Gianfranco Fini indagato per riciclaggio, tutti gli intrecci oscuri della famiglia Tulliani

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Gianfranco Fini indagato per riciclaggio, tutti gli intrecci oscuri della famiglia Tulliani

Gianfranco Fini è stato raggiunto da un avviso di garanzia per riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta che sta indagando sugli affari della famiglia di Elisabetta Tulliani, moglie dell’ex politico.

Gianfranco Fini è stato raggiunto da un avviso di garanzia con l’accusa di riciclaggio.

Il provvedimento è dovuto all’indagine che la Guardia di Finanza sta portando avanti da diverso tempo sulla famiglia di Elisabetta Tulliani, moglie di Gianfranco Fini, a cui nel dicembre scorso sono stati sequestrati beni per un valore di 5 milioni di euro.

Gianfranco Fini si dice tranquillo e parla di un atto dovuto, ma la vicenda parte nel 2008 anno in cui avvenne la famosa compravendita dell’appartamento di Montecarlo, lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale dalla contessa Colleoni e poi acquistato da Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta.

Continuando ad indagare, la Guardia di Finanza ha scoperto quello che sembrerebbe essere un vorticoso giro di riciclaggio internazionale, che riguarderebbe la famiglia Tulliani e il re delle slot Francesco Corallo, arrestato assieme ad alcuni collaboratori lo scorso dicembre.

Gianfranco Fini ora è quindi ufficialmente indagato con l’accusa di riciclaggio. Una vicenda complessa, che riguarda soprattutto gli intrecci di affari della famiglia Tulliani, con tutto che iniziò con l’acquisto della casa di Montecarlo.

Gianfranco Fini indagato, la vicenda della casa di Montecarlo

Gianfranco Fini è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta che la Guardia di Finanza sta portando avanti sugli affari tra Francesco Corallo e la famiglia Tulliani. L’accusa per l’ex presidente della Camera è quella di riciclaggio.

L’avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, ieri come oggi.

Questo è stato il commento di Gianfranco Fini alla notizia dell’arrivo dell’avviso di garanzia, atto che era nell’aria dopo l’evolversi della vicenda giudiziaria. Lo scorso dicembre infatti era finito agli arresti l’imprenditore Francesco Corallo, con la Guardia di Finanza che aveva sequestrato beni per 5 milioni alla famiglia Tulliani.

Per Gianfranco Fini i guai iniziano nell’estate del 2010, quando esplode la grana relativa alla famigerata casa di Montecarlo. Quelli sono anche i mesi che sancirono il definitivo strappo tra l’ex leader di An e Silvio Berlusconi, con la fine del Popolo della Libertà e la nascita al posto di Alleanza Nazionale di Fratelli d’Italia, nuovo partito guidato da Giorgia Meloni.

La vicenda inizia nel giugno del 1999, momento della morte della contessa Anna Maria Colleoni, con la donna che lascia in eredità ad Alleanza Nazionale un appartamento a Montecarlo.

La casa di Montecarlo viene poi venduta dal partito per la cifra di 300.000 euro alla società Printemps, che poi si rivelerà essere una offshore. In affitto nel lussuoso appartamento ci va a finire Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta moglie di Gianfranco Fini.

Nasce un’indagine a riguardo, ma tutto viene archiviato in quanto la vendita della casa di Montecarlo, anche se avvenuta per una somma inferiore a quella di mercato, era comunque in linea con la somma per cui era registrata nei registri di Alleanza Nazionale.

Col tempo però si è scoperto che i soldi per finanziare l’acquisto della casa erano stati dati a Giancarlo Tulliani da Francesco Corallo, con il fratello della moglie di Fini che poi ha rivenduto l’appartamento alla cifra di 1.360.000 euro.

In pratica la famiglia Tulliani avrebbe acquistato grazie ai soldi di Corallo la casa di Montecarlo, per poi rivenderla ricavandone una plusvalenza di circa 1 milione di euro. Ma la circostanza sembrerebbe essere solo la punta di un iceberg.

Gianfranco Fini, la famiglia Tulliani e gli affari con Corallo

Lo scorso dicembre il re delle slot Francesco Corallo viene arrestato ai caraibi. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Oltre a Corallo, vengono arrestati anche i suoi collaboratori Rudolf Baetsen, Alessandro La Monica e Arturo Vespignani, oltre che l’ex parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, subito dopo scarcerato. Il totale dei soldi sottratti tramite una fitta rete di società offshore ammonterebbe a circa 250 milioni.

Sempre a dicembre la Guardia di Finanza sequestra nel prosieguo delle indagini beni per un totale di 5 milioni di euro a Sergio Tulliani e ai figli Giancarlo ed Elisabetta. L’accusa è quella di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.

Secondo le indagini, la famiglia Tulliani a partire dal 2008 avrebbe ricevuto tramite società offshore circa 6 milioni di euro da Francesco Corallo. Soldi che poi sarebbero stati usati dai congiunti di Gianfranco Fini in particolare per acquistare immobili a Roma.

Con l’avviso di garanzia ricevuto Gianfranco Fini ora è sempre più coinvolto in questa torbida vicenda, con l’ex presidente della Camera che spera di uscirne ancora indenne così come avvenne per la precedente inchiesta.

Mandato d’arresto per Giancarlo Tulliani

Il 20 marzo l’inchiesta vive un nuovo colpo di scena. Il gip Simonetta D’Alessandro ha firmato una richiesta d’arresto per Giancarlo Tulliani, il genero di fini, che però risulta irreperibile.

L’accusa è sempre quella di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’imprenditore Alessandro Corallo, oltre che all’iscrizione nel registro degli indagati anche di Gianfranco Fini.

Sotto indagine da parte degli inquirenti sono una serie di società offshore, che secondo l’accusa sarebbero serviti per trasferire ingenti somme di denaro prevenienti da attività illecite.

Giancarlo Tulliani attualmente è residente a Dubai, quindi il provvedimento di arresto non è stato eseguito in quanto il genero di Fini è di fatto al momento irreperibile.