Politica, la fine del finanziamento pubblico crea una voragine nei partiti: Pd e Pdl con 113 milioni di debito

icon calendar icon person
Politica, la fine del finanziamento pubblico crea una voragine nei partiti: Pd e Pdl con 113 milioni di debito
Pubblicità

La nuova legge sul finanziamento ha tagliato le gambe ai due più grandi partiti del Paese che ora devo fare i conti debiti milionari, licenziamenti e sfratti.

Tra spending review, tagli di spesa e vendita delle auto blu, la macchina burocratica dello Stato italiano sembra aver, suo malgrado, imboccato la strada del contenimento dei costi. A tutte queste misure - varate, o per adesso, semplicemente annunciate - si aggiunge anche la nuova legge sul finanziamento alla politica, che taglia con decisione i trasferimenti che lo Stato versa ai partiti per mantenerli in vita.

Se da un lato la nuova legge è stata accolta dall’opinione pubblica come sacrosanta, dall’altro i partiti, specialmente quelli più grandi, devono fare ora i conti con buchi di bilancio sempre più consistenti e preoccupanti: secondo quanto emergerebbe dall’analisi dei bilanci 2013, sarebbero 113 i milioni di euro di debito contratto dai due principali partiti italiani, il Pdl-Forza Italia e il Pd.

I debiti del Pdl
Nonostante non siano stati ancora pubblicati, i conti del Pdl-Forza Italia sembrerebbero quelli più disastrati. Nel 2013 ammonterebbero a 102 milioni di euro i debiti del partito di Berlusconi che, oltre ai suoi problemi giudiziari, dovrà ora farsi carico anche delle magagne finanziarie della sua compagine politica.

Non a caso l’11 giugno scorso il Pdl ha licenziato 41 suoi dipendenti che non ha potuto di riassorbire nella nuova Forza Italia per mancanza di fondi. Ma non solo, perché pesa sul partito anche il contenzioso giudiziario con il conte Giorgio Emo Capodilista, proprietario di un ala di Palazzo Grazioli per la quale, a detta del conte, il Pdl non paga l’affitto ormai da mesi.

A peggiorare la situazione dei bilanci del partito di Berlusconi ci si è messa infine anche la nuova legge sul finanziamento ai partiti che, oltre a tagliare i contributi statali, ha messo un messo un freno alle donazioni dei privati e alla fideiussioni. Per questo ora non è più possibile per l’ormai ex Cavaliere appianare i debiti del partito semplicemente staccando un assegno come ha fatto nel 2012, quando ha pagato di tasca propria 15 milioni di euro per coprire una fideiussione bancaria del Pdl.

Le spese del Pd
Se Forza Italia piange, il Pd sicuramente non ride; anche se il debito del partito di Renzi è indubbiamente più contenuto rispetto a quello degli azzurri di Berlusconi.
Il partito del Nazareno è alle prese con un debito di circa 11 milioni di euro, che si allarga però di anno in anno - nel 2012 era di 7,3 milioni - a causa di affitti d’oro per sedi poco utilizzate, costi eccessivi delle segreteria e forniture pagate troppo generosamente.

Ma non solo, perché sui conti del Pd, proprio come su quelli del Pdl, grava anche il mancato pagamento delle quote annuali di molti deputati e senatori. Comportamento questo, che indubbiamente non aiuta i due partiti ad uscire dal pantano, questa volta finanziario, in cui si sono cacciati.