Il Financial Times attacca Letta: è in letargo

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Il Financial Times attacca Letta: è in letargo

Il Financial Times attacca Enrico Letta denunciando al contempo il letargo di un governo che dalle recenti elezioni amministrative ne è uscito rafforzato. Sì, perché con la sconfitta di Berlusconi e la débacle del Movimento 5 Stelle, tornare a nuove elezioni adesso, come potrebbe essere nei progetti del Cavaliere, sarebbe un suicidio. Letta può dunque sorridere, ma finora, secondo il Financial Times, non ha fatto nulla per risolvere la delicata situazione italiana.

Le cause del crollo del Movimento 5 Stelle

Significativo è il crollo del M5S, le cui cause sono da additare prevalentemente all’esagerato protagonismo di Grillo, alla mancata decisione di sostenere un qualunque tipo di governo di coalizione e a un calo vistoso del populismo: gli italiani sono stanchi, secondo il quotidiano britannico, e vogliono una ricetta che risolva la crisi finanziaria. Dunque, vogliono un governo del fare. Cosa che fino a oggi non c’è stata.

E’ una buona notizia che l’ondata di populismo frenetico che era disceso sull’Italia alle elezioni politiche sembra essere diminuita. Gli italiani vogliono soluzioni alla crisi economica. Finora sembrano disposti a dare a Letta e al suo governo il beneficio del dubbio.

Governare è difficile: l’esempio di Monti

Un tempo che per il Financial Times dovrebbe essere utilizzato in modo saggio dal governo. Ecco perché il quotidiano si scaglia contro il programma di Letta, considerato addirittura «una trilogia impossibile», che comprende il taglio delle tasse, l’aumento della spesa per l’istruzione e il raggiungimento degli obiettivi fissati da Bruxelles. Impossibile, per l’appunto. E dunque il FT chiama in soccorso un modello molto recente della politica italiana, relativamente alle riforme.

Governare comporta scelte difficili. Una lezione dall’esperienza del governo tecnico di Mario Monti è che le riforme non sempre pagano in termini di consenso popolare. C’è il rischio che la coalizione non durerà se Berlusconi verrà condannato in uno dei processi che deve affrontare.

Eppure, conclude il Financial Times, «nessuna giustificazione regge quando le riforme sono così urgenti». Occorre scendere giù dal letto e cominciare a fare. Per evitare quegli spettri pericolosi e inquietanti che si aggirano sul Parlamento.