Riforma pensioni 2017: Rita, requisiti e novità della Rendita integrativa temporanea

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Riforma pensioni 2017: Rita, requisiti e novità della Rendita integrativa temporanea

Riforma pensioni 2017: insieme a Ape volontaria e social dal 1° maggio è disponibile anche Rita. Quali sono i requisiti e le novità introdotte dalla Rendita Integrativa Temporanea?

Riforma pensioni 2017: meno conosciuta di Ape e Quota 41 nel pacchetto approvato dalla riforma delle pensioni è presente anche Rita, acronimo che sta per Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. Cos’è e come funziona? Cerchiamo di fornire tutte le novità e le ultime notizie sulla forma di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

La Rita permette a partire dal 1° maggio 2017 a coloro che hanno accumulato montante all’interno dei fondi per la previdenza integrativa di poter accedere ad un assegno-ponte prima della pensione regolamentare. Non sono molte le persone che possono fruire della novità ma, per chi può farlo, i benefici potrebbero essere molti a cominciare dal fatto che è possibile farne richiesta in contemporanea con la pensione anticipata volontaria.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza sulle novità e le ultime notizie della riforma delle pensioni per la rendita integrativa temporanea (Rita), soprattutto per quanto riguarda i requisiti e le modalità per farne richiesta.

Riforma pensioni 2017: differenza tra Rita e Ape social o volontaria

La riforma delle pensioni mette a disposizione dei lavoratori che intendono andare in pensione anticipata misure adatte a più esigenze, ma in questo articolo ci concentriamo sulla rendita integrativa temporanea anticipata (Rita). È bene però cercare di delinearne le differenze con le novità introdotte dalle misure ‘gemelle’ di Ape social e soprattutto Ape volontaria.

L’Ape, come la Rita, è una forma di pensione anticipata introdotta dall’ultima Legge di Bilancio 2017 in via sperimentale. La versione volontaria e social dell’anticipo pensionistico, a cui si aggiunge anche la Rita, sono tra le novità più attese e discusse in tema di riforma delle pensioni.

Le ultime novità in tema di pensione anticipata infatti consentono di usufruire di forme di assegni-ponte che possono garantire un’uscita dal mondo del lavoro con uno sconto fino a 3 anni e 7 mesi dal requisito per la pensione di vecchiaia. È anche vero, però, che obbligano i lavoratori a richiedere un prestito che devono restituire nel corso degli anni.

Tra le forme di Ape l’unica a non prevedere la restituzione del prestito è quella social, anche se sarà a messa a disposizione esclusivamente per alcune categorie oggetto di particolare tutela. Con l’Ape social si potrà quindi accedere alla pensione anticipata per lavoratori disagiati e non prevede indebitamenti.

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Per quanto riguarda l’Ape volontaria, invece, prevedendo una platea di richiedenti di gran lunga più ampia , richiede un impegno economico da parte di coloro che vogliono andare in pensione anticipata. Una delle possibilità lasciate aperte dalla riforma delle pensioni 2017 è quella di poter ammortizzare il costo dell’Ape volontaria utilizzando la Rita.

Riforma pensioni 2017: quali sono le novità introdotte con la Rita

La Rita garantisce la possibilità di usufruire di una forma di flessibilità in uscita spesata con il montante accumulato all’interno dei fondi pensione sottraendo denaro alla pensione integrativa. La novità prevista dalla riforma delle pensioni può essere fruita sia da sola che al fine di alleggerire l’Ape volontaria.

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata - Rita necessiterà quindi di un prelievo dai fondi per la pensione, nel caso in cui il lavoratore abbia versato nella sua vita lavorativa contributi per la pensione integrativa.

La rendita integrativa quindi sarà accessibile solo a chi ha diritto a forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione definita, sia per il settore privato che per quello pubblico. A seconda della volontà del richiedente inoltre sarà data la possibilità di utilizzare i suddetti fondi pensione solo in parte o in misura integrale.

Riforma pensioni 2017, Rita: quali sono i requisiti e chi può farne richiesta

Per poter far richiesta di Rita si dovrà però assolvere a determinati requisiti. Oltre ad essere titolari di un montante contributivo per la pensione integrativa infatti si dovranno rispettare gli stessi criteri richiesti dalla riforma pensioni per l’Ape volontaria.

Chi ne farà richiesta infatti dovrà primariamente vedersi rilasciato dall’Inps la certificazione di idoneità indispensabile anche per fare domanda di Ape volontaria. Solo in un secondo momento si avrà la facoltà di inviare l’effettiva richiesta per la Rita.

Nella Legge di Bilancio 2017 infatti si legge che i requisiti per accedere alla rendita integrativa sono gli stessi richiesti per l’Ape volontaria. Chi vorrà accedere alle novità garantite dalla Rita dovrà quindi:

  • avere almeno 63 anni di età,
  • possedere un’anzianità contributiva di almeno 20 anni,
  • aver cessato i rapporti di lavoro,
  • essere ad almeno 3 anni e 7 mesi dal pensionamento regolamentare,
  • avere diritto al momento del pensionamento ad un assegno superiore ad 1,4 volte quello minimo, ovvero 702,65 euro.

Riforma pensioni 2017, Rita: validità temporale e incentivi fiscali

Le novità introdotte dalla riforma delle pensioni con la Rita potranno essere erogate a partire dal 1° maggio 2017. La rendita integrativa inoltre è, come Ape volontaria e social, una misura sperimentale e ad oggi è prevista la sua cessazione per il 31 dicembre del 2018. È però esplicitamente prevista la possibilità di una sua futura proroga.

Tra le novità si lasciano segnalare anche gli incentivi fiscali a cui avranno diritto tutti i richiedenti della Rita. La riforma delle pensioni infatti per questo capitolo prevede degli sgravi molto simili a quelli di cui si avrebbe diritto nel caso di erogazione di rendite ricomprese all’interno della previdenza complementare.