Ftse Mib oltre i 19000 punti, ma l’incognita bancari resta. Analisi e previsioni

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Ftse Mib oltre i 19000 punti, ma l'incognita bancari resta. Analisi e previsioni

Ftse Mib in grande spolvero chiude l’ennesima settimana con il segno positivo. Resta alta però la tensione sui titoli bancari, quanto è alto il rischio?

Il Ftse Mib ha chiuso la settimana con segno positivo. Il listino milanese ha registrato un +0,11% anche nella giornata di venerdì con un recupero in extremis a fine seduta. La resistenza dei 19000 punti è stata rotta al rialzo, ma la violazione non sembra essere stata accompagnata dalla forza che serviva ai prezzi per continuare il rally, cosa attenderci dalla fine dell’anno?

Il 2016 ci ha abituati a dei colpi di scena inaspettati, ma Brexit, Trump ed il NO al referendum costituzionale potrebbero essere niente rispetto al rischio di contagio sistemico che sta correndo l’Italia grazie ad un sistema bancario in equilibrio precario. La vittoria del NO al referendum sembra non aver sfiorato il mercato e neppure il Governo, al momento il problema più grave solo gli istituti di credito in forte crisi che cercano disperatamente un appiglio per colmare i deficit.

Il taglio dei posti di lavoro attuato da Unicredite gli aiuti disperati ricercati da MPSsembrano non bastare, entrambi gli istituti ricorreranno infatti all’aumento di capitale che dovrà arrivare in tempi brevissimi.

Ftse Mib vola nonostante le difficoltà

Il Ftse Mib è ormai da fine novembre in forte rialzo. Il listino italiano continua ad aggiornare i massimi relativi seduta dopo seduta. Al momento, a quota 19.014 punti, si trova sui massimi di inizio anno e continuando di questo passo magari riuscirà anche a chiudere con una performance positiva un 2016 pieno di difficoltà e colpi di scena.

Al momento il Ftse Mib è trascinato al rialzo più o meno da ogni settore. Con l’accordo OPEC e il conseguente taglio della produzione i titoli del settore energetico sono tornati a salire con Saipemche si fa capitano di un settore che nell’ultimo periodo ha visto un periodo di forte crisi.

Anche il settore industriale e delle telecomunicazione sembra aver ritrovato un periodo di grande forza. A preoccupare il mercato delle telecomunicazione è però la scalata ostile arrivata su Mediaset dall’azienda francese Vivendi. Il crescente interesse francese per le aziende italiane sembra non essere visto di buon occhio né dalla parte degli industriali né da quella degli azionisti.

A preoccupare maggiormente però resta il settore bancario in forte crisi. La vittoria del NO al referendum, le dimissioni del premier e le voci circa una potenziale uscita dall’UE sembrano passare in secondo piano rispetto alla crisi che sta passando il settore bancario. Durante la settimana MPS ha deciso di ricorrere nuovamente al mercato con la conversione dei bond e l’aumento di capitale, il tutto però da finalizzare entro fine anno. Stessa decisione presa anche da Unicredit, dopo il taglio dei posti di lavoro ha optato per un aumento di capitale da 13 miliardi.

In caso di fallimento dei piani però sembra esserci già pronto un intervento statale che porterebbe però gravi conseguenze sui mercati finanziari con alto rischio di contagio. Gli operatori, pur mantenendo una buona dose di ottimismo riguardo la vicenda si aspettano una fine dell’anno che si preannuncia quindi molto adrenalinica.

Ftse Mib: scenario tecnico e previsionale

Lo scenario di fondo sul Ftse Mib resta ribassista nonostante il forte allungo avuto nell’ultimo mese. Al momento la performance per il 2016 resta negativa a causa del forte crollo avuto all’inizio dell’anno.

Dall’analisi grafica possiamo notare come i prezzi siano andati a prendersi una resistenza dopo l’altra con grande forza. Il difficile test dei 19000 punti sembra però aver frenato il rialzo almeno per il momento. Su tale area passa anche la trendline ribassista di lungo periodo su cui i prezzi sembrano aver rimbalzato perfettamente.

Dopo il forte allungo dei giorni scorsi l’attuale candela di indecisione porta a pensare ad un rallentamento negli acquisti da parte degli operatori vista la difficile situazione dei titoli bancari che dovrà essere risolta entro la fine dell’anno.

Nel caso in cui i piani di salvataggio dovessero andare in porto, con la rottura al rialzo della trendline ribassista ed il consolidamento al di sopra dei 19000 punti, i prezzi potrebbero tranquillamente spingersi più in alto arrivando entro fine anno alla soglia dei 20000.

In caso contrario invece difficile formulare previsioni in quanto dipenderà da come si risolverà il caso bancari e dall’eventuale ampiezza del fallimento con conseguente contagio.