Bill Emmott: Italia, presto nuove elezioni? Le 3 priorità dei partiti al governo (FT)

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Bill Emmott: Italia, presto nuove elezioni? Le 3 priorità dei partiti al governo (FT)

Traduciamo dal Financial Times il contributo di Bill Emmott, giornalista co-autore del documentario sull’Italia: «Girlfriend in a Coma».

Italia: presto nuove elezioni

Quando si tocca il fondo, è inutile continuare a scavare. Nell’aria c’è vento di cambiamento.

Sì, è un miscuglio di metafore vecchie e trite, ma che ben riassume il messaggio, del tutto giustificato, lanciato lunedì alla classe politica Italiana da un uomo stanco e vecchio: bisogna affrontare la realtà, ha detto, portare a compimento le riforme rimandate da troppo tempo; dire la verità.

C’è solo una cosa che Napolitano ha tralasciato nel suo discorso di re-inaugurazione: preparatevi a combattere per nuove elezioni, e fatelo in fretta.

Atto di accusa della politica italiana

Il fatto che l’ottantasettenne in carica sia stato pregato di abbandonare il pensionamento ed accettare un secondo mandato di sette anni, un evento del tutto senza precedenti nella storia, è un devastante atto di accusa della classe politica italiana. Soprattutto perché tutto questo accade dopo le elezioni di febbraio che non hanno restituito un governo al paese, e a seguito di 5 scrutini al parlamento per la nomina di un nuovo capo di stato.

Peggio ancora, siamo davanti alla prova tangibile dell’esistenza di quell’idea popolare che la classe politica sia asservita ai propri bisogni e antiquata. La stessa su cui ha fatto leva Beppe Grillo, acerrimo nemico dei vecchi partiti, assieme al suo movimento nato su internet, il Movimento 5 Stelle.

Grillo e l’implosione del PD

Tenere testa a Grillo non è facile. Il fatto che il suo movimento sia partito da zero quattro anni fa per arrivare al 25% alle elezioni di febbraio è stato un vero shock, al punto che potrebbe rivelarsi il precursore di altre campagne anti-politica altrove in Europa.

I parlamentari del M5S si stanno rivelando ostinati e non cooperativi e, prendendole alla lettera, le parole di Grillo possono rappresentare una minaccia sia per l’Euro, sia per la democrazia rappresentativa in sé.

Ciò nonostante, la risposta a ciò che davvero rappresenta l’avanzata di Grillo, cioè un disperato bisogno di cambiamento, di nuovi volti e nuove generazioni di leader, è stata un vero disastro.

L’assunto di base, che in particolare attraversava il Partito Democratico, era che l’inesperto Grillo avrebbe facilmente perso popolarità, giocando male la sua carta. Allo stesso tempo, i suoi nuovi 163 parlamentari avrebbero immediatamente iniziato a confluire verso gli altri partiti. In questo modo l’ex comico sarebbe stato bluffato e condotto all’auto-distruzione.

Al contrario, la distruzione si è materializzata all’interno del Partito Democratico che è letteralmente imploso. Una soddisfazione personale di Silvio Berlusconi il cui partito gli rimane devoto.

Ma il vero vincitore è stato Grillo che ha giocato le sue carte da vero professionista, fatta eccezione per l’annuncio di una «marcia su Roma» rievocativa di Mussolini.

Tre priorità per il nuovo governo

A questo punto il quesito è se davvero la classe politica darà ascolto alle parole di Napolitano e si preparerà a cogliere la sfida. Molto probabilmente, nei prossimi giorni si costituirà un governo, una grande coalizione di destra e sinistra, capeggiata da una figura quanto più possibile neutrale e inoffensiva.

Il pericolo è che questa situazione possa far presagire un altro tentativo di allontanamento dalla realtà e un nuovo modo per guadagnare tempo da parte della classe politica.

I partiti del nuovo governo dovranno fare tre cose estremamente importanti.

1. Affrontare le nuove realtà

  • La nuova realtà politica è che gli elettori si stanno ribellando contro la vecchia guardia e chiedono rinnovamento.
  • La nuova realtà economica è che davanti ad una recessione profonda e al tasso di disoccupazione giovanile da record, gli elettori si ribellano contro i messaggi fatti di austerità fiscale, per altro privi di speranza.

Nello specifico, per la sinistra, questo significa saltare una generazione e dare spazio a Matteo Renzi, il sindaco trentottenne di Firenze, un ribelle positivo che parla con un linguaggio simile a Tony Blair. Questa settimana, le elezioni nel Friuli-Venezia-Giulia hanno dimostrato che un candidato democratico che esemplifica il rinnovamento può dimezzare i voti a Grillo. Nello specifico si tratta di una donna di 42 anni (Debora Serracchiani).

2. Agenda conforme alle richieste degli elettori

Il nuovo governo dovrà impegnarsi a stilare una breve e decisa agenda di riforme che rispondano alla legittima rabbia degli elettori che hanno votatoGrillo.

Tra queste dovrebbero assolutamente esserci:

  • Una legge elettorale che metta fine all’anti-democratico «premio di maggioranza» per i posti vinti dai partiti più grandi;
  • Importanti tagli al numero dei parlamentari, dei distaccamenti del governo e degli altri costi della politica.

3. Prepararsi a nuove elezioni, subito

Dopo aver abbozzato queste riforme, i partiti dovrebbero ambire a combattere per nuove elezioni entro l’anno. I timori riguardano la possibilità che tornando al voto, Grillo possa ottenere ancora più poteri o, il cielo non voglia, gli elettori tornino tra le braccia sempre aperte di Berlusconi.

Aspettare e non rispondere agli elettori renderà questi scenari sempre più probabili. Una strategia di pie illusioni, non è affatto una strategia.

Traduzione italiana di Federica Agostini Fonte: Financial Times

L’autore: chi è Bill Emmott?

Bill Emmott è un giornalista e saggista britannico, co-autore di un recente documentario sulla «malattia terminale» dell’Italia dal titolo «Girlfriend in a Coma».

  • Il trailer del documentario: