Mobilità 2017/2018, anticipazioni: la guida alle novità

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Mobilità 2017/2018, anticipazioni: la guida alle novità
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Mobilità 2017/2018, ultime notizie e anticipazioni: si è concluso il primo incontro per l’elaborazione del contratto, ecco cosa è stato deciso.

Mobilità 2017/2018, ultime novità: nuovi incontri al Ministero per l’elaborazione del contratto.

Le trattative si chiuderanno solamente la prossima settimana, ma già da oggi possiamo anticiparvi alcuni contenuti riguardanti le operazioni di mobilità per il 2017-2018.

L’accordo sulla mobilità docenti per il prossimo anno scolastico, infatti, è stato raggiunto già lo scorso 30 dicembre, quindi l’impianto generale è più o meno definito.

Quello riguardante la mobilità è un tema molto delicato che ha dovuto affrontare il nuovo Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli. Infatti, l’eredità lasciata dalla Giannini non era delle migliori dal momento che lo scorso anno sono stati riscontrati diversi problemi riguardo alle operazioni di mobilità.

Molti docenti si sono dovuti trasferire a molti chilometri da casa per ottenere la tanto sospirata cattedra di ruolo, senza dimenticare che lo scorso anno è stata introdotta la chiamata diretta, una procedura mai accettata di buon grado dagli insegnanti.

Probabilmente il passato da sindacalista di Valeria Fedeli ha influito sul successo delle trattative, poiché mai era successo che un accordo con i sindacati venisse raggiunto in un solo giorno. Come rivelato dai sindacati al termine dell’incontro, però, è stato facile raggiungere un accordo perché c’è stata una semplificazione generale per le operazioni di mobilità.

Dal prossimo anno infatti la mobilità 2017/2018 non sarà suddivisa per fasi, poiché ce ne sarà una sola che riguarderà indistintamente tutti i docenti che intendono fare domanda di trasferimento.

Questa è senza dubbio una delle novità più importanti tra quelle introdotte con il nuovo accordo per la mobilità 2017/2018, ma ce ne sono altre. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per la mobilità degli insegnanti a partire dall’a.s. 2017/2018.

Mobilità 2017/2018: le novità

Come abbiamo già visto, una delle novità più importanti riguarda l’introduzione della domanda unica di trasferimento. A differenza dello scorso anno, infatti, ci sarà una sola fase a cui potranno prendere parte tutti gli insegnanti che vogliono trasferirsi.

La domanda quindi sarà sia provinciale che interprovinciale. Questo significa che se un docente nella stessa domanda metterà sia scuole che ambiti di territorialità e province, il sistema prediligerà gli ambiti.

Resta ancora separata, invece, la mobilità professionale per passaggi di cattedre o di ruolo.

Nessuna restrizione per quei docenti che hanno fatto domanda lo scorso anno. Infatti, la seconda novità concerne l’eliminazione del vincolo triennale introdotto con la Buona Scuola. Quindi, anche chi nell’a.s. 2016/2017 si è dovuto trasferire a molti chilometri da casa per ottenere una cattedra di ruolo potrà fare nuovamente domanda di trasferimento per avvicinarsi.

Tra le novità ce n’è una che interesserà particolarmente ai docenti che sono ancora nelle Graduatorie ad Esaurimento. Si tratta della riduzione dei posti a disposizione per la mobilità, che passano dal 100% al 30%. La parte restante sarà destinata alle assunzioni di ruolo (60%) e alla mobilità professionale (10%).

Un’altra delle richieste accolte dal Miur è quella che modifica la tabella di valutazione. Infatti, sembra che Valeria Fedeli abbia accettato la richiesta dei sindacati di equiparare il punteggio del servizio pre-ruolo a quello di ruolo.

Arrivati a questo punto dobbiamo vedere come sarà strutturata la domanda per la mobilità dei docenti. Nell’incontro di oggi è stato confermato che i docenti potranno esprimere un massimo di 15 preferenze, 5 per le scuole e 10 per gli ambiti territoriali. Ci sarà quindi la massima libertà nella scelta sia della scuola che dell’ambito o del codice provincia; gli insegnanti, infatti, potranno indicare anche una sola preferenza.

Cosa succede però ai perdenti in ambito nazionale, senza posto in provincia? Oggi è stato stabilito che questi potranno esprimere le 15 preferenze ma nel caso in cui la domanda non avesse risultati saranno trasferiti d’ufficio sul primo ambito libero a livello nazionale.

Mobilità 2017/2018: come indicare le preferenze

Dalle anticipazioni sull’incontro di oggi, sembra che nella compilazione delle preferenze non si potrà esprimere una singola sede, ma l’intero codice meccanografico dell’istituto comprensivo o superiore. Questo perché ormai si ragiona in termini di “organico di autonomia” e questo comprende anche gli organici delle altre scuole aggregate.

Ciò però non vale per gli organici della scuola serale e diurna, che sono ancora distinti così come quelli costituiti presso i CPIA, le carceri e gli ospedali. Di conseguenza un docente che aspira ad uno di questi posti dovrà esprimere la sua preferenza in maniera chiara nella domanda.

Per ulteriori novità sul contratto per la mobilità 2017/2018 continuate a seguirci perché vi terremo informati su tutti gli aggiornamenti del caso.