Attentato Borussia Dortmund: non è stato un terrorista ma uno speculatore in Borsa

icon calendar icon person
Attentato Borussia Dortmund: non è stato un terrorista ma uno speculatore in Borsa

Attentato di Dortmund: l’indiziato numero uno è un informatico russo che avrebbe attentato alla vita dei giocatori per guadagnare dal crollo del titolo in Borsa.

Si è chiuso il cerchio intorno all’attentato al pullman del Borussia Dortmund della scorsa settimana. Isis? Estremismo islamico salafita? Macché. L’indiziato, al momento trattenuto dalla polizia tedesca, sarebbe un informatico con la perversione del trading in Borsa.

Sergej W, un 28enne russo, avrebbe attentato alla vita dei giocatori della squadra tedesca nella speranza di un crollo del titolo della squadra in Borsa. Il perverso trader avrebbe shortato contro il titolo Borussia, quotato a Francoforte, scommettendo una cifra vicina ai 70 mila euro. In caso di crollo il ritorno sull’operazione sarebbe stata vicino alla cifra monstre di 3 milioni di euro. Un’ipoteca sulla vita raggiunta col sangue (per fortuna poco).

Tanto è bastato alla Comdirect, la banca che ha autorizzato la transazione, per avvertire la polizia locale. L’istituto, infatti, resosi conto dell’anomalia - convinto si trattasse di un’operazione di riciclaggio - ha denunciato l’accaduto portando all’attenzione degli inquirenti l’identità del folle Sergej W, il quale alloggiava in un albergo nei pressi dello stadio in cui era in programma il match.

Attentato al pullman del Borussia: quale impatto in Borsa?

Sergej W, abile anche con l’elettronica (il che la dice lunga sulla costruzione degli ordigni esplosi lo scorso 11 aprile), sperava in un crollo del titolo in borsa al fine di raggiungere lauti guadagni. Una logica speculativa, tipicamente borsistica.

L’unica differenza, non trascurabile, sta nel metodo: Sergej W sperava di creare il panico attraverso lo stragismo omicida. Se di crollo non si è trattato, le azioni della squadra hanno comunque registrato una fase ribassista all’apertura delle contrattazioni lo scorso 12 aprile.

Un gesto che lascia sgomenti, non già per l’efferatezza (a cui l’estremismo islamico sta abituando l’Europa in questo periodo storico, ad esempio) quanto per la banalità del male del suo esecutore. Shortare, scommettere al ribasso per guadagnare, era questo l’obiettivo.

Attentato al pullman del Borussia: Isis? Questa volta no

Un altro aspetto che fa riflettere in questa vicenda è il fatto che, come era ovvio che accadesse, le autorità tedesche si sono dapprima concentrate sulla pista islamica, come se il pervertimento del pensiero religioso esercitato dall’Isis avesse il monopolio della violenza stragista.

Sergej W, al momento in custodia cautelare, ha destato fin da subito innumerevoli sospetti, tanto da spingere gli inquirenti a concentrarsi sulla pista del cane sciolto o, se vogliamo, dello psicopatico a piede libero.

Schiamazzi e discussioni avute presso l’Hotel in cui alloggiava nonché la scelta di effettuare la transazione sfruttando la rete wi-fi dell’Hotel ha portato Sergej direttamente tra le braccia delle autorità, meritevoli di aver vagliato ogni possibile strada.