Cosa sono i Titoli strutturati? Caratteristiche e tipologie

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Cosa sono i Titoli strutturati? Caratteristiche e tipologie
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Titoli strutturali: cosa sono e come funzionano. Tutte le informazioni su questi complessi strumenti finanziari.

I titoli strutturati sono strumenti finanziari complessi: incorporano all’interno di uno strumento di debito di tipo tradizionale un contratto derivato, solitamente di tipo opzionale.

Diversamente dai titoli obbligazionari tradizionali, le due componenti di un titolo strutturato, ovvero obbligazionaria e derivata, sono fuse all’interno di un unico strumento finanziario. Elemento caratteristico dei titoli strutturali.

I titoli strutturali possono essere a capitale garantito, nel caso in cui i flussi di pagamento per interessi siano indicizzati all’andamento del parametro sottostante alla componente derivata.
In alternativa possono essere a capitale non garantito e in questo caso il valore di rimborso può risultare inferiore a quello di sottoscrizione.

Dal punto di vista degli emittenti, il mercato degli strutturati è di dominio quasi esclusivo di banche, istituzioni finanziarie ed enti sovranazionali.
In base poi alla natura del parametro sottostante i titoli strutturati vengono suddivisi in varie categorie. Di seguito sono analizzate le tipologie principali.

Tipologie di titoli strutturali

Abbiamo visto cosa sono i titoli strutturali e qual è la loro caratteristica. Analizziamo adesso le varie tipologie di titoli strutturali e le caratteristiche specifiche di ciascuna.

1) Titoli reverse floater

Un tipo di titolo strutturato a cedola variabile è rappresentato dai reverse floater: titoli il cui rendimento è legato in maniera inversa all’andamento dei tassi di interesse di riferimento.

Si tratta generalmente di obbligazioni a lungo termine che pagano delle cedole fisse iniziali più elevate rispetto ai tassi correnti di mercato. Successivamente l’acquirente percepisce un tasso variabile dato dalla differenza tra un tetto massimo predefinito e spesso molto elevato e un tasso variabile che potrebbe essere l’Euribor.

È possibile scomporre l’acquisto di un reverse floater in:

  • un titolo obbligazionario a lungo termine con cedola fissa;
  • un interest rate swap con data di decorrenza coincidente con la data di liquidazione dell’ultima cedola a tasso fisso del titolo;
  • una serie di interest rate cap di copertura.

La volatilità del prezzo del reverse floater è maggiore di quella di un normale titolo a cedola variabile con analoghe caratteristiche ed è quindi un titolo per investitori amanti del rischio.

2) Titoli index linked ed equity linked

Altra tipologia di titoli strutturati è rappresentata da obbligazioni a tasso fisso il cui valore di rimborso varia in funzione dell’andamento di una variabile di mercato: questa può essere rappresentata da azioni o gruppi di azioni nelle equity linked, oppure da un indice o un paniere di indici di mercati azionari nelle index linked .

Questi titoli sono composti da un’obbligazione zero coupon e da una o più opzioni standard o esotiche sulla media dei valori del sottostante registrati in determinate date.
Con l’acquisto di tali titoli l’investitore, a fronte di una cedola più bassa rispetto ai tassi correnti di mercato, beneficia degli eventuali rialzi dell’indice di riferimento.

Analoghe alle equity linked sono da ricordare:

  • le commodity linked: il parametro di indicizzazione è rappresentato da merci o metalli preziosi;
  • le forex linked: il parametro di indicizzazione è rappresentato dalle valute estere.

3) Titoli bull and bear

Tali titoli strutturali danno all’investitore il diritto, da una parte ad ottenere un rendimento fisso in base ad un determinato tasso e, dall’altra, ad ottenere un valore di rimborso dal capitale legato all’andamento della Borsa. L’emittente di tali titoli li scinde in due parti esattamente uguali: per una il prezzo di rimborso è legato all’andamento positivo della Borsa, (bull) per l’altra parte a quello negativo (bear).

4) Titoli drop-lock

I titoli drop-lock rappresentano una categoria particolare di titoli strutturati: incorporano un’opzione di conversione da tasso variabile a tasso fisso a favore dell’investitore. Questi titoli sono dotati infatti di un tasso minimo previsto come tutela del possessore del titolo.

Nel caso in cui i tassi di mercato scendano al di sotto della soglia prestabilita, l’investitore continua ad incassare cedole pari al livello minimo prefissato, quindi il titolo si trasforma da tasso variabile a tasso fisso.

5) Titoli callable e putable

I titoli callable e putable prevedono la possibilità di essere rimborsate anticipatamente, con la differenza che per le callable, la possibilità di rimborsare anticipatamente spetta all’emittente, mentre nelle obbligazioni putable, è l’investitore che ha la facoltà di chiedere il rimborso anticipato.

Le obbligazioni callable sono composte da una normale obbligazione a tasso fisso e un’opzione call a favore dell’emittente, voluta dall’emittente stesso per tutelarsi dalla discesa dei tassi di interesse.
L’acquirente di una opzione callable prevede una certa stabilità nell’andamento dei tassi e in particolare teme un rialzo dei tassi.

Le obbligazioni putable invece, sono composte da una obbligazione a tasso fisso e un’opzione put a favore del sottoscrittore.
L’investitore esercita la put in caso di aumento dei tassi di interesse perché può vendere le obbligazioni al prezzo contrattuale superiore al prezzo di mercato.

6) Titoli con cedola massima e/o minima

Si tratta di obbligazioni a cedola variabile in cui sono posti dei limiti per la salita o la discesa delle cedole. Queste limitazioni possono presentarsi alternativamente o anche contemporaneamente all’interno del titolo.

I titoli con cedola massima prevedono un limite massimo alla crescita delle cedole: oltre alla soglia stabilita il valore non può andare. Si tratta di una protezione a favore dell’emittente, che è esposto al rischio di rialzo dei tassi.

I titoli con cedola minima prevedono un limite alla diminuzione delle cedole. Questi titoli contemplano un valore minimo che protegge l’investitore del ribasso dei tassi di interesse.

7) Credit linked note

In questi titoli strutturali l’indicizzazione non è riferita ai flussi di cassa, ma al rischio di credito del titolo. I credit linked note racchiudono:

  • obbligazioni a cedola fissa
  • un credit derivative, ovvero un’assicurazione venduta dall’investitore all’emittente, che prevede una copertura legata al verificarsi di un particolare evento creditizio, come ad esempio l’insolvenza.

Nel caso in cui si verifichi l’evento creditizio, l’emittente del titolo ha il diritto di sospendere il pagamento delle cedole agli investitori.