Cosa sono i futures e come funzionano

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Cosa sono i futures e come funzionano
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Cosa sono i futures? Tutto quello che c’è da sapere su questo strumento derivato molto utilizzato in borsa e sui mercati finanziari in generale.

Cosa sono i Futures? Spesso ci siamo trovati a porci questa domanda, dal momento che spesso sentiamo parlare di indici su Futures, mini Futures e dei futures in borsa.
Questo strumento è infatti piuttosto popolare tra i trader che operano in Borsa, dal momento che sono spesso usati per operazioni speculative.

Molti trader che operano con i derivati sui mercati finanziari investono attraverso l’utilizzo di Futures. Questo strumento, che appartiene appunto alla categoria dei derivati, permette a chi ne fa uso di operare in leva in quanto il contratto viene formato su un quantitativo di un bene sottostante.

I Futures sono dei contratti standardizzati, in quanto quotati in Borsa, che permettono all’acquirente di acquistare una quantità predeterminata di un bene sottostante ad un determinato prezzo e ad una scadenza prefissata.

I Futures possono avere come sottostante qualsiasi tipo di asset. Esistono infatti Futures su azioni, indici azionari, materie prime, beni di consumo e valute. I Futures vengono tipicamente utilizzati per fini di copertura da fondi di investimento e banche d’affari ma possono avere anche una funzione speculativa.

I loro molteplici utilizzi rendono i Futures uno strumento particolarmente amato dai trader e dagli investitori. Vediamo come funzionano e cosa sono questi strumenti derivati e per quale ragione sono tanto usati sulla Borsa italiana.

Futures: cosa sono?

Molte volte, per chi tenta un primo approccio in Borsa, capita di imbattersi in offerte dei broker riguardanti le commissioni su derivati e in particolare sui Futures.
A questo punto ci si trova a chiedersi: cosa sono i Futures?

I Futures altro non sono che un contratto a termine di tipo standardizzato, quindi negoziabile sulla Borsa valori, che permette a chi ne fa uso di operare in leva su un bene sottostante. Il contratto che verrà sottoscritto avrà una precisa scadenza temporale.

Caratteristica fondamentale dei Futures è proprio il fatto che siano scambiabili in Borsa poiché esiste uno strumento simile, il Forward, che invece è personalizzabile ed è scambiato solamente nel mercato Over The Counter.
La standardizzazione del Futures fa in modo che ne venga regolata la quantità di bene sottostante oggetto della transazione, la scadenza e il prezzo a scadenza.

Futures: come funzionano?

I Futures possono avere diversi tipi di attività sottostanti. Esistono Futures per beni reali come ad esempio le commodities o le azioni e per beni immateriali (chiamati financial Futures) come valute o indici azionari.

Si deve per forza arrivare a scadenza una volta acquistato il Futures? No. È possibile per entrambi le parti concludere l’operazione prima che si arrivi a scadenza del derivato acquistandone un altro di segno opposto alla posizione assunta.

Nel caso in cui si arrivi a scadenza, peraltro molto raro, chi svolge la parte dell’acquirente verserà la somma prefissata in cambio del sottostante che, se intangibile, verrà liquidato tramite il differenziale accumulato della posizione.

Futures: il ruolo della Clearing House

Quest’ultimo punto viene regolato dalla Clearing House, soggetto terzo che si occupa della contabilizzazione delle operazioni di Borsa (in Italia è la Cassa di Compensazione e Garanzia).

La Clearing House al momento dell’apertura del Futures incassa da entrambi le parti (long e short) i margini di garanzia e i saldi di posizione che variano durante il tempo. Di volta in volta la Clearing House registrerà le variazioni delle posizioni delle parti spostando i margini e il saldo a favore della parte in gain (a sfavore di quella in perdita).

Futures: le finalità d’uso

I Futures, come gli altri tipi di derivati, nascono con il fine di copertura di una posizione. Le grandi banche, così come i fondi di investimento e le aziende, utilizzano questo strumento per coprire una posizione su un bene.

Si pensi ad una compagnia petrolifera che ha acquistato un tot di barili di petrolio. Per proteggersi dal rischio di ribasso delle quotazioni, la compagnia può vendere contratti futures sul mercato delle commodity in modo da tutelarsi su eventuali ribassi del prezzo del greggio.

I Futures tuttavia possono anche essere utilizzati per fini speculativi visto che permettono un’operatività in leva e i diversi tipi che esistono (micro, mini e Futures intero, la differenza sta nell’ammontare di attività sottostante comprata).

In Italia è possibile acquistare o vendere i Futures sul mercato IDEM (Italian Derivatives Market) gestito da Borsa Italiana e creato appositamente nel 1994.

Futures: vantaggi e limitazioni dell’investimento

Questo tipo di contratti ovviamente hanno dei pro e dei contro per la sottoscrizione e operare con i Futures non sempre può essere una buona idea. Vediamo prima di tutto i vantaggi di questo tipo di prodotti:

  • si può operare a leva
  • si può operare direttamente sugli indici;
  • è più semplice prendere posizioni corte;
  • elementi contrattuali standardizzati;
  • alta liquidità;
  • rischio di credito nullo.

Ovviamente ci sono anche degli svantaggi ad usare questo tipo di strumenti finanziari, come per ogni tipologie di investimento si devono infatti sempre prendere anche in esame le problematiche che comporta la sottoscrizione.
Gli svantaggi dei Futures sono i seguenti:

  • impossibilità di sfruttare le fasi di mercato laterale, molto diffuse in questi periodi;
  • la posizione che si prende deve essere “dosata” e non si può cambiare idea una volta sottoscritto il contratto;
  • impossibilità di creare strategie complesse, dal momento che si sottoscrive un contratto con scadenza precisa e regole stabilite.