Calderoli, Alfano e Berlusconi: ecco tutti i rischi per l’esecutivo. Ma Napolitano avverte: «Se cade Letta contraccolpi irrecuperabili»

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Calderoli, Alfano e Berlusconi: ecco tutti i rischi per l'esecutivo. Ma Napolitano avverte: «Se cade Letta contraccolpi irrecuperabili»
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E’ in occasione dell’ annuale cerimonia di consegna del «ventaglio», tenutasi al Quirinale di fronte all’associazione della stampa parlamentare, che il Presidente della Repubblica si è espresso sui recenti fatti che hanno scosso la politica italiana negli ultimi giorni.

Imu, Iva, disoccupazione e impegni europei sono stati offuscati da problemi e dinamiche di carattere prettamente politico che, minando la stabilità del governo, hanno rallentato l’esecutivo sulla strada delle riforme utili al paese. Ed è con il consueto invito ad abbassare i toni e placare le polemiche che Giorgio Napolitano ha cercato di gettare acqua sul fuoco e assicurare la solidità del governo Letta avvertendo: «se cade Letta contraccolpi irrecuperabili».

Calderoli, Alfano e Berlusconi

I recenti fatti, che interessano membri del governo o delle forze politiche che lo sostengono rendono sempre più in salita la strada delle riforme di cui il paese necessiterebbe. E’ di pochi giorni fa l’ultima impresa del leghista Calderoli che nel corso di un convegno del suo partito ha paragonato il Ministro Kyenge ad un orango. Sul vice Presidente del Senato, non nuovo a commenti dal sapore razzista spacciati per umoristici, sono piovute critiche da molti esponenti politici che ne hanno chiesto le dimissioni. In realtà dopo delle scuse, la vicenda ha ispirato solo una vasta gamma di vignette, ma non l’indignazione che un offesa del genere rivolta ad Ministro della Repubblica forse avrebbe dovuto scatenare in tutta l’opinione pubblica e nei corridoi del Parlamento. Già in questa contingenza si può notare quindi una pacata reazione da parte del Governo, che ha chiesto le dimissioni del Ministro Josefa Idem per questioni fiscali, ma che non si può permettere di perdere il sostegno della Lega che probabilmente si porterrebbe dietro anche il Pdl.

Altro pesante colpo alla reputazione italiana agli occhi internazionali è la vicenda Kazaka. Questa volta il protagonista è il vice presidente del consiglio Angelico Alfano coinvolto in una specie di spy story, la cui ricostruzione davanti al parlamento non ha convinto fino in fondo. A pagare per la contorta vicenda dell’espulsione dal nostro paese della moglie e della figlia del dissidente Ablyazov, al momento è stato solo il capo di gabinetto di Alfano, Giuseppe Procaccini che ha presentato le sue dimissioni.

Domani si voterà quindi per la mozione di sfiducia nei confronti del vice premier, a difesa del quale si è schierato compatto il Pdl, ma anche il premier Enrico Letta evidenziando maggiormente le crepe del partito democratico, nate appena si è iniziato a parlare di Congresso. La mossa di Letta è, per quanto criticabile, comprensibile dal punto di vista politico. Il Presidente del Consiglio sta cercando di evitare il collasso del governo che aumenterebbe ancora più l’incertezza dell’intero paese agli occhi dei mercati internazionali dai quali, ricordiamolo, dipende parte della stabilità economica del paese.

Ammesso che l’esecutivo riesca ad uscire incolume da queste due vicende, sarà costretto ad affrontare a fine mese gli scossoni che arriveranno dal Pdl impegnato nella difesa accanita di Silvio Berlusconi alle prese con l’ultimo grado di giudizio per il processo Mediaset.

Napolitano: il Governo deve andare avanti

Una presa di posizione netta quella di Giorgio Napolitano. «Il governo deve andare avanti», è in sostanza il riassunto del discorso che il Presidente della Repubblica ha tenuto davanti alla stampa parlamentare. E nei giorni scorsi si aspettava proprio una presa di posizione, un monito, un segnale dal Quirinale silente, sui recenti fatti politici, che tanto hanno agitato le acque in Parlamento.

Se viene messa a repentaglio la continuità di questo governo i contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili

Questo il secco monito arrivato oggi dal Quirinale che non lascia ulteriori margini alle polemiche scoppiate dopo il caso Kyenge e Shalabayeva.

Il Presidente ha ricordato il

il periodo è inquieto con rischi di paralisi, e quello che deve anche oggi avere il primo posto nella nostra attenzione collettiva, per le istituzioni e per i partiti, è la criticità delle condizioni economiche e sociali del nostro Paese

Napolitano ribadisce quindi l’importanza di proseguire con le riforme proposte dall’esecutivo riguardo questioni come l’Iva, l’Imu e la disoccupazione. Basta giochetti di partito e strategie politiche che comprometterebbero la stabilità del paese, il «governo deve andare avanti», lo dice il Presidente.