Oro: prepararsi al crollo a 350 dollari l’oncia. L’analisi di C. Erb

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Il fair value dell’oro è lontano, ma una volta raggiunto il prezzo potrebbe scendere ancora di più. Ecco perché l’oro potrebbe essere scambiato nel lungo termine a 350 dollari l’oncia.

Gli investitori in oro (XAUUSD), che hanno appena iniziato a digerire il calo di oltre 100 dollari a oncia nel corso dell’ultimo mese, dovrebbero prepararsi alla possibilità di un crollo ancora più grande.

Questa, almeno, è la previsione di Claude Erb, un ex manager del fondo per le materie prime del TCW Group e co-autore (insieme a Campbell Harvey, un professore di finanza all Duke University, Stati Uniti) di uno studio che, a metà del 2012, aveva previsto che il prezzo dell’oro sarebbe precipitato.

Analisti che meritano di essere ascoltati, dal momento che hanno previsto una lunga fase ribassista per il metallo giallo quando era appena ai suoi inizi.

All’inizio di questa settimana, Erb ha riferito che è arrivato il momento di prendere in considerazione la possibilità che l’oro possa essere venduto e acquistato a circa 350 dollari l’oncia.

Erb basa questa prospettiva particolarmente agghiacciante su due premesse.

Oro a 350 dollari l’oncia: perché?
Il primo fattore preliminare che analizza è il fair value dell’oro, che è attualmente si attesta a circa 825 dollari, secondo la formula proposta nello studio di Erb e Harvey.

La seconda premessa è la probabilità che, una volta raggiunto il fair value, il prezzo dell’oro lo supererà e scenderà a valori molto più bassi.
L’analista calcola che, se l’oro scende al di sotto del fair value nella stessa misura in cui lo ha fatto a metà degli anni ‘70 e alla fine gli anni ‘90, i lingotti saranno scambiati intorno a $ 350 l’oncia.

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Erb riconosce che gli esperti nel commercio in oro troveranno una tale prospettiva scandalosa, se non incomprensibile. Ma, si chiede, perché l’oto dovrebbe comportarsi diversamente rispetto a qualsiasi altro bene, ognuno dei quali oscilla notevolmente da massimi troppo alti a quote sotto il valore reale?

Erb utilizza le ben note cinque fasi del dolore per esprimere al meglio la condizione attuale in cui il mercato dell’oro si trova.

Queste tappe sono la negazione, la rabbia, contrattazione, depressione e accettazione, e lui sostiene che gli investitori in oro siano ancora dentro lo stadio della «contrattazione».

Sostiene che, a metà del 2012, gli investitori in oro erano nella fase della negazione. La previsioni su un prezzo dell’oro intorno a $ 800 l’oncia era stata accolta con incredulità quasi totale.

ggi, al contrario, con l’oro in calo di più $ 500 l’oncia dalla previsione e un’aspettativa ormai comune per una quotazione al di sotto dei 1.000 dollari, gli investitoti hanno superato la fase della rabbia e sono passati a quella della contrattazione, convinti che finché il prezzo non scende sotto i 1.000 dollari andrà tutto bene.

Ma Erb crede che la questione non sia più se gli investitori riusciranno a “sopravvivere” con l’oro a quota $ 825 l’oncia, ma se possano riuscirci se il prezzo scende a 350.

E’ da notare che lo studio di Erb e Harvey non si riferisce al mercato nel breve o nel medio termine. Non sarebbe incoerente un rally dell’oro e/o uno stazionamento poco sopra il fair value per un po’ di tempo.

Vale la pena sottolineare che la ricerca di Erb e Harvey contiene anche qualche buona notizia per l’oro: nel lunghissimo termine, l’oro terrà il passo con l’inflazione. Per l’attesa però si parla di decenni, se non secoli.

Sul fronte di termini più brevi - almeno misurati in anni - è opportuno prendere in seria considerazione non solo che l’oro scenderò sotto i 1000 $ l’oncia ma anche che, alla fine, il prezzo sarà molto, molto più basso.