INPS, al via i controlli di fine anno: chi rischia l’avviso bonario

Antonio Cosenza

30/12/2020

INPS, avvisi bonari inviati ai committenti che si sono avvalsi di lavoratori iscritti in Gestione Separata salvo poi non completare il versamento dei contributi. Ecco cosa si rischia.

INPS, al via i controlli di fine anno: chi rischia l’avviso bonario

L’INPS ha pronti migliaia di avvisi bonari da inviare ai committenti, pubblici e privati, che non sono in regola con il versamento dei contributi.

Gli avvisi, quindi, non verranno inviati ai datori di lavoro che hanno assunto lavoratori subordinati, bensì a quei committenti che si sono avvalsi delle prestazioni dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata (come ad esempio di Co.Co.Co. per intenderci) e non hanno provveduto al completo versamento dei contributi.

L’Istituto, quindi, per chiudere questo 2020 in bellezza sta procedendo con l’invio degli avvisi bonari per quei committenti che non sono in regola con il versamento dei contributi per le prestazioni lavorative riferite al 2019. Un atto che ricordiamo è l’ultimo avviso che l’INPS effettuerà ai committenti inadempienti prima di procedere con la riscossione coattiva delle somme dovute.

INPS, controlli di fine anno: ecco chi rischia l’avviso bonario

Come anticipato, gli accertamenti di fine anno sono rivolti a verificare la presenza di committenti che per l’anno 2019 - o precedenti - hanno denunciato sul flusso UniEmens il pagamento di compensi di lavoratori iscritti alla Gestione Separata, salvo poi non procedere al completo versamento dei contributi.

La conferma arriva dall’INPS stesso con il messaggio 4843/2020 con il quale viene data notizia del completamento dell’elaborazione delle situazioni debitorie dei committenti, sia privati che pubblici, che non hanno versato i contributi previsti per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata di cui si sono avvalsi negli anni precedenti al 2020.

Per questi è in arrivo l’ultimo avviso prima della riscossione coattiva: l’avviso bonario.

INPS: come visualizzare l’avviso bonario ed evitare la riscossione coattiva

Come si legge nel suddetto messaggio INPS, gli avvisi bonari vengono pubblicati nel cassetto committenti Gestione Separata, raggiungibile sul sito dell’INPS. Questi sono anche a disposizione degli intermediari, come ad esempio dei consulenti del lavoro.

In ogni caso, la pubblicazione nell’area personale INPS è comunque anticipata, sia all’azienda committente quanto all’intermediario, da un messaggio di alert inviato all’indirizzo PEC noto all’INPS.

L’avviso bonario è un atto importantissimo: consiste, infatti, nell’ultimo avvertimento - nonché si configura come atto di interruzione della prescrizione - per coloro che devono mettersi in regola prima che l’INPS dia avvio alle procedure per la riscossione coattiva. A chi entro 60 giorni dall’invio dall’avviso bonario, non si mette in regola pagando o correggendo le relative denunce contributive verrà inviato infatti l’avviso di addebito, atto che invece dà avvio alla procedura di riscossione coattiva.

Come precisato dall’INPS, quindi, l’atto bonario è comunque una comunicazione debitoria propedeutica al passaggio a fasi successive di recupero del credito.

Nel dettaglio, nell’atto bonario viene indicata la situazione debitoria elaborata dall’INPS, nella quale è compreso non solo l’omesso pagamento del contributo per i periodi mensili di competenza, ma anche le sanzioni civili calcolate sulla base del ritardo.

In caso di contributi non versati, quindi, nell’avviso bonario vi è indicazione su come mettersi in regola, con le istruzioni su come compilare l’F24. E nel caso in cui ci fossero degli errori nella comunicazione, invece, si potrà segnalare l’errata esposizione di dati o di ogni altra situazione relativa alla comunicazione debitoria direttamente dal “Cassetto bidirezionale Gestione separata committenti”.

In ogni caso, entro 60 giorni bisognerà correggere le comunicazioni o comunque saldare il debito: qualora invece non si faccia nulla, all’avviso bonario ne seguirà inevitabilmente quello di addebito.

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