Forex, euro-franco svizzero: le previsioni 2017. Guerra al ribasso tra SNB e BCE

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Forex, euro-franco svizzero: le previsioni 2017. Guerra al ribasso tra SNB e BCE

Il cambio euro-franco svizzero si avvia a chiudere un 2016 in leggero calo e caratterizzato da pochi scossoni: vediamo quali sono le previsioni di EUR/CHF per il 2017.

Il cambio euro-franco svizzero si avvicina alla chiusura dell’anno mantenendosi stabile al di sotto di quota 1,08 e proseguendo quindi un leggero trend ribassista.

Le previsioni per il 2017 sono strettamente correlate alle vicende politiche interne all’Eurozona e al ruolo che la moneta unica si ritaglierà all’interno del Forex, se indebolita o rafforzata dai numerosi test che attendono i paesi della Comunità, fattori che influenzeranno allo stesso modo il cambio euro-sterlina.

La Swiss National Bank osserva l’evoluzione delle vicende Brexit e Trump mantenendosi cauta, nella convinzione di continuare la politica di allentamento e di tassi negativi che sta portando avanti.

Dopo aver visto le previsioni di dollaro-yen, capiamo ora che 2017 attende il cambio euro-franco svizzero.

Forex, euro-franco svizzero: gara di prudenza tra SNB e BCE, rischio ribasso per EUR/CHF?

Il cambio euro-franco svizzero ha sfiorato nel febbraio di quest’anno quota 1,12, prima di venire giù in maniera graduata e costante fino all’attuale 1,07.

Il range di prezzo relativamente stretto frequentato in questi mesi lascia aperte molte strade per quelle che sono le previsioni per il 2017, nel quale saranno più gli eventi politici che non le gestioni monetarie a determinare i trend.

La Swiss National Bank ha tutta l’intenzione di mantenere la sua politica espansiva, come testimoniato dallo stesso governatore alla CNBC, viste le incertezze che continuano a persistere all’interno dell’Eurozona.

Le aspettative sono quindi di un mantenimento dei tassi di interesse nell’attuale territorio negativo (-0,75%), decisione già confermata nell’ultima riunione in seguito al rialzo dei tassi da parte della Fed.

Questo sarà necessario per la SNB al fine di aiutare l’economia nazionale a riprendersi, viste le stime in calo per l’inflazione (già negativa), e il ruolo ancora troppo forte del franco svizzero sul mercato.

Le stime di tre rialzi dei tassi da parte della Fed nel 2017 sono un segnale positivo anche per la Svizzera, nella speranza di una ripresa generale, di una perdita di valore della propria valuta e di politiche isolazioniste non eccessive da parte di Trump, che potrebbero danneggiare le prospettive del paese.

Il franco quindi dovrebbe mantenersi poco forte durante il corso del 2017, almeno questa è l’intenzione della SNB, sebbene il problema è che nel confronto con l’euro potrebbe in ogni caso uscirne vincitore.

Il trend che va avanti da mesi è ribassista e i test elettorali di Olanda, Francia e Italia nel 2017 saranno duri banchi di prova per l’Eurozona e la moneta unica, vista la crescente rilevanza che stanno assumendo i movimenti populisti e indipendentisti.

In questo contesto il prolungamento del QE da parte della BCE non offre neanche da un punto di vista monetario grandi possibilità di ripresa, se non dal momento in cui Draghi avvierà il processo di tapering, sebbene sia ancora da capire quando questo avverrà.

La SNB sembra tuttavia intenzionata a frenare eventuali ribassi troppo spinti del cambio euro-franco svizzero, situazione che lascia il presagio di un 2017 molto simile a quello che è stato l’andamento nel 2016:

I ritracciamenti di Fibonacci rappresentati in figura hanno come riferimento il minimo storico toccato nel 2015 a 0,97, dopo l’infelice evento causato dalla SNB, e il massimo di febbraio in prossimità dell’1,12.

Risalta subito agli occhi l’importanza del livello di 23.6, prima supporto e poi resistenza nel corso del 2016, oltre alla zona di supporto compresa tra il 38.2 e quota 1,062, evidenziata in verde.

Il trend ribassista descritto dalla trendline negativa sembra avere proprio questa come area target e, un eventuale suo abbattimento, aprirebbe le porte dell’1,05 e del 50.0 di Fibonacci.

Il contenuto range di prezzo frequentato negli ultimi 18 mesi, unito all’intenzione della SNB di non arrivare ad un franco troppo forte, sono tuttavia elementi che limitano le prospettive ribassiste, destinate a trovare nell’area in azzurro una forte zona di supporto e accumulazione.

Se invece la moneta unica dovesse rafforzarsi e rompere il trend ribassista e la trendline in rosso, le prospettive sarebbero di un ritorno ai massimi di quest’anno a 1,12, con molta strada libera al di là di quell’unico ostacolo.

Gli oscillatori evidenziano un 2016 poco volatile, con il MACD sempre molto vicino allo zero e un RSI poco incisivo, segnale che potrebbe perdurare e garantire un tasso di volatilità contenuto almeno nella prima parte del 2017.