Jobs Act autonomi: novità 2017 per i titolari di Partita Iva

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Jobs Act autonomi: novità 2017 per i titolari di Partita Iva

Jobs Act autonomi, in arrivo novità per i titolari di Partita Iva. Il 2016 è stato un anno in cui il tasso di disoccupazione è aumentato esponenzialmente e per porvi rimedio sono state pensate novità per agevolare i lavoratori. Ecco cosa cambia.

Novità Jobs Act autonomi per i lavoratori indipendenti nel 2017 e di seguito vi illustriamo quelli che sono gli ultimi aggiornamenti.

Il 2016, secondo l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), è stato l’anno in cui il tasso di disoccupazione è aumentato esponenzialmente. A risentirne non sono stati soltanto i giovani, la cui situazione è preoccupante per la registrazione di un tasso di disoccupazione pari al 39,4%, ma anche i lavoratori autonomi.

Molti lavoratori indipendenti ovvero titolari di partita Iva, infatti, hanno preferito abbandonare il proprio lavoro: sono diminuiti di oltre 400 mila unità. Un dato allarmante che spinge il Jobs Act e il Governo a proporre iniziative e progetti a favore dei lavoratori autonomi per questo 2017.

Ecco di seguito le novità proposte dal Jobs Act per i lavoratori autonomi disciplinato da 22 articoli.

Jobs Act autonomi: novità per i titolari di partita Iva, ecco a chi è rivolto

Dopo la pubblicazione della Legge di Stabilità 2017 in Gazzetta Ufficiale sono state introdotte importanti novità a favore dei cosiddetti autonomi, ovvero i lavoratori indipendenti.

Il provvedimento del Jobs Act autonomi è rivolto a:

  • I lavoratori iscritti agli ordini professionali (ad eccezione delle norme previdenziali poiché ogni Ordine e ogni Cassa fa riferimento a delle regole proprie su malattia e malattia);
  • I lavoratori con Partita Iva senza Albo di riferimento.

Vediamo ora in cosa consistono le proposte avanzate dal Jobs Act autonomi per agevolare i lavoratori titolari di Partita Iva.

Jobs Act autonomi: novità per i titolari di Partita Iva

Jobs Act autonomi introduce rilevanti novità per i titolari di Partita Iva nel 2017:

  • congedi parentali, che salgono dai 3 ai 6 mesi per i primi tre anni del figlio;
  • diritto, per i lavoratori indipendenti, di mantenere il rapporto lavorativo con il committente anche nel caso di malattia, gravidanza e infortunio fino a 150 giorni annui;
  • possibilità di sospendere il versamento dei contributi previdenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria per un massimo di 2 anni;
  • indennità per la maternità;
  • integrale deduzione delle spese di servizi personalizzati di certificazione delle competenze, formazione e orientamento, riqualificazione, sostegno dell’auto-imprenditorialità (fino a 5.000 euro annui);
  • Creazione e gestione di uno sportello per i lavoratori autonomi titolari di partita iva per l’orientamento dell’istanza e dell’offerta per il lavoro autonomo e come centro informativo per le aziende, le imprese e i professionisti, inerente le procedure per avviare un’attività indipendente, la partecipazione alle gare di appalto pubbliche, i finanziamenti e le agevolazioni.
  • possibilità di partecipare ai bandi pubblici e ai bandi di finanziamento. L’accesso ai bandi, quindi, non richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio;
  • possibilità di stipulare polizze assicurative per poter recuperare i mancati pagamenti delle proprie fatture;
  • rimborsi spese;
  • tutele in caso di clausole abusive;
  • tutele in caso di ritardato dei pagamenti;
  • detrazioni di viaggi e spese per fini formativi (fino a 10.000 euro annui).

Si spera che con queste innovazioni per i lavoratori autonomi, proposte dal Jobs Act autonomi, anche i lavoratori titolari di Partiva Iva avvertano il cambiamento in corso: anche loro, finalmente, possono far valere i loro diritti!