Azioni Unicredit: conviene comprarle? Le prospettive per il 2017

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Azioni Unicredit: conviene comprarle? Le prospettive per il 2017
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Azioni Unicredit da comprare nel 2017? Il nuovo piano industriale è piaciuto al mercato e ad alcuni analisti. Emergono criticità per il sistema bancario italiano sul fronte Npl.

Azioni Unicredit: conviene comprarle dopo il piano industriale? Come sarà il 2017 - Entro marzo Unicredit varerà un maxi aumento di capitale da 13 miliardi di euro. L’operazione - prevista dal piano industriale al 2019 - in realtà vale 20 miliardi se si tengono in considerazione i proventi delle cessioni della controllata polacca Bank Pekao, del 30% di Fineco e dell’asset manager Pioneer.

Fino all’assemblea del 12 gennaio l’amministratore delegato del gruppo, Jean Pierre Mustier, sarà impegnato in un tour in Italia e all’estero per illustrare a dipendenti e potenziali investitori internazionali i punti di forza del nuovo piano, che si basa su un robusto taglio dei costi (14mila esuberi su un totale di 101mila) e punta a raggiungere 4,7 miliardi di utili nel 2017 e una redditività del 9%.

Il mercato ha subito gradito il piano industriale targato Mustier. Il giorno della presentazione (il 13 dicembre) le azioni Unicredit sono salite infatti del 16%. Positivo anche il responso di diversi analisti.

Quelli di Deutsche Bank, infatti, hanno confermato il rating buy sulle azioni Unicredit, alzando il prezzo obiettivo da 2,9 a 3,8 euro.

Al momento a Piazza Affari le azioni Unicredit si muovono in territorio positivo a +1,36% a quota 2,842 euro. Il titolo Unicredit è stato inserito da Banca Imi nella lista dei best picks 2017 insieme ad Anima Holding, Autogrill, Diasorin, ENI, Ferrari, FCA e Generali.

Azioni Unicredit: concorrenti non gradiscono piano su Npl

Tuttavia i concorrenti di Piazza Aulenti non hanno gradito la pulizia di bilancio messa in cantiere da Unicredit, dal momento che questa operazione implicherebbe una drastica riduzione del valore delle sofferenze.

L’istituto guidato da Mustier - che sta per avviare una cartolarizzazione di 17,7 miliardi di Npl tramite due accordi con Fortress e Pimco - porterà la copertura a circa il 75% del valore nominale e questo potrebbe indurre le altre banche a effettuare nuove svalutazioni. Secondo la parigina Exane

“gli indici di copertura sugli Npl non si possono standardizzare per tutte le banche in quanto i collaterali sono molto diversi. I valori di recupero sono inoltre molto più bassi quando gli Npl si vendono”.

Unicredit: Mustier alla ricerca di nuovi investitori

La banca del futuro immaginata da Mustier avrà quattro cuori pulsanti: Italia, Germania, Austria ed Europa centro-orientale.

Per trovare nuovi potenziali investitori internazionali, il CEO di Unicredit si rivolgerà soprattutto verso gli Stato Uniti, visto che metà dell’azionariato della banca italiana è a stelle e strisce, a partire da Capital Research (primo socio con circa il 6,7%), seguito da BlackRock (che si attesta intorno al 5%).

Per quanto riguarda il Medio Oriente, il fondo sovrano di Abu Dhabi detiene il 5%. Le fondazioni italiane arrivano complessivamente al 9% - Cariverona è prima con il 2,73%, seguita da Crt con circa il 2,2% - e dovranno decidere se prendere parte o meno alla ricapitalizzazione monstre di Unicredit.