Costi della politica: il M5S pubblica gli stipendi e accusa: “nessuno vuole tagliare, ma parliamo di 784 milioni”

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Costi della politica: il M5S pubblica gli stipendi e accusa: “nessuno vuole tagliare, ma parliamo di 784 milioni”

784 milioni di euro l’anno, questa sarebbe la cifra che ogni anno i cittadini italiani spendono per stipendiare parlamentari, pensionati e dipendenti di Montecitorio. Si, avete capito bene: settecentoottanta milioni di euro.

La cifra, contenuta all’interno del dossier redatto da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, si riferisce ai costi della Camera
.
Come se non bastasse, i grillini, per voce di Riccardo Fraccaro, membro dell’ufficio di Presidenza e del comitato per gli Affari del personale attacca gli altri partiti, sostenendo che, benché le proposte di riduzione siano apparentemente avallate da tutti, la realtà è un’altra:

“Il problema è che non hanno intenzione di essere efficaci veramente, ma vogliono fare scelte di facciata. Ho chiesto di vedere i curriculum, ma si sono opposti Pd e Sel. La Boldrini ha scelto invece di pubblicare le curve retributive fino al 35esimo anno di carriera, ma si tratta di una presa in giro: gli stipendi aumentano automaticamente e senza merito. Inoltre questo intervento non intacca i diritti acquisiti e i tagli si applicheranno solo ai futuri dipendenti e per quelli attuali non è stata accettata neppure l’introduzione di un tetto massimo. “

Insomma nonostante tutti gli annunci in pompa magna dei mesi scorsi, nessuno avrebbe intenzione di toccare gli attuali stipendi, tanto da portare i deputati del Movimento 5 Stelle a parlare di vera e propria “malafede”.

La denuncia dei 5 Stelle

Riccardo Fraccaro non le manda certo a dire e racconta tutti gli ostacoli affrontati per ottenere i dati ufficiali. Gli fa eco lo stesso Beppe Grillo all’interno del suo blog:

“Fraccaro ha chiesto di conoscere il trattamento retributivo nominativo percepito mensilmente da tutti i dipendenti appartenenti alle diverse qualifiche. Gli è stato risposto che in capo al deputato non esiste un interesse giuridicamente rilevante alla conoscenza dei dati”.

Nelle ultime ore il deputato grillino è riuscito ad ottenere qualche risposta, e ha quindi deciso di pubblicare il dossier prima di sottoporre la questione all’ufficio di Presidenza.

784 milioni

Una cifra assurda che ogni anno viene spesa per stipendi e pensioni di dipendenti e parlamentari, di questi, 280 coprirebbero la sola voce costo del personale.

Scendendo più nel dettaglio, attualmente si contano 1.521 dipendenti in servizio a Montecitorio, divisi in cinque livelli:

  • dipendenti di 5°livello: sono in tutto 183 e guadagnano, a fine carriera 400 mila euro lordi (ovviamente l’anno). Ognuno di essi comincia guadagnando in media quasi 3000 euro netti al mese e ogni due anni scatta l’aumento. A questo si aggiunge anche l’indennità di funzione che varia da 3900 a 600 euro al mese.
  • Dipendenti di 4°livello: 293 persone che con lo stesso meccanismo di aumento, partono guadagnando 1.800 euro al mese (+ l’indennità di funzione) e terminano la carriera con un stipendio di oltre 200 mila euro annui.
  • Dipendenti di 3°livello: 777 impiegati che guadagnano nel corso della loro carriera da 41 mila a 167 mila euro (+ indennità di funzione) l’anno.
  • Dipendenti di 2°livello: sono 262 e percepiscono dai 40 mila ai 156 mila euro lordi di stipendio (anche in questo caso vale il meccanismo dell’aumento ogni 2 anni).
  • Dipendenti di 1°livello: ne risulta solo uno e guadagna dopo 25 anni di carriera, 35.644 euro lordi l’anno.
  • All’interno del Dossier i deputati sottolineano come l’aumento di stipendio che si verifica ogni due anni, non venga conferito in base al merito del singolo dipendente, bensì “scatti automaticamente”.

Per quanto riguarda gli altri costi poi ce n’è per tutti i gusti: 400 mila euro di stipendi apicali per i consiglieri, 30 milioni di euro l’anno per l’affitto degli immobili, 9 milioni di euro volti a stampare gli atti parlamentari e chi più ne ha più ne metta.

La proposta dei 5 Stelle

Trasparenza e tagli. Questi sono i pilastri su cui si fonda la proposta del Movimento 5 Stelle volta a ridurre in maniera considerevole i costi della politica. Ma, a detta loro, qualsiasi istanza presentata sinora è stata “insabbiata”, ma loro non si arrendono.

L’intenzione è infatti quella di riassumere tutte le proposte fatte in passato e quelle provenienti dallo studio del dossier e di presentare un pacchetto di misure diretto per via preferenziale all’Ufficio d Presidenza.