per una percentuale di favorevoli rispettivamente del 70% e 60%. Ma anche nella Destra non mancano i favorevoli: 43% nella Lega, 42% in Fratelli d’Italia.

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