Visite fiscali insegnanti 2017, la guida: novità riforma, orari reperibilità, obblighi e sanzioni

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Visite fiscali insegnanti 2017, la guida: novità riforma, orari reperibilità, obblighi e sanzioni

Visite fiscali 2017, con il decreto Madia è in arrivo una rivoluzione: non saranno più le Asl ad occuparsene, bensì l’INPS. Ma qual è la normativa attualmente in vigore? Ecco tutto quello che c’è da sapere su orari, obblighi e sanzioni per le visite fiscali degli insegnanti.

Visite fiscali insegnanti 2017, ultime novità: con il decreto Madia cambieranno anche le regole riguardanti gli orari delle visite fiscali sia per il settore pubblico che privato.

Le modifiche sulla normativa delle visite fiscali, anticipate dall’Ansa, però non riguardano solamente gli orari ma anche il rafforzamento dell’efficacia dei controlli attraverso delle verifiche mirate disposte dall’Inps.

Prima di vedere cosa cambierà per le visite fiscali con il decreto Madia, ecco una guida per i docenti con le informazioni sugli orari, sulle fasce di reperibilità, sul comportamento che la scuola è obbligata a tenere, e sulle sanzioni previste per chi è assente alle visite di controllo.

Ma cosa si intende per visite fiscali? Come previsto dall’articolo 5 della legge 300/70 (Statuto dei lavoratori), la visita fiscale è un accertamento predisposto dall’INPS o dal datore di lavoro ai fini di accertare l’effettivo stato di malattia del dipendente. Bisogna sottolineare come il fine della visita fiscale non sia solamente quello di controllare la presenza nel domicilio del lavoratore malato, poiché si tratta di una verifica di merito.

Anche per le visite fiscali degli insegnanti, quindi, il medico ha il dovere di confermare o meno l’esistenza della malattia che ha impedito al docente di svolgere regolarmente la propria lezione.

Per questo motivo, al termine di una visita fiscale, che deve avvenire negli orari fissati dalla normativa, il medico incaricato del controllo può sia ridurre il periodo della malattia rispetto a quanto stabilito dal medico curante, che chiedere all’insegnante di tornare a scuola poiché lo ritiene guarito.

Quali sono le regole per le visite fiscali degli insegnanti? Quali sono gli obblighi per la scuola? Cosa cambia con il decreto Madia per le visite fiscali? Di seguito trovate una guida con cui capire meglio le nuove regole introdotte lo scorso anno e confermate nel 2017 per le visite fiscali degli insegnanti.

Orari, fasce di reperibilità, controlli nei giorni festivi: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Visite fiscali insegnanti 2017: le regole per i docenti

L’insegnante che deve assentarsi dal lavoro per motivi di salute deve informare tempestivamente la scuola.

Nel dettaglio, la comunicazione deve avvenire entro la mattina del primo giorno di assenza e a questa deve essere allegato l’indirizzo del domicilio presso cui è possibile svolgere la visita fiscale e il numero di giorni di assenza ipotizzabili.

L’insegnante ha il dovere di farsi trovare a casa negli orari stabiliti. L’unica eccezione per potersi assentare dal domicilio indicato riguarda quelle casistiche giustificate da un medico riconosciuto dal Sistema Sanitario Nazionale, come ad esempio il dover sostenere una visita ambulatoriale.

Anche in questo caso però il docente deve avvertire tempestivamente l’amministrazione presentando la documentazione richiesta.

Visite fiscali insegnanti 2017: gli orari

Gli orari delle fasce di reperibilità per i dipendenti pubblici sono diversi da quelli previsti per i privati. Nel dettaglio, il D.M. n°206 del 2009 ha previsto per gli statali, e di conseguenza anche per i docenti, i seguenti orari per le visite fiscali:

  • dalle 09:00 alle 13:00;
  • dalle 15:00 alle 18:00.

Nel caso in cui un medico fiscale si dovesse presentare negli orari non compresi nelle fasce di reperibilità, l’insegnante può rifiutarsi di farlo entrare senza subire alcuna conseguenza disciplinare.

Trattandosi di dipendenti pubblici, per gli insegnanti l’obbligo di reperibilità è valido anche per i giorni non lavorativi e festivi, ma solo nel caso in cui questi siano compresi nel periodo della malattia.

Visite fiscali insegnanti 2017: gli obblighi per la scuola

Come stabilito dall’attuale normativa, è il Dirigente Scolastico a decidere quando disporre la visita fiscale. Tuttavia, per la scuola c’è l’obbligo di disporre la visita fiscale sin dal primo giorno di assenza dell’insegnante nel caso in cui questa si verifichi a ridosso di una giornata non lavorativa.

Ad esempio, il Dirigente Scolastico ha l’obbligo di disporre una visita fiscale nei confronti di un insegnante che si assenta prima o subito dopo la domenica o di un altro giorno non lavorativo.

Per “giornata non lavorativa” si intendono anche i giorni di riposo dell’insegnante, i permessi e le ferie.

Visite fiscali insegnanti 2017: le sanzioni

Cosa succede se il medico fiscale non trova nessuno in casa durante le fasce di reperibilità? Per l’insegnante, e qualsiasi altro lavoratore, che non fornisce un’adeguata giustificazione alla propria assenza, la normativa prevede una decurtazione del 100% dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia. Nei giorni successivi la retribuzione è del 50%.

L’insegnante comunque avrà 15 giorni di tempo per presentare la documentazione con cui giustificare l’assenza ed evitare la sanzione.

Bisogna specificare che per “assenza alla visita fiscale” si intendono anche quei casi in cui il lavoratore renda “per incuria, negligenza o altro motivo non apprezzabile, impossibile o inattuabile la visita medica di controllo”.

Il lavoratore è soggetto a sanzioni anche se non rispetta le indicazioni fornite dal medico fiscale. Come abbiamo già visto, infatti, questo ha la possibilità di ridurre il periodo della malattia, o persino di concluderlo.

In tal caso il lavoratore è obbligato a riassumere servizio nella data fissata dal medico, oppure l’Amministrazione deve diffidarlo informandolo del fatto che il mancato rientro in servizio integra i presupposto dell’assenza ingiustificata.

Qualora il dipendente non intenda riassumere servizio può presentare un nuovo certificato per giustificare l’assenza, ma questo deve attestare una malattia differente da quella valutata nel corso della visita fiscale.

Visite fiscali insegnanti: le novità del decreto Madia

L’obiettivo del decreto Madia è di combattere quei “furbetti” che approfittano della malattia per assentarsi dal lavoro nei giorni strategici.

Per questo motivo, come anticipato dall’Ansa, il decreto Madia prevede la creazione di un polo unico della medicina fiscale, che si occuperà sia dei privati che dei dipendenti pubblici, che farà capo all’INPS.

Quindi, delle visite fiscali non si occuperanno più le Asl, bensì direttamente l’INPS per cui verrà creato un software in grado di analizzare i casi sospetti e programmare delle verifiche mirate. In questo modo sarà possibile anche condurre degli accertamenti ripetuti, mentre le fasce di reperibilità dovrebbero essere armonizzate. L’obiettivo quindi è di semplificare le procedure per i controlli, puntando così sull’efficacia.