Legge di bilancio 2019. Tasso di crescita: per Morgan Stanley non supererà lo 0,5%

Elisabetta Scuncio Carnevale

28/11/2018

Sulla Legge di Bilancio 2019 del Governo Conte, Morgan Stanley è scettica. La banca americana esclude una crescita all’1,5%

Legge di bilancio 2019. Tasso di crescita: per Morgan Stanley non supererà lo 0,5%

L’Italia farà fatica a raggiungere il tasso di crescita, ipotizzato per il 2019, dal Governo Lega-5 Stelle. Ad affermarlo è Morgan Stanley che riduce di un terzo le prospettive di crescita italiane.

Nella Legge di Bilancio 2019 infatti, il Governo Conte prevede, già per il prossimo anno, un tasso di crescita dell′1,5 per cento. Secondo quanto calcolato dalla banca d’affari sarà, invece, lo 0,5 per cento del prodotto interno lordo, pari a un terzo del valore stimato dall’Esecutivo italiano.

Tasso di crescita. Sulla Legge di Bilancio 2019, le previsioni ribassiste di Morgan Stanley

Morgan Stanley è pessimista sulle stime presentate dal Governo giallo-verde e, sul tasso di crescita del Paese Italia, punta al ribasso.

“Prevediamo una contrazione dell’attività economica verso la fine dell’anno, trainata principalmente dalla domanda interna, dalla spesa per consumi e dagli investimenti delle imprese”,

scrive la società statunitense nell’European Economic Outlook, pubblicato questa settimana.

Secondo la banca d’affari, anche se la spinta fiscale alla crescita avesse effetti benefici sui consumi, questa non sarebbe comunque abbastanza potente

“da determinare un miglioramento nelle finanze pubbliche”.

E se il Governo Conte crede nella Legge di Bilancio 2019 e, con entusiasmo e ottimismo, è convinto che a rivitalizzare l’economia italiana ci penseranno i maggiori investimenti per progetti infrastrutturali e il reddito di cittadinanza, di tutt’altra opinione sono gli analisti americani.

“Tale politica è destinata, nel 2019, a pesare lo 0,37 per cento sulla crescita totale del Paese”, fanno sapere.

Morgan Stanley osserva, inoltre, che le condizioni di mercato e il calo delle esportazioni porteranno, nello stesso anno, a tassi di crescita più bassi.

“In un triplo whammy, la crescita più debole e l’incremento dei costi per i finanziamenti possono pesare congiuntamente sulle casse dello Stato, indebolire il sistema bancario e produrre un effetto a catena sull’economia reale”,

sentenziano dalla società statunitense e si schierano con investitori e funzionari europei che ritengono insostenibile il rapporto deficit/pil che il Governo Conte difende a spada tratta.

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