Marino si dimette davvero? PD convinto, SEL ci ripensa

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Marino si dimette davvero? PD convinto, SEL ci ripensa
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Le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino dovrebbero essere ufficializzate lunedì. Diverse le ipotesi in campo. Possibile un ritiro?

Ignazio Marino ha annunciato giovedì sera, tramite un video postato su Facebook, le proprie dimissioni da sindaco di Roma. Formalmente però le dimissioni di Marino non sono state presentate: sono attese per la giornata di lunedì 12 ottobre 2015. Possibile un ritiro?

Dimissioni Marino ancora da ufficializzare: possibile un passo indietro?

Il sindaco di Roma Ignazio Marino dovrebbe ufficializzare le proprie dimissioni lunedì 12 ottobre 2015. In queste ore, caratterizzate dal dibattito sulle reali ragioni delle dimissioni di Marino, si parla però di un possibile passo indietro. Ad aprire il dibattito sono stati gli esponenti di SEL in Campidoglio: possibile un rinnovo della fiducia se si cambia rotta.
Significative in questo senso le parole pronunciate da Gianluca Peciola capogruppo di SEL al Comune di Roma:

"la città si governa, non si provoca, perché noi non ci schieriamo negli scontri tra il blocco di potere del PD che fa riferimento al Sindaco e quello che fa riferimento a Renzi, perché noi vogliamo andare avanti con il programma e elettorale e di questo vogliamo essere custodi, per tutto questo e per molto ancora da dire, comunicare, agire, è giusto chiedere al sindaco un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato. Altrimenti può anche confermare le sue dimissioni".

Ipotesi ritiro dimissioni Marino: per Renzi «non ci sono alternative»

La vicenda Marino rimane quindi paradossale: mentre partiti come SEL ipotizzano la prosecuzione dell’esperienza in Campidoglio, dallo stesso PD (cui Marino ancora appartiene nonostante i maggiori attacchi provengano proprio da quel fronte) arrivano le smentite.

Lo stesso Matteo Renzi, intervenuto sul tema oggi, ha dichiarato che:

Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative. E dunque credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a dimettersi. Adesso chi vuole bene a Roma la smetta con le polemiche e con le divisioni: ho fatto il sindaco e so che ai cittadini interessa che si sistemino le strade e i giardini, non le liti tra correnti. Come governo faremo tutto il possibile perché il Giubileo sia un successo. Del resto, quando abbiamo confermato Expo, nonostante tutti ci suggerissero il contrario, non ci credeva nessuno, ma adesso i risultati parlano chiaro. Sono convinto che faremo lo stesso anche con il Giubileo”.

E anche Matteo Orfini, presidente nazionale del PD e commissario del partito a Roma, conferma che le dimissioni di Marino erano inevitabili.
Per il PD, dunque, non esiste alcuna ipotesi di ritiro delle dimissioni di Marino.

Resta da capire dunque quali possano essere gli scenari futuri.

Dimissioni Marino: chi potrebbe essere il successore?

Qualora lunedì non ci dovessero essere sorprese Ignazio Marino formalizzerà le proprie dimissioni da sindaco di Roma.

A questo punto due sono gli interrogativi da sciogliere:

  • a chi verrà affidata la guida di Roma durante il Giubileo che partirà il prossimo 8 dicembre 2015?
  • chi potrebbe essere il successore?

In merito al primo punto, nell’immediato è attesa la decisione di Gabrielli sul possibile commissario provvisorio. I nomi papabili al momento sono quelli dell’ex assessore Alfonso Sabella e dei prefetti Riccardo Carpino e Mario Morcone.

Sul fronte successore, invece, il nodo all’interno del PD è quello delle primarie: farle o nominare un uomo di fiducia dell’area renziana del partito? In questo secondo caso si fanno i nomi di Roberto Giachetti, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Dario Franceschini, Raffaele Cantone, Giovanni Malagò e dello stesso prefetto Franco Gabrielli.
Diversa invece la situazione delle opposizioni.

In caso di elezioni anticipate il popolo del M5S invoca a gran voce la candidatura di Alessandro Di Battista, il quale però ha più volte detto di non voler lasciare il proprio incarico da parlamentare. Di conseguenza la scelta verrà affidata, come da «non statuto», alle primarie sul web.

Grande confusione, invece, nel centrodestra. Ad oggi l’ipotesi più probabile è la costruzione di un’alleanza intorno al nome di Alfio Marchini.