Unieuro diventa Spa e si prepara a sbarcare in Borsa

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Unieuro diventa Spa e si prepara a sbarcare in Borsa
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Unieuro: l’assemblea straordinaria dei soci di SGM Distribuzione ha dato il via libera alla trasformazione della società da Srl a Spa e all’operazione che porterà alla quotazione in Borsa.

Unieuro diventa una società per azioni e si prepara a sbarcare in Borsa.

L’assemblea straordinaria dei soci di SGM Distribuzione - gruppo che controlla la catena italiana di negozi specializzati in prodotti di informatica, telefonia ed elettrodomestici - ha dato il via libera alla trasformazione della società da Srl a Spa e all’operazione che porterà alla quotazione in Borsa, che sarà assistita dal revisore contabile Kpmg. Unieuro manterrà il capitale sociale di 4 milioni diviso in 20 milioni di azioni ordinarie.

Per l’occasione, l’azienda ha rivisto anche il proprio statuto sociale. Il nuovo consiglio di amministrazione è formato da tre persone: l’amministratore delegato Giancarlo Nicosanti Monterastelli e i consiglieri Giampiero Lenza e Robert Frank Agostinelli.

Unieuro sbarca in Borsa: nel 2017 previsti maggiori ricavi

Nell’anno fiscale 2015-2016, chiuso a febbraio, Unieuro ha fatturato 1,6 miliardi di euro (+17% rispetto al periodo precedente), con un Ebitda pari a 66 milioni. Nell’esercizio fiscale in corso - assicura l’ad Nicosanti - l’azienda realizzerà più ricavi e un Ebitda vicino ai 70 milioni di euro.

Unieuro può contare su una vasta rete commerciale, composta da 183 punti vendita a gestione diretta e 290 affiliati. Nel 2016 tre negozi diretti sono stati aperti a Milano, Roma e Torino. Nel frattempo hanno aderito a Unieuro una quindicina di nuovi affiliati, ma altri esercizi sono stati chiusi perché poco profittevoli.

Unieuro sbarca in Borsa: l’assetto societario

Oggi la catena di elettronica è interamente controllata da Italian electronics holding, che ha come principali soci la lussemburghese International retail holding (la quale fa capo a Rhône Capital) con una quota pari al 70,49%, la britannica Dixons european investments con il 14,96%, la famiglia Silvestrini con il 9,88%, Nicosanti con l’1,43%, Andrea Scozzoli con l’1,25%.

Tutte le quote (ad eccezione di Dixons) sono tutte in pegno a un pool di istituti di credito (Banca Imi, UniCredit, Mps, Iccrea, Banca interprovinciale e Popolare Alto Adige) a garanzia dei prestiti.

Nell’ottobre 2013 è stato siglato un accordo tra Dixon e SGM (società che controlla il gruppo Marco Polo, a sua volta associato ad Expert) per la cessione di Unieuro e la conseguente fusione. Attualmente in Italia Unieuro ha una quota di mercato compresa tra il 9% e il 10% e precede Trony - che può contare su un fatturato di 1,2 miliardi - ma si piazza dietro Mediamarket con 2,35 miliardi, Expert ed Euronics.

Tra poche settimane la società comunicherà la tempistica della quotazione e l’entità della quota che sarà collocata.