L’oro affonda: quanto continuerà il crollo? Possibili cause e previsioni

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L'oro affonda: quanto continuerà il crollo? Possibili cause e previsioni

Prezzo dell’oro in profondo rosso, le quotazioni sembrano incapaci di uscire dalla spirale negativa. Quali sono le cause del crollo? Si tornerà a salire con il nuovo anno?

Il prezzo dell’oro registra un susseguirsi continuo di ribassi. L’effetto Trump che avrebbe dovuto favorire le quotazioni del metallo giallo ne ha invece stimolato il ribasso. L’oro non ha mai smesso di scendere dopo l’elezione del nuovo presidente. Il clima di fiducia accordato ai mercati azionari, l’aumento nei rendimenti dei titoli di stato, il dollaro forte e la Fed che si prepara ad alzare i tassi ne hanno condizionato pesantemente le quotazioni.

I prezzi bassi registrati negli ultimi giorni in teoria avrebbero dovuto essere un incentivo all’acquisto. Invece secondo le stime del World Gold Council nel terzo trimestre la domanda di oro è scesa del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Perchè?
La causa della bassa domanda trova spiegazione nella difficile situazione in India, il maggior importatore di oro, in cui i consumi sono scesi del 28% ed in Cina dove l’import ha segnato un -22%.

A sostegno delle quotazioni però ci sarebbero gli acquisti della banca centrale russa che ha rivelato di aver aumentato le riserve auree di 1,3 milioni di once approfittando del rafforzamento del rublo. Un’ulteriore ancora di salvataggio potrebbe arrivare poi anche dai paesi islamici, è in fase di pubblicazione infatti un nuovo codice di condotta che potrebbe permettere agli islamici di investire in oro senza vìolare la Shariah.

Oro: cause del crollo e previsioni

Continua l’ondata di ribassi sul prezzo dell’oro. Con l’ennesimo ribasso di venerdì le quotazioni sono arrivate a quota 1.161$ l’oncia, siamo ora sui minimi dell’anno.

L’effetto Trump sperato da molti analisti non è mai arrivato, dopo il rialzo post elezione durato poche ore i prezzi non hanno mai smesso di scendere. I mercati finanziari sono passati dalla sorpresa all’entusiasmo nei confronti del nuovo presidente e delle sue politiche. Le incertezze quindi che dovevano spingere in alto il prezzo dell’oro sono state sopraffatte dall’euforia. I mercati azionari si sono ritrovati una inaspettata ondata di acquisti, le propensioni di acquisto degli operatori si sono quindi spostate su asset più rischiosi piuttosto che sui beni rifugio.

A beneficiare di tale euforia è anche il dollaro che ha visto un apprezzamento nei confronti delle principali major mondiali. Identico scenario per i rendimenti dei titoli di stato che hanno avuto un’impennata nelle ultime settimane. La situazione dell’oro è stata poi aggravata dalla Fed che vedendo la ripresa dell’economia e l’ottimismo sui mercati molto probabilmente innalzerà i tassi di interesse nel meeting della prossima settimana. Tale manovra porterà ad un inevitabile nuovo apprezzamento del dollaro e deprezzamento dell’oro.

Ad aggravare il già catastrofico scenario sono arrivati poi i cali negli acquisti da parte di India e Cina. La difficile situazione indiana sta vedendo una guerra al denaro contante da parte dello Stato . Al fine di intensificare la lotta alla criminalità sono state dichiarate fuori corso legale le banconote da 500 e 1000 rupie. In un contesto, come quello indiano, in cui l’80% delle transazioni avviene con denaro contante, tale manovra ha gettato il caos sul Paese. Come se non bastasse poi, ad aggravare la situazione è arrivata la confisca di oro da parte dello Stato.
Tale clima di panico, proprio nel periodo dei matrimoni in India, ha portato ad una netta diminuzione degli acquisti di gioielli. Tale scenario ha comportato un calo della domanda del 28% rispetto allo scorso anno.

Un lieve ottimismo potrebbe però arrivare dai paesi islamici. E’ infatti di questi giorni la notizia della pubblicazione di un nuovo codice di condotta che per la prima volta nella storia permetterebbe agli islamici di investire in oro senza vìolare i precetti dettati dalla Shariah. Grazie al nuovo Shariah Gold Standard potrebbe infatti arrivare una domanda sul mercato dell’oro di circa mille tonnellate, in pratica una nuova Cina.

C’è da ammettere però che anche la banca centrale russa ha messo del suo nel sostenere le quotazioni che altrimenti avrebbero subìto un ritracciamento di portate molto più ampie. Mosca ha approfittato del rafforzamento del rublo per accrescere le proprie riserve auree di 1,3 milioni di once, l’incremento più grande degli ultimi 18 anni. Le riserve auree russe nell’ultimo decennio sono quadruplicate, arrivando a 1.443 tonnellate.

Quali sono quindi gli scenari possibili per il prezzo dell’oro?

Oro: sembrano aprirsi spiragli, ma la situazione resta critica

Il prezzo dell’oro continua il trend negativo. Le quotazioni dopo le elezioni presidenziali statunitensi sono entrate in un canale ribassista che ha portato i prezzi a rompere al ribasso vari supporti. Al momento il metallo giallo si trova ai livelli di febbraio 2016 in area 1.160$.

In caso di continuazione del ribasso il prossimo supporto sarà quello fondamentale in area 1.140$. Per tale livello passa la trendline del canale ribassista, la trendline ribassista di lungo periodo e il supporto di lungo periodo. Tale area servirà da test alle quotazioni, in caso di rottura al ribasso si potrebbe innescare una nuova ondata di vendite.

Il test del supporto potrebbe arrivare la prossima settimana con il probabile incremento dei tassi da parte della Fed. In caso di tenuta del supporto, unito ai rischi politico economici derivanti dal mercato potrebbe arrivare un primo leggero rimbalzo.