In arrivo il processore Ivy Bridge «low power»: riuscirà Intel a rimontare sui processori ARM?

di | 6 Gennaio 2013 - 19:09


Nella continua gara alla miniaturizzazione dei processori, Intel ha accumulato un notevole distacco nei confronti del dispositivi ARM.
Questa famiglia di processori equipaggia infatti la gran parte dei dispositivi embedded e si sta accaparrando una fetta sempre più cospicua del mercato della tecnologia portatile.
Poco importa se ad Intel continuano a far riferimento grossi nomi, come Apple; la corporation di Santa Clara sta decisamente accusando il corpo.
A riportare in gioco la società californiana potrebbe contribuire il lancio della nuova famiglia di microprocessori a basso consumo denominati Ivy «low power».

I microprocessori ARM

I processori di architettura ARM (Acorn RISC Machine) della ARM Holdings detengono al momento il monopolio del settore embedded, equipaggiando il 75% dei dispositivi di questo tipo.
Una diffusione tanto capillare è rapportabile al basso consumo garantito da questa famiglia di processori a fronte delle ottime prestazioni garantite.
Le caratteristiche dei processori ARM ne hanno garantito un’ampia diffusione anche nei cellulari, nei tablet, nei PDA e nelle periferiche per computer.
Il basso consumo si traduce, oltre che in una durata più lunga della batteria che equipaggia i dispositivi portatili, in una minore propensione al surriscaldamento.
Tra alcuni dei processori più importanti della famiglia ARM è possibile annoverare gli Xscale e gli OMAP della Texas Instruments.

Intel

La corporation californiana, numero uno al mondo per la produzione di microprocessori, non riesce ancora ad affermarsi nel settore di riferimento dei prodotti ARM.
Si tratta di una fascia di mercato tutt’altro che trascurabile vista la diffusione sempre crescente di tablet, ultrabook e cellulari.
Benché i processori Intel dimostrino doti di tutto rispetto e siano adottati da note case come la Apple (il McBook Air monta appunto un processore Intel, l’Ivy Bridge) le prestazioni in termini di TDP (Termal Design Power, indicazione del calore dissipato dal microprocessore) non sono sufficienti a garantire ad Intel la leadership in questa fascia.
Anzi.
Attualmente molti produttori hanno mostrato una decisa propensione ad investire nei microprocessori con architettura ARM. La stessa Apple nonché la Samsung hanno implementato questa tecnologia all’interno di molti dispositivi.

I nuovi processori Ivy Bridge «low power»

L’idea di Intel è dunque quella di presentare una nuova tipologia di processore, che vada ad implementare la famiglia Ivy.
Attualmente i processori di questa tipologia, per intenderci quelli montati sul McBook Air, non possono scendere sotto la soglia dei 17 watt, un valore di TDP troppo elevato per sposarsi a dovere con l’attuale tendenza alla miniaturizzazione dei dispositivi portatili, ultrabook in testa.
Oltre a un maggior surriscaldamento questi processori pongono una serie di limiti in termini di design difficilmente sormontabili.
Ma il lancio dei nuovi processori di Intel, gli Ivy Bridge «low power» promette di rivoluzionare la situazione.
Questi nuovi processori potrebbero garantire valori di TDP di 10 watt, una vera conquista tecnologica da parte di Intel, che con un prodotto tanto all’avanguardia potrebbe riuscire a rosicchiare una buona fetta di mercato, appianando in questo modo il gap sensazionale accumulato nei due anni passati.

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