Amnistia e indulto 2017: che novità in caso di vittoria di Orlando alle primarie Pd?

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Amnistia e indulto 2017: che novità in caso di vittoria di Orlando alle primarie Pd?

Amnistia e indulto 2017: se il ministro della Giustizia Andrea Orlando dovesse vincere le primarie Pd, cosa potrebbe cambiare per i detenuti italiani che sperano nel provvedimento?

Amnistia e indulto 2017: cosa potrebbe cambiare a riguardo se il ministro della Giustizia Andrea Orlando dovesse vincere le primarie Pd del prossimo 30 aprile?

Da tempo il dibattito politico in Italia è tutto incentrato sulle primarie che il Partito Democratico si sta apprestando ad effettuare per scegliere il nuovo segretario del partito. Tra i tanti effetti che potrebbero dipendere dall’esito del voto, c’è chi ipotizza possibili novità anche sul tema dell’amnistia e dell’indulto.

Andrea Orlando è in corsa per la segreteria del Pd assieme a Matteo Renzi e Michele Emiliano, con la scelta degli elettori dell’area di centrosinistra che sarà fondamentale per capire l’indirizzo politico che intenderà prendere il partito.

Viene spontaneo chiedersi quindi anche cosa potrà accadere in termini di amnistia e indulto se alla fine dovesse vincere Andrea Orlando, che bisogna sempre ricordarlo è l’attuale ministro della Giustizia.

Amnistia e indulto 2017: cosa ne pensa Orlando?

Il tema dell’amnistia e dell’indulto è da sempre uno dei più spinosi e delicati dell’agenda politica del nostro paese. Nonostante i ripetuti appelli provenienti dal Vaticano, negli ultimi anni la politica si è più volte dimostrata restia a prendere provvedimenti a riguardo.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, diverse volte è stato interrogato dai media su cosa pensasse a riguardo dell’ipotesi di una nuova amnistia o indulto. Anche se il gergo delle risposte è stato quasi sempre il politichese, è emerso un dato di fatto importante.

Dalle dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi dal ministro Orlando, si è capito come il titolare del dicastero della Giustizia fondamentalmente sarebbe a favore dell’ipotesi di una amnistia o indulto, visto che votò anche a favore nel 2006. Gli ostacoli però sono altri.

Per approvare un provvedimento come l’amnistia o l’indulto serve una vasta convergenza parlamentare, fattore necessario e sufficiente che però al momento non ci sarebbe. Fondamentale quindi sarebbe a riguardo una forte presa di posizione di uno dei maggiori partiti italiani.

In caso di una vittoria di Andrea Orlando alle primarie del Pd, ecco dunque che l’argomento potrebbe ritornare in auge nel dibattito politico. Se il Partito Democratico si dovesse schierare apertamente a favore, anche altri partiti potrebbero seguire l’esempio e fare altrettanto.

Amnistia e indulto, che speranze ci sono per il 2017?

Tralasciando l’argomento delle primarie del Pd, le speranze di vedere una nuova amnistia o indulto nel 2017 sono molto poche. Nonostante il nuovo anno sia appena cominciato, il calendario politico appare già è molto fitto.

Anche se elezioni anticipate a settembre sono al momento da escludere, già nella politica italiana sono in corso le grandi manovre per proiettarsi in una campagna elettorale che si preannuncia essere aspra e combattuta.

In periodi come questi, temi delicati come l’amnistia o l’indulto di norma vengono accantonati per lasciare spazio ad altre tipologie di promesse elettorali. Tranne che nei radicali, l’argomento non troverà spazio nei programmi elettorali dei vari partiti.

Per tornare a parlare di amnistia o indulto bisognerà aspettare quindi che ci sia un nuovo governo. Questo però potrebbe comunque non bastare, perché se nessuna delle forze politiche in campo dovesse raggiungere il premio di maggioranza, allora sarà ugualmente arduo trovare una vasta fetta di Parlamento disposta a votare a favore del provvedimento.

Al momento quindi non è possibile fare ipotesi. Le situazioni nelle carceri italiane sono sempre più difficili, ma al momento le priorità politiche sembrerebbero essere ben altre.